Neri Marcorè e Ugo Dighero protagonisti di "Tango del calcio di rigore" dal 23 al 26.1.

 

UN AFFRESCO SU CALCIO E POTERE: DAL 23 AL 26 GENNAIO AL COMUNALE DI BOLZANO NERI MARCORÈ E UGO DIGHERO INTERPRETANO “TANGO DEL CALCIO DI RIGORE”

 

Dal 23 al 26 gennaio (23-25 genn. h. 20.30; dom 26 h. 16.00) al Comunale di Bolzano nell’ambito della Stagione dello Stabile, l’inedito duo composto da Neri Marcorè e Ugo Dighero interpreta “Tango del calcio di rigore”, un affresco su calcio e potere, scritto e diretto da Giorgio Gallione per il Teatro Nazionale di Genova. È il 25 giugno 1978. All’Estadio Monumental di Buenos Aires va in scena Argentina-Olanda, finale dei Mondiali di calcio. Il clima è surriscaldato perché la nazionale Argentina deve vincere a tutti i costi. Seduto in tribuna d’onore c’è, infatti, il generale Jorge Videla, gran burattinaio del Mondiale, al potere dalla notte del golpe del 24 marzo 1976. Accanto a lui, discosto dalle telecamere, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale. La partita finisce 3 a 1 per i padroni di casa. Si conclude così, con una festa di cieca rimozione, la più vasta e costosa operazione di propaganda politica per mezzo dello sport dopo le Olimpiadi tedesche del ’36. Almeno per una sera dai cieli dell’Argentina cadranno solo coriandoli e festoni, e non corpi di donne e uomini invisi al regime, lanciati dai portelloni degli aerei verso le acque dell’Oceano. Dal giorno dopo, però, i “voli della morte” riprenderanno puntuali e le Madri di Plaza de Mayo ricominceranno a chiedere giustizia.

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Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, paura e corruzione. Ma è anche il momento di maggior popolarità e consenso della dittatura Videla. A dimostrare come spesso lo sport è usato dal potere come subdola forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.
A quarant’anni di distanza da quei giorni terribili, un bambino di allora, oggi adulto, cerca di ricostruire il suo passato di spettatore appassionato di calcio alla luce della propria esperienza, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra mito, realismo magico e tragica realtà storica.

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Rivivono così in palcoscenico le vicende di personaggi imprevedibili, ad esempio il figlio del cowboy Butch Cassidy, appassionato di Hegel e arbitro, pistole alla mano, di un surreale campionato mondiale giocato in Patagonia nel 1942. Sarà rievocata la “prima guerra del football”, sobillata ad arte dalle compagnie bananiere controllate dalla CIA e combattuta nel 1969 tra Salvador e Honduras. Rivivremo l’episodio del rigore più lungo della storia del calcio, di cui è stato protagonista suo malgrado Gato Diaz, anziano portiere dell’Estrella Polar. Scopriremo la storia di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto dai militari di Pinochet a segnare un gol in una porta vuota e senza alcun avversario in campo, e quella di Alvaro Ortega, arbitro colombiano che commise “l’errore” di annullare un gol all’Indipendente Medellin, la squadra dei trafficanti di cocaina. Sulle scene disegnate da Guido Fiorato, che ha curato anche i costumi dello spettacolo, a fianco di Marcorè e Dighero troviamo Rosanna Naddeo, Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto.

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Il disegno luci è di Aldo Mantovani, mentre gli arrangiamenti musicali. “Tango del calcio di rigore” è uno spettacolo in forma di “tanghedia”, che unisce il tango, la tragedia e la commedia per ripercorre un' epoca storica sia attraverso gli occhi di un bambino, sia attraverso quelli di un consapevole cittadino dei nostri giorni. Uno spettacolo tra mito e inchiesta, musica, favola e teatro civile, cosciente delle lezioni di Osvaldo Soriano e di Ryszard Kapuscinzki.
I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili alle casse del Teatro Comunale di Bolzano in Piazza Verdi 40, aperte dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00, il sabato dalle 11.00 alle 14.00 e nei giorni di spettacolo a partire dalle 19.30.

 

 

foto: Bepi Caroli

Giovani in scena Young: le iscrizioni scadono il 22.01.

