Cartella stampa 2021/2022

 
GIUNGE DAL 12 AL 15 DICEMBRE A MERANO, BRUNICO, BRESSANONE E VIPITENO “IL MISANTROPO” DI MOLIÈRE PER LA REGIA DI FABRIZIO FALCO, UNO DEGLI ARTISTI PIÙ ACCLAMATI DELLA SUA GENERAZIONE. 
 
Un grande classico della letteratura teatrale rivive grazie alla rilettura e all’interpretazione di una compagnia di giovani artisti 
 
Da domenica 12 dicembre a mercoledì 15 rispettivamente nelle stagioni dello Stabile di Merano, Brunico (13/12 Haus Michael Pacher, h. 20.30), Bressanone (14/12 Forum, h. 20.30) e Vipiteno (15/12, Teatro Comunale, h. 20.30), Fabrizio Falco porta in scena “Il Misantropo” di Molière nella traduzione di Cesare Garboli. Ad affiancarlo in scena troviamo una compagnia di giovanissimi attori siciliani composta da Davide Cirri, Claudio Pellegrini, Alice Canzonieri, Rita Debora Iannotta, Doriana Costanzo, Costantino Buttitta, Luca Carbone e Francesco Cristiano Russo. Accolta con grande calore nella data estiva all’Arena TSB nell’ambito della rassegna FUORI!, questa commedia prodotta dal Teatro Biondo di Palermo dà nuova vita al capolavoro molièriano applaudito per la prima volta a Parigi nel 1666: “Il Misantropo” possiede un’universalità e un’incisività nell’analizzare i rapporti umani, tali da superare in modo dirompente il mondo della letteratura barocca. Questo classico parla infatti chiaramente al nostro tempo, invocando soprattutto verità. È questo il tema attorno a cui ruota la commedia, forse la più densa e autobiografica di Molière, ed è ciò che ha attratto uno dei più premiati artisti della giovane generazione, Fabrizio Falco. Appena trentenne, già Premio UBU nel 2015 e Premio Mastroianni alla Mostra del Cinema di Venezia tre anni prima, Falco ha lavorato con grandi maestri della scena italiana (fra tutti Carlo Cecchi e Luca Ronconi di cui è stato nel cast dell’ultimo lavoro, “Lehman Trilogy”) e si è sempre più imposto per la sua sensibilità registica e d’interprete. Falco ha lavorato a questo “Misantropo” utilizzando il gioco di specchi inventato da Molière per riflettere sul senso e sul valore estetico e morale di cui la società odierna è vittima e artefice. «La verità dei rapporti è la richiesta di Alceste - spiega Falco - e questa sarà la linea guida della regia. Nient’altro. Il teatro ha bisogno di poco per vivere da un punto di vista esteriore, ma ha bisogno di molto lavoro invisibile, ha bisogno di verità. In un’epoca di fake news credo che anche noi ne sentiamo l’esigenza. Una verità che derivi dalla profondità di sé, dei sentimenti, per riscoprirsi individui fino in fondo e comunità fino in fondo». Le scene di Luca Mannino scolpite dalle luci di Marco Santoro riportano l’azione al giorno d’oggi, contemporanea sono inoltre i costumi di Gabriella Magrì e le musiche di Angelo Vitaliano. 
I biglietti per gli spettacoli sono acquistabili on-line sul sito www.teatro-bolzano.it e scaricando la APP del Teatro Stabile di Bolzano (iOS e Android), e alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano (piazza Verdi 40; mart-ven 11-14 e 17-19, sab 11-14). Nei giorni di spettacolo a partire dalle 19.30 nei luoghi di rappresentazione.
 
foto: Rosellina Garbo

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