DAL 25 AL 28 GENNAIO MARCO PAOLINI PRESENTA “LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO” UN PADRE E UN FIGLIO ANDROIDE COSTRETTI A DIFENDERSI DALLE TECNOLOGIE

 

Tra Venezia e Belluno, in un domani molto prossimo in cui la tecnologia ha definitivamente rivoluzionato la vita degli esseri umani e gli istituti scolastici sono intitolati a Steve Jobs invece che a Giuseppe Ungaretti, Marco Paolini ambienta Le avventure di Numero Primo, il suo nuovo spettacolo prodotto da Jolefilm, in scena dal 25 al 28 gennaio al Comunale di Bolzano nell’ambito della stagione dello Stabile (gio.-sab. h. 20.30 ; dom. h.16.00).
Dopo aver raccontato il nostro passato prossimo con il Vajont e la strage di Ustica, ed essersi spinto a far rivivere epoche più remote narrando la ritirata dei soldati in Russia e le scoperte di Galileo, nel suo monologo più recente scritto assieme a Gianfranco Bettin, Paolini cambia prospettiva e si spinge a schiudere il futuro prossimo, con fantasia, con fantascienza e lungimiranza. «Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, da qui è nato questo Album con nuovi personaggi» commenta Paolini.
Ed è proprio negli anni Venti del Duemila che Paolini colloca il suo “Blade Runner” veneto in cui si svolgono le avventure surreali di un padre e un figlio costretti a difendere il loro legame dall’invasione pervasiva quanto subdola della tecnologie nelle nostre vite. Il protagonista è un bambino di cinque anni nato chissà dove, un “numero primo” generato da un evolutissimo programma di laboratorio. Al suo fianco Ettore, un padre naturale che si prende cura del giovane ambitissimo prototipo di essere umano, capace di plasmare il mondo attorno a sé assorbendo esperienza. La fiaba dell’incontro tra un figlio androide e un padre che non pensava più di poter diventare tale, afferma prepotentemente l’umanità di un rapporto sempre uguale a sé stesso, nonostante la pervasività della tecnologia nelle nostre vite. «Parlo della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica; dell'attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlo di biologia e altri linguaggi, ma lo faccio seguendo il filo di una storia come ho fatto con i primi Album». Il racconto di Paolini è supportato dalle immagini e dalla scenografia di Antonio Panzuto e si intreccia alle musiche composte ed eseguite da Stefano Nanni assieme a Mario Brunello al cello e il Coro Giovanile Città di Thiene.
I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano aperte dal martedì al venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19, il sabato dalle 11 alle 14 e i giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio della rappresentazione. On-line su questo sito.