Disposizioni generali

La brocca rotta

La più bella commedia del teatro tedesco

di Heinrich von Kleist
traduzione Cesare Liev
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
luci Lorenzo Carlucci
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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48 la brocca rottaPatrizia Milani, Paolo Bonacelli, Carlo Simoni

 

Questa commedia nasce da una scommessa, da un gioco: e poche volte un’opera d’arte ha portato così evidenti, anche al suo interno, i segni del gioco e della scommessa. Fu in Svizzera nel 1802 che Kleist e i suoi amici Wieland e Zschokke decisero di trarre una commedia, una satira e un racconto da un’incisione di Le Veau intitolata La cruche cassée. Wie-land rinunciò all’esecuzione del suo progetto, Zschokke mise insieme un mediocre racconto, mentre Kleist, leggendo con acume ispirato le fisio-nomie e i gesti di quella piccola gente in ambiente fiammingo-olandese, ne trasse la più bella e sostanziosa commedia di tutto il teatro tedesco. Che l’autore non ci vedesse solo un’occasione di riso disimpegnato ri-sulta evidente a chiunque conosca la radicale tragicità e problematicità dell’opera di Kleist.

Adamo, il giudice del villaggio è parente dei vecchi semidei osceni e bef-fardi dal piede caprino, dalla coda villosa, dalle corna di becco, dall’ap-pendice erotica spropositata. Così come certi servi della commedia plautina, come gli Zanni della Commedia dell’Arte, come quasi tutti i per-sonaggi del Ruzante, il Falstaff di Shakespeare, l’Ubu Roidi Jarry. Commedia della piccineria umana, infestata da superstizione e corruzio-ne: la si potrebbe leggere tutta come una parodia del potere, per questa volta senza niente di cruento o irrimediabile. Il nucleo della Brocca rottaè Adamo con le sue infinite risorse di menti-tore e con quella fuga finale per i campi innevati, sotto gli occhi di tutti, la parrucca, antiquato simbolo di un’autorità abusiva e coperta di vergo-gna, che gli sbatte sulla schiena. 

Dal punto di vista artistico La brocca rottaè l’opera perfetta di Kleist. Il progressivo districarsi del nodo degli equivoci, nella parte culminante e conclusiva, qui non stona e non disturba come nelle sue tragedie, ma anzi conferisce alla commedia una magnifica struttura e uno sviluppo ascendente unitario.

Un esercizio perfetto, che ha illuso ed estasiato ge-nerazioni di amatori. Qui l’autore volle costruire nel suo “astratto furore” una commedia, forse per distrarsi dal troppo duro impegno tragico, e la costruì limpida e salda, a regola d’arte, esemplare. Dopo il successo del Malato immaginariodi Molière, Marco Bernardi diri-ge con lo stesso cast, guidato da Paolo Bonacelli, Patrizia Milani e Carlo Simoni, la più bella commedia della letteratura teatrale tedesca.


BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande) dal 7 all'10 novembre 

GENOVA: Teatro della Corte dal 12 al 17 novembre

BRUNICO: Haus Michael Pacher lunedì 18 novembre  

BRESSANONE: Forum mercoledì 20 novembre 

MERANO: Teatro Puccini venerdì 22 novembre 

VIPITENO: Teatro Comunale lunedì 25 novembre  

TESERO:  Teatro Comunale martedì 26 novembre  

PERGINETeatro Comunale  mercoeldì 27 novembre

TIONE: Teatro Comunale giovedì 28 novembre

MEZZOLOMBARDO:  Teatro 2 dicembre

MILANO: Teatro Carcano dal 4 al 15 dicembre 

TRENTO: Centro S. C. Santa Chiara dal 9 al 12 gennaio

ROMA: Teatro Quirino  dal 14 al 26 gennaio 

BRESCIA: dal 29 gennaio al 2 febbraio