 

 

ANCORA POCHI GIORNI PER ISCRIVERSI AL CORSO DI TEATRO “GIOVANI IN SCENA YOUNG” PROPOSTO DAL TEATRO STABILE DI BOLZANO

Scade mercoledì 22 gennaio il termine per iscriversi al corso di Teatro “Giovani in scena Young”, destinato a ragazze e ragazzi tra i 10 e i 14 anni e , organizzato dal Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il Centro Giovani “Vintola 18”, con il sostegno del Dipartimento alla Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, “Giovani in scena Young” si compone di otto appuntamenti, che si svolgeranno a partire dal 31 gennaio e si concluderanno il 21 marzo. Il percorso laboratoriale sarà tenuto da Lucas Da Tos, formatore esperto che accompagnerà i partecipanti lungo tutto lo svolgimento del corso. Nell’ambito degli otto appuntamenti che si terranno al Centro Vintola 18, i partecipanti apprenderanno le tecniche di base per l’uso espressivo della voce e del corpo, acquisendo una maggiore padronanza delle proprie capacità comunicative e relazionali nei confronti del gruppo, la consapevolezza del proprio corpo, dei movimenti, dello spazio. “Giovani in scena Young” terminerà con una lezione conclusiva aperta al pubblico sabato 21 marzo alle 18.00 al Centro Giovanile Vintola 18.
Le iscrizioni dovranno pervenire compilando l’apposito modulo su questo sito

 

 

Riparte dalla Sardegna la tournée di "Tempo di Chet. La versione di Chet Baker"

 

Terzo anno di tournée per lo spettacolo "Tempo di Chet. La versione di Chet Baker"

 

Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, rivive grazie alla musica di Paolo Fresu e un cast di otto attori in uno spettacolo scritto da Leo Muscato e Laura Perini.

Tempo di CHET. La versione di Chet Baker è il titolo dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano che ha debuttato l’8 novembre 2018 ; nasce dalla fusione e dalla sovrapposizione tra scrittura drammaturgica e partitura musicale, crea un unico flusso organico di parole, immagini e musica per rievocare lo stile lirico e intimista di questo jazzista tanto maledetto quanto leggendario. Dopo il debutto bolzanino, lo spettacolo conoscerà un’importante tournèe nazionale pluriennale.

Paolo Fresu alla tromba, Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso saranno le voci evocative di un cast d’eccellenza composto, da Alessandro Averone, Rufin Doh, Paolo Li Volsi, Debora Mancini, Daniele Marmi, Graziano Piazza, Mauro Parrinello e Laura Pozone. La regia di Leo Muscato modulerà l’incessante oscillare tra passato e presente, che farà affiorare fatti ed episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza di Chet Baker, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam.

«Ogni apparizione apre il sipario su una fase della vita dell’artista, che ha passato molti periodi lavorando e vivendo in vari luoghi d’Italia, facendo emergere anche il sapore di epoche diverse, di differenti contesti socioculturali e visioni del mondo. Si delinea la figura del grande trombettista, che fra sogni, incertezze, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica» commenta il regista.

«Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz» riflette Fresu «Ci si chiede dunque come mai la complessità dell’uomo e il suo apparente disordine abbiano potuto esprimersi in musica attraverso un rigore formale così logico e preciso».

foto:  Tommaso Le Pera

 

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La tournèe

Cagliari, Teatro Massimo, 8-12 gennaio 2020
Sassari, Teatro Comunale, 13 gennaio 2020
Roma, Parco della Musica, 16-21 gennaio 2020
Cremona, Teatro Ponchielli, 23 gennaio 2020
Chiasso, Cinema Teatro, 25 gennaio 2020
Torino, Teatro Carignano, 28 gennaio – 2 febbraio 2020
Perugia, Teatro Morlacchi, 4-7 febbraio 2020
Pavullo, Teatro Mac Mazzieri, 11 febbraio 2020
Russi, Teatro Comunale, 12 febbraio 2020

Debutta in prima assoluta al Piccolo Teatro di Milano "Della Madre", secondo capitolo della trilogia di Mario Perrotta

 

Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della
trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura
intoccabile della Madre - almeno per come la viviamo nel nostro paese.

Anche questa secondo capitolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano debutta al Piccolo Teatro di Milano- Teatro D'Europa il 7 gennaio. "La Madre Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del
bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo." sostiene Perrotta, autore del testo e inteprete, assieme a Paola Roscioli, dello spettacolo.

