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28-11-2009 - "LA PROFESSIONE DELLA SIGNORA WARREN" IN TOURNEE NEI MAGGIORI TEATRI D'ITALIA Prosegue la fortunata tournée dello spettacolo "La professione della signora Warren di George Bernard Shaw, commedia diretta da Marco Bernardi e interpretata da Patrizia Milani, Carlo Simoni, Andrea Castelli, Riccardo Zini, Gaia Insenga e Massimo Nicolini. Prossime tappe: Locarno, Novara e Trieste.
![]() E’ ovvio che la professione del titolo è quella più antica del mondo e tanto basta al geniale George Bernard Shaw (1856-1950) per dare vita ad una commedia di efficacia dirompente per il modo con il quale viene trattato l’argomento, ancora oggi scottante, della prostituzione. Il tema viene affrontato senza moralismi, anzi denunciando l’ipocrisia ed i compromessi della società. La professione della signora Warren è allo stesso tempo una commedia brillante e impegnata, in grado di catturare il pubblico. Un saggio straordinariamente esemplare del linguaggio e del tipico umorismo di Shaw, una delle migliori uscite dalla penna di questo maestro della parola teatrale, premio Nobel nel 1926. Per i critici, ma anche per lo stesso autore che nel 1897 in una corrispondenza con l’attrice Ellen Terry sottolineava “è di gran lunga la migliore commedia che ho scritto, e oggi mi agghiaccia il sangue nelle vene”. La professione della signora Warren, ultimata nel 1894, fa parte della raccolta “Commedie Sgradevoli” e fu a lungo osteggiata dalla censura che permise di rappresentare quest’opera ufficialmente solo nel 1924, dopo trent’anni di anticamera. La storia è quella di Vivie, una ragazza brillante e moderna nonché "di sani principi", che scopre all'improvviso che il benessere in cui è stata allevata deriva dai proventi che la madre trae da varie case di malaffare sparse in tutt’Europa. Al suo comprensibile choc, la madre risponde difendendo la propria "professione" in quanto conseguenza, e non certo causa, di quei mali e di quei vizi che il mondo condanna in pubblico e pratica in privato. Qui abbiamo a che fare con il denaro sporco guadagnato a profusione da una signora, donna - ecco la novità - che non si vergogna e non si pente della sua professione, anzi la giustifica, la mette in relazione con la propria originaria povertà. Il denaro guadagnato in questo modo, dice la protagonista, non è diverso da quello ricavato “onestamente”. E cita un amico dalle rendite misteriose o gli industriali che accumulano profitti sfruttando le operaie. In questa nuova messa in scena del capolavoro di Shaw prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano, il personaggio della signora Warren è affidato a Patrizia Milani, affiancata nella parte della figlia da Gaia Insenga. Accanto alle due protagoniste femminili Carlo Simoni, Andrea Castelli, Riccardo Zini e l’altro giovane interprete Massimo Nicolini. La regia porta la firma di Marco Bernardi, che a distanza di alcuni anni torna a cimentarsi con un’opera di Shaw dopo il successo de “Il maggiore Barbara” con Gianrico Tedeschi. Lo spettacolo tornerà in provincia dalla seconda settimana di novembre per le recite di Bressanone, Brunico, Vipiteno e Merano e sarà a Trento dal 3 al 6 dicembre. Durata: 110 min + intervallo Qui le date di tutta la tournée:
Estratti dalla rassegna stampa
Un cast da elogiare insieme al regista Marco Bernardi che ha saputo dare linearità e giusta brillantezza ai dialoghi e al cambio di registro della pièce nel finale. Da sottolineare, infine, le belle e curate scene di Gisbert Jaekel. Luca Vido / Il Giorno La storia piccante della signora Warren Era il 1894 quando George Bernard Shaw scrisse questa commedia al vetriolo, che mette alla gogna ogni ipocrisia. La regia di Marco Bernardi la ambienta negli anni ’50, alla vigilia della rivoluzione sessuale, affidandola a una compagnia capeggiata da Patrizia Milani e Carlo Simoni. Simona Spaventa / La Repubblica La professione della signora Warren Una commedia impegnata, nella bella scenografia di Gisbert Jaekel che in quattro momenti diversi restituisce umori e atmosfere che denunciano l’ipocrisia e i compromessi di una società che poi tanto lontana dall’attuale non è. Elisabetta Dente / Il Sole 24 Ore.com La capitalista signora Warren Vivie se ne andrà per la sua strada, decisa a mantenersