Sia che parli di famiglia, sia che racconti di classi sociali, di poteri politici o di finanza, lo scrittore norvegese riesce sempre a essere nostro contemporaneo: parte della trilogia che concluse la sua carriera, John Gabriel Borkman offre il ritratto di un titano caduto, un uomo d’affari che per finanziare un sogno grandioso ha bruciato la sua integrità morale assieme alla sua capacità di dare e ricevere amore. 10102012-DSC 1477 lante dRovere mandracchia popolizio
Toccato dal disonore, dissolta la stima degli altri nei suoi confronti, Borkman si sente ancora un creatore, un artista della finanza e non sembra disposto a considerarsi un vinto. Accanto a lui, il suo unico amico, Foldal, autore di un testo mai pubblicato, creatore a sua volta di qualcosa che non vedrà mai la luce. Alle vicende del finanziere si intrecciano quelle delle due sorelle Rentheim - la moglie e la ex amante di Borkman - e si contrappongono le scelte della generazione dei figli ventenni, più consapevoli della limitatezza del loro agire nel mondo: si deve soprattutto bruciare la vita, aggredirla a morsi e viverla non nell’attesa del compimento di un progetto, ma nella certezza della sua brevità.
La sapiente regia di Piero Maccarinelli ha affidato a Claudio Magris il compito di tradurre nuovamente il testo per ridurlo all’essenziale, in uno slancio ricco di tensione che, senza soluzione di continuità, conduce verso l’algido epilogo. La sua messa in scena è nitida, glaciale come la tragedia di Borkman e le sue frustrazioni; sulla scena essenziale ideata da Carlo De Marino e scolpita dalle luci di Umile Vainieri, Massimo Popolizio nel ruolo del titolo, Lucrezia Lante della Rovere e Manuela Mandracchia rispettivamente nei panni dell’ex-amante e della moglie, interpretano personaggi acuminati come lame, crudeli e concreti secondo le più spietate leggi del mondo degli affari. Al loro fianco Francesco Migliaccio, Alex Cendron, Ilaria Genatiempo e Camilla Diana conferiscono ulteriore intensità alla messa in scena, che si dipana sulle musiche di Antonio Di Pofi.
«Credo che tutto questo sia un materiale violentemente contemporaneo, con un plusvalore, se a interpretare questo grande testo è una generazione di attori che ha potuto sfiorare le utopie da un lato e che ne ha visto la devastazione dall’altro» afferma Maccarinelli. «Un Borkman della mia generazione dunque, dove l’attrazione erotica, l’eros e il thanatos siano generazionalmente percorribili. Ed ecco la scelta di Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia e Lucrezia Lante della Rovere nei tre ruoli principali. Un Borkman per provare a comunicare ai nostri contemporanei le geniali parole di Ibsen, in un’ambientazione volutamente essenziale e più vicina a noi».
I biglietti acquistabili anche telefonicamente con carta di credito (0471 053800), o via internet (http://www.teatro-bolzano.it), sono in vendita alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 11.00-14.00 e dalle 17.00-19.00; sabato dalle 11.00 alle 14.00.
www.teatro-bolzano.it

 

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