"La maternità non è un’esperienza di centramento ma di decentramento. È la gioia nel vedere il proprio frutto imparare a camminare o a parlare, nel vederlo entrare nel mondo. Ma quando la maternità diventa patologia si passa dalla madre simbiotica dell’epoca patriarcale - la madre che non lascia andare il proprio figlio, la madre del sacrificio che vive la propria maternità come cancellazione della donna e dei suoi desideri - alla madre narcisistica, che vive la maternità come
un handicap, una lesione, una ferita al proprio essere donna. Il figlio non è più ciò che completa il suo essere ma è vissuto come un ingombro alla propria affermazione personale. Mentre nella madre patriarcale la madre uccide la donna, nella madre ipermoderna e narcisistica è la donna che uccide la madre. Il teatro di Mario Perrotta sarà l’occasione per mostrare le metamorfosi contemporanee della figura materna insieme però a ciò che della madre rimane al di là della storia; la sua funzione fondamentale nel garantire la trasmissione del sentimento della vita da una generazione all’altra; il simbolo di una cura che sa essere ogni volta particolare e mai anonima".
Massimo Recalcati

 

Tempo di Chet all'Auditorium Parco della Musica di Roma: gli eventi collaterali

 

 

In occasione delle rappresentazioni di Tempo di Chet. La versione di Chet Baker che si terranno all'Auditorium Parco della Musica dal 16 al 21 gennaio, Casa del Jazz e Auditorium organizzano una serie di appuntamenti dedicati al leggendario trombettista nell’ambito della rassegna Jazz Campus.

JAZZ CAMPUS
PAOLO FRESU
MUSICA DENTRO. INCONTRO CON PAOLO FRESU
SAB 18 GEN | 11:00 | CASA DEL JAZZ - VIALE DI PORTA ARDEATINA, 55

In occasione delle rappresentazioni teatrali di "Tempo di Chet",  Paolo Fresu si racconta al pubblico della Casa del Jazz. Il musicista, il maestro, l’organizzatore culturale, il viaggiatore innamorato dell’Africa e di Parigi, il tessitore di magie, di incontri e di storie, racconterà il suo legame con le radici sarde, i silenzi di una campagna selvaggia rotti dal fruscio delle foglie e dai belati delle pecore. La scoperta della vocazione musicale e il severo tirocinio di un artista.

 

JAZZ CAMPUS
PAOLO FRESU
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI CHET

DOM 19 GEN | 11:00 | CASA DEL JAZZ - VIALE DI PORTA ARDEATINA, 55

In compagnia del trombettista Paolo Fresu, del regista dello spettacolo “Tempo di Chet”, Leo Muscato e dei critici musicali Adriano Mazzoletti e Luigi Onori, verrà analizzato il rapporto di Chet Baker con il nostro Paese e l'influenza da lui esercitata sui musicisti Jazz italiani nel corso delle sue frequenti visite, soggiorni e collaborazioni in concerti e registrazioni discografiche.

 

JAZZ CAMPUS
CHET IS BACK
PROIEZIONE DOCUMENTARIO DI NELLO CORREALE

DOM 19 GEN | 18:00| CASA DEL JAZZ - VIALE DI PORTA ARDEATINA, 55

Chet Baker amava l’Italia, Roma soprattutto, dove tenne il suo primo concerto nel gennaio 1956 al Teatro Eliseo e l’ultimo nel 1988 al Music Inn, prima di partire con la sua Alfa Romeo beige per Amsterdam dove la notte del 13 maggio 1988 precipitò dal terzo piano di un hotel di terza categoria. Aveva 59 anni. Quella notte Chet è uscito dalla storia del jazz ed è entrato nel mito.
Alla proiezione parteciperanno - oltre al regista Nello Cortese - Enrico Pieranunzi, Giovanni Tommaso, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Rita e Carla Marcotulli, Eugenio Rubei, Massimo Nunzi.

 

ulteriori informazioni www.casajazz.it

 

 

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Lunedì 2 settembre abbiamo presentato le Stagione 2019/2020

 

 

PUOI RESTARE QUANTO VUOI!

Lunedì 2 settembre abbiamo presentato le Stagione 2019/2020.

