Cartella stampa 2015/2016

 

SABATO 13 FEBBRAIO MARTA CUSCUNA’ SI INTERROGA SUI GIOVANI UOMINI IN “SORRY, BOYS. DIALOGHI SULLA MASCOLINITÀ PER ATTRICE E TESTE MOZZE” NELL’AMBITO DEGLI “ALTRI PERCORSI”

 

Sabato 13 febbraio alle 20.30 nel Teatro Studio del Comunale di Bolzano il talento eclettico dell’autrice e attrice friulana Marta Cuscunà sarà protagonista di “Sorry, boys”, spettacolo presentato nell’ambito della rassegna “Altri Percorsi” dello Stabile di Bolzano. “Sorry, boys”, presentato in prima assoluta al Teatro Sociale di Trento pochi giorni fa, è il nuovo lavoro della Cuscunà che prende spunto da un sorprendente fatto di cronaca: sette anni fa, 18 ragazze di una scuola superiore americana, tutte minorenni, rimasero incinte contemporaneamente. L’aspetto veramente sconvolgente è che la vicenda non sembra essere stata una coincidenza, ma pianificata con un patto segreto. Le ragazze avrebbero deciso di rimanere incinte nello stesso momento per aiutarsi l’una con l'altra e allevare i bambini tutte insieme, in una specie di comune femminile. Il fatto divenne un vero e proprio scandalo internazionale, l'attenzione venne puntata tutta su di loro nel tentativo di vivisezionare, analizzare ed etichettare la loro maternità fuori dagli schemi. Frutto di un accordo segreto o meno, la vicenda ha posto Marta Cuscunà davanti ad alcuni interrogativi: dove può mettere radici l’idea di un patto tra ragazze di 16 anni per creare una piccola comunità di giovanissime mamme che scelgono di allevare da sole i propri bambini? Chi sono i giovani padri e perché non vengono considerati adatti a prendere parte al patto? E mentre le ragazze si uniscono e progettano una comunità nuova, i ragazzi dove sono, cosa fanno, cosa pensano? “Sorry, boys” il cui sottotitolo recita “Dialoghi sulla mascolinità per attrice e teste mozze” cerca di mettere a fuoco proprio alcune domande che li riguardano: come stanno oggi i giovani maschi? Che uomini adulti si preparano a diventare? Qual è il modello di mascolinità in cui si riconoscono e a cui aspirano?
Se è vero che una società sbilanciata al maschile inevitabilmente li favorisce, non è altrettanto scontato che quel modello permetta loro di essere uomini felici.

sorry boys 1 crop


Nel nero della scena, la Cuscunà colloca due schiere di teste mozze. Appese. Da una parte gli adulti come i genitori, il preside, l'infermiera della scuola, e dall'altra i giovani maschi, i padri adolescenti: l’attrice dà voce e movimento a questi personaggi appesi come trofei di caccia, inchiodati alla parete da una vicenda che li ha trovati impreparati. Potranno sforzarsi di capire le ragioni di un patto di maternità tra adolescenti, ma resteranno sempre con le spalle al muro. La straordinaria messa in scena dello spettacolo che si avvale del disegno luci di Claudio “Poldo” Parrino e dei suoni di Alessandro Sdrigotti, esalta l’espressività vocale della Cuscunà, famosa in campo internazionale per le sue performance con i pupazzi. La progettazione e la realizzazione delle teste mozze è di Paola Villani.  
Nel 2009 Marta Cuscunà è stata la rivelazione della nuova scena italiana con lo spettacolo “È bello vivere liberi”, dedicato alle giovani partigiane durante la guerra di Liberazione, che le è valso il Premio Scenario per Ustica. Da questa prima tappa si è dipanato il percorso sulle “Resistenze femminili” nel nostro paese, proseguito con “La semplicità ingannata, una Satira per attrice e pupazze” nella quale la Cuscunà dava voce ai tentativi di emancipazione avvenuti già nel Cinquecento, attraverso le testimonianze di alcune giovani monache del Convento Santa Chiara di Udine. “Sorry, boys”, nato in coproduzione con Centrale Fies, costituisce la terza parte del progetto sulle “Resistenze femminili”.
I biglietti per lo spettacolo sono esauriti. Il giorno di spettacolo, qualora ce ne fosse richiesta, la direzione si riserverà di stilare una lista di attesa per occupare i posti non utilizzati.

Created: 08/02/2016 17:04