SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO / come le foglie

 

dal romanzo Il Sopravvissuto di Antonio Scurati
con innesti liberamente ispirati a Platone e a Cees Nooteboom e Georges I. Gurdjieff
drammaturgia Simone Derai e Patrizia Vercesi
regia Simone Derai
maschere Silvia Bragagnolo e Simone Derai
costumi Serena Bussolaro e Simone Derai
musiche e sound design Mauro Martinuz
video Simone Derai e Giulio Favotto
con Marco Menegoni, Iohanna Benvegna, Marco Ciccullo, Matteo D’Amore, Piero Ramella, Margherita Sartor, Massimo Simonetto, Mariagioia Ubaldi, Francesca Scapinello/Viviana Callegari/Eliza Oanca

PRODUZIONE ANAGOOR 2016
Co-produzione Festival delle Colline Torinesi, Centrale Fies
Realizzato con il sostegno del Bando ORA! della Compagnia di San Paolo

 

 

BOLZANO Teatro Comunale Studio

martedì 4 febbraio h. 20.30

La scuola, l’educazione e il loro rapporto con la stretta attualità, tra la filosofia antica e gli echi di cronache violente che hanno avuto come palcoscenico le scuole. Con Socrate il sopravvissuto, la compagnia Anagoor entra in una classe come tante. Partendo da alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto, l’opera assume il punto di vista di chi si dispone di fronte ad un gruppo di giovani, essendo incaricato della loro educazione.
Tra le ore che precedono la morte del filosofo così raccontate da Platone, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità, lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, si consuma tutta la battaglia che chiama in causa il pensiero occidentale, dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici.
Quando la cultura classica incontra la multimedialità, quando l’estetica iconica dialoga con le arti performative, la storia dell’arte e dell’architettura: la compagnia Anagoor è una delle principali realtà di ricerca del panorama italiano e nasce nel 2000 a Castelfranco Veneto, su iniziativa di Simone Derai e Paola Dallan, ai quali si aggiungono successivamente Marco Menegoni, Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto, Silvia Bragagnolo e molti altri, facendo dell’esperienza un progetto di collettività.
Sin dal suo esordio, il teatro di Anagoor indaga il passato in maniera quasi visionaria e magnetica, per parlare del presente e penetra continuamente nei territori di altre discipline artistiche.

04/02
20:30
Stagione - Altri Percorsi