Vi aspettiamo a teatro per sottorscrivere il vostro abbonamento, le casse sono aperte dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00, sabato dalle 11 alle 14.00. 

 

guarda il trailer della stagione 2019/2020

 

Nuovi riconoscimenti per il Teatro Stabile di Bolzano da parte del Mibac!

 

Nuovi riconoscimenti per il Teatro Stabile di Bolzano da parte del Mibac: il TSB primo tra i 20 Tric, Teatri di rilevante interesse culturale.

 

Nuove conferme per il Teatro Stabile di Bolzano da parte della Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. A fine luglio il MIBAC ha pubblicato le assegnazioni del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) per l’anno 2018: per punteggio ottenuto il Teatro Stabile di Bolzano, diretto da Walter Zambaldi, si è classificato primo tra i 20 TRIC, Teatri di Rilevante Interesse Culturale in Italia

La qualità del livello artistico, la capacità produttiva, la forza occupazionale anche delle giovani generazioni, sono tra i principali e articolati criteri fissati per la valutazione del Ministero. La programmazione lungimirante e di alta qualità del TSB ha raggiunto la più alta valutazione del Mibac. Un buon auspicio per le stagioni del triennio 2018-2020 che si chiuderà nel 2020, anno in cui lo Stabile compirà 70 anni.

www.teatro-bolzano.it

 

 

 

Wordbox scaricabili dal podcast di RAI Alto Adige

 

 

Le registrazioni delle mise en espace sono disponibili sul podcast scaricabile dal sito www.raibz.rai.it 

 

EXODUS, J. T. B ORA SCARIBILI DAL PODCAST DI RAI ALTO ADIGE

Le registrazioni delle mise en espace di "Exodus", "J.T.B." realizzate nell'ambito della rassegna "Wordbox" sono ora scaricabili dal podcast di Rai Alto Adige. L'appuntamento dedicato a "Le crepe", sarà scaricabile da lunedì 28 novembre.

 

Morsi a vuoto è una commedia cruda, grottesca e tragicamente comica, scritta da due autori dal nome emblematico come Francesco d'Amore e Luciana Maniaci, Simona è una ragazza affetta da ironia cronica. Nella sua vita, priva di senso e di direzione, non c’è nulla da ridere, eppure lei non riesce a vederne il lato tragico. Sarà l’incontro con un uomo sconosciuto a cambiarla, perché con lui scoprirà un’emozione vera e senza riserve: la paura di morire.

J.T.B. di Lorenzo Garozzo si apre con una macchina rossa corre in strada, dietro di lei una scia di pattuglie della polizia. Una scena già vista, ma questa volta è diverso: alla guida della macchina c’è J.T.B., la rockstar del momento, e accanto a lui, in ostaggio, il suo agente musicale. Filmata dall’elicottero di un’emittente privata, la fuga incolla alla televisione milioni di persone. Quattro di questi spettatori intrecceranno l’evento con le loro vite private, vite che, come quella della rockstar, sono in bilico nell’eterno conflitto tra ciò che si è e quello che si vorrebbe essere.

Le crepe di Roberto Mazzone racconta di due fratelli che vivono chiusi in casa da innumerevoli anni. La porta d’uscita è lì, ma nessuno la apre. Seduta nell’ombra, c’è una presenza che condiziona ogni loro gesto: la Madre. Giorno dopo giorno hanno costruito una routine che li tiene costantemente impegnati a prevenire qualsiasi attacco esterno. Lui e Lei si sentono protetti tra le quattro mura, ma forse ancora non sanno che in ogni muro possono insinuarsi delle crepe.

Exodus di Roberto Cavosi, racconta l’epopea degli immigrati vista attraverso la grottesca lente di un immaginario cabaret, dove anche San Pietro diventa uno dei tanti extracomunitari clandestini che, a bordo di una carretta del mare, getta oltre le onde tutte le sue speranze. 

