Le smanie per la villeggiatura
Un testo di rara coralità, una macchina scenica perfetta in cui gli interpreti sono chiamati a incarnare anche le nostre smanie, per costringerci a guardarci allo specchio: Le smanie per la villeggiatura, prima parte della Trilogia della villeggiatura, è un vero e proprio capolavoro con il quale Carlo Goldoni può considerare pienamente compiuta la sua Riforma teatrale. Una vera e propria rivoluzione drammaturgica che allontana le sue opere dalle maschere stereotipate della Commedia dell’Arte per lasciare posto a personaggi in cui il pubblico può finalmente riconoscersi. Goldoni ci consegna un teatro eternamente “contemporaneo” e universale.
I personaggi di Le smanie sono borghesi, ex arricchiti e già indebitati, intenti a fare “pazzi preparativi” per scappare dalla città e mostrarsi nelle ville di campagna. Di lì a poco saranno i protagonisti di un declino economico e culturale che porterà alla fine della Serenissima e all’estinzione di un mondo che si credeva invincibile. Una commedia dove emerge la componente satirica della critica sociale che il grande drammaturgo sceglie non a caso di ambientare in una fantasmatica Livorno. «In Le smanie sembra sempre mancare il tempo […] e sembrano tutti contagiati da un’iperattività ansiosa e immotivata che ricorda quella di uno spasmo pre-morte. Ma non sono tanto i personaggi ad essere malati quanto la società intera ad essere diventata patologica: si esiste solo se qualcuno ci vede (ci segue) e sottrarsi non è possibile […]» scrive il regista Giorgio Sangati. Il testo, inoltre, ci racconta anche di un mancato incontro (e scontro) generazionale: da un lato giovani insicuri e viziati, aggressivi e indecisi, dall’altro genitori inconsistenti. In questo vuoto trova uno spiraglio la figura sorprendente di Giacinta che rovescia un modello patriarcale che fa acqua da tutte le parti; insegna al padre Filippo come bisogna comportarsi in società e impone al futuro gelosissimo sposo un’educazione affettiva che escluda il possesso dalla relazione. Non c’è amore in questa nervosissima commedia, non ci può essere in un mondo in cui narcisisticamente ci importa solo di noi stessi. Senza amore, però, non ci può essere futuro.
Per gli/le abbonati/e della Bassa Atesina in abbonamento la recita di domenica 21 febbraio h. 16.00 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044
di Carlo Goldoni
con (o. a.) Agnese Sofia Bonato, Nicola Bortolotti, Cosimo Grilli, Valerio Mazzucato, Cristiano Parolin, Luca Passera, Luciano Roman, Ottavia Sanfilippo, Sara Zoia
regia Giorgio Sangati
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Eleonora Rossi
luci Luigi Biondi
musiche e sound design Giovanni Frison
cura del movimento Marco Angelilli
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
durata: spettacolo in allestimento