 

Wordbox - Parole per il teatro è un cantiere aperto di esplorazione e ricognizione del panorama teatrale italiano e un banco di prova per i testi individuati per la lettura scenica. Wordbox è una fucina di ricerca testuale che invita il pubblico a considerare il teatro in modo confidenziale. Wordbox è una rassegna di produzioni teatrali dedicata alla nuova drammaturgia italiana. Cinque appuntamenti, da giugno a dicembre 2016, porteranno il pubblico a stretto contatto con una fase della messa in scena teatrale solitamente inaccessibile come le prove a tavolino: quel momento cruciale in cui nascono i personaggi che prenderanno vita nello spettacolo. Anche i luoghi dove si terranno le cinque ‘mise en espace’ avranno un significato particolare. Non si svolgeranno su un tradizionale palcoscenico, ma in una sala prove o in un retropalco, in modo che gli spettatori possano essere tutt’uno con l’evento e realmente al centro dell’avvenimento

Roberto Cavosi è autore teatrale. I suoi lavori sono stati prodotti dai più prestigiosi teatri italiani come gli Stabili del Friuli Venezia Giulia, di Roma, del Veneto, di Palermo e di Bolzano oltre all Teatro Franco Parenti di Milano. È stato rappresentato a Parigi, a Londra, in Estonia e in Belgio. La City University of New York e l’università di Oxford gli hanno dedicato una serie di studi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali tra cui il Premio Idi e il Premio Riccione. Ha ideato la trasmissione radiofonica Teatrogiornale. Ha insegnato “drammaturgia e meccanica quantistica” presso l’Università IUAV di Venezia.

 

Scarica qui http://www.raibz.rai.it/podcast/ita/wordbox/wordbox.xml

 

gli scatti di Matteo Groppo durante la lettura scenica di "Exodus"

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TERMINATA CON SUCCESSO LA TOURNEE DE "LA VITA CHE TI DIEDI” DI LUIGI PIRANDELLO

Terminata con successo la tournèe de  “La vita che ti diedi”, di Luigi Pirandello, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Regia Marco Bernardi, con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Gianna Coletti, Karoline Comarella, Paolo Grossi, Sandra Mangini, Giovanna Rossi, Irene Villa, Riccardo Zini. Scene Gisbert Jaekel, costumi Roberto Banci, suoni Franco Maurina, luci Massimo Polo.

 

Guarda la fotogallery 

...continua

"LA VITA CHE TI DIEDI" UN DRAMMA SULL'AMORE MATERNO SCRITTO DA LUIGI PIRANDELLO. ECCO UNA SCENA DELLO SPETTACOLO

"La vita che ti diedi"  di Luigi Pirandello è un  dramma  interamente condotto sul filo dell’amore materno. L'amore materno è l’unico valore che sopravvive intatto tra le macerie dei falsi valori della società e che nella sua autenticità risulta indenne da ogni schematismo ideologico. Patrizia Milani interpreta la protagonista, Donn’Anna Luna.

 

"LA VITA CHE TI DIEDI": GLI SCATTI DI TOMMASO LE PERA. GUARDA LA FOTOGALLERY

Le foto di scena firmate da Tommaso Le Pera de "La vita che ti diedi"  tragedia di Luigi Pirandello diretta da Marco Bernardi e interpretata da Patrizia Milani, Carlo Simoni, Gianna Coletti, Karoline Comarella, Paolo Grossi, Sandra Mangini, Giovanna Rossi, Irene Villa, Riccardo Zini. 

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"SANGUINARE INCHIOSTRO" IL NUOVO TESTO DI ANDREA CASTELLI E' UN VIAGGIO AD INCONTRARE UOMINI CELEBRI O SCONOSCIUTI CHE SCRISSERO DEGLI ORRORI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

A cento anni dallo scoppio della Grande Guerra, il Teatro Stabile di Bolzano e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento propongono uno spettacolo che ripercorre la perversa follia del primo conflitto mondiale che ha cambiato il XX secolo segnando la storia europea in modo indelebile.   Il testo è a cura di Andrea Castelli che da anni desiderava riflettere con il linguaggio del teatro su questo tema spaventoso; la regia è di Carmelo Rifici, da sempre molto interessato a portare sulle tavole del palcoscenico le riflessioni sulla Storia, grande o piccola che sia. Basta pensare a due spettacoli davvero riusciti come "Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè e "La Rosa Bianca" di Lillian Groag, anch'essi voluti da Marco Bernardi e prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano con l'interpretazione dello stesso Castelli.
    "Sanguinare inchiostro" che fa rivivere sulla scena alcune pagine di scrittori famosi, ma soprattutto le testimonianze di soldati trentini arruolati con l’Austria, è un viaggio ad incontrare uomini che, in una sorta di museo degli orrori, scrissero della peggior esperienza del mondo, facendo sanguinare sul foglio la propria sofferenza.

 

 

 

"RETROSCENA" I 4 ARTICOLI DI ALESSANDRA LIMETTI DEDICATI ALLE PROVE DELLO SPETTACOLO "LA VITA CHE TI DIEDI" E PUBBLICATI SULL'ALTO ADIGE

"Retroscena" è un percorso di riflessione in quattro tappe sull'allestimento dello spettacolo "La vita che ti diedi" di Pirandello scritto da Alessandra Limetti per le pagine del quotidiano Alto Adige. Pubblichiamo per gentile concessione dell'Alto Adige tutti gli articoli che hanno accompagnato le prove dello spettacolo diretto da Marco Bernardi e interpretato da Patrizia Milani e Carlo Simoni,Gianna Coletti, Karoline Comarella, Paolo Grossi, Sandra Mangini, Giovanna Rossi, Irene Villa, Riccardo Zini.

...continua

ANDREA RAUCH, MAESTRO DELLE ARTI GRAFICHE RIPERCORRE TRENT'ANNI DI SPETTACOLI DEL TEATRO STABILE CON UNA GALLERIA DI AUTORI MESSI IN SCENA DA MARCO BERNARDI

Una galleria di ritratti dei più grandi autori della letteratura teatrale: è l'omaggio dell'artista Andrea Rauch al regista Marco Bernardi,  nel suo ultimo anno di direzione del Teatro Stabile di Bolzano.

 

...continua

PRESENTATE LE INIZIATIVE DEDICATE AI GIOVANI "W IL TEATRO!" E I CORSI "GIOVANI IN SCENA" A BOLZANO E BRESSANONE

Presentate oggi le iniziative dedicate ai giovani realizzate dal Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il Dipartimento Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano e  dall'intendenza scolastico. La ventiseiesima edizione di "W IL TEATRO!",ovvero il teatro nella scuola, il percorso di avvicinamento alla conoscenza dei linguaggi teatrali rivolto a un pubblico di giovani dai 6 ai 19 anni e i corsi Giovani in scena a Bolzano e Bressanone, realizzati rispettivamente in collaborazione con il "Centro Vintola 18" e "Connection". Le iscrizioni ai corsi sono aperte!

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LE DONNE PROTAGONISTE DELLA SESSANTACINQUESIMA STAGIONE DELLO STABILE DI BOLZANO

La sessantacinquesima stagione dello Stabile di Bolzano, l’ultima diretta da Marco Bernardi, vuole rendere omaggio alle donne. «Ho voluto dedicare la mia ultima stagione da direttore del Teatro Stabile di Bolzano ai grandi personaggi femminili che animano i nostri palcoscenici e agli sguardi femminili del nostro pubblico più fedele e appassionato» afferma Bernardi che lascerà l’incarico nel giugno del 2015, dopo 35 anni di direzione dello Stabile bolzanino, il secondo teatro stabile più longevo d’Italia, dopo il Piccolo di Milano.

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È WALTER ZAMBALDI IL SUCCESSORE DI MARCO BERNARDI ALLA DIREZIONE DEL TEATRO STABILE DI BOLZANO

Walter Zambaldi, 39 anni, bolzanino, sarà il successore di Marco Bernardi alla direzione del Teatro Stabile di Bolzano a partire dal 18 giugno 2015. Lo ha nominato oggi all’unanimità il Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile presieduto da Giovanni Salghetti Drioli.
Lo Stabile ha promosso una selezione pubblica alla quale hanno risposto 71 candidati di ogni parte d’Italia. Il Consiglio di Amministrazione ha nominato una Commissione composta da Marco Bernardi, Leonardo Cantelli, Claudia Cannella e Carlo Corazzola, con il compito di verificare quali fossero i candidati in possesso di tutti i requisiti richiesti dal bando.

Alla fine dell'accurato percorso di selezione la Commissione e il Consiglio di Amministrazione hanno individuato in Walter Zambaldi una figura manageriale qualificata, capace di coniugare conoscenza e passione teatrale con competenze amministrative, oltre all'ottima conoscenza delle realtà culturali e teatrali del Trentino Alto Adige.

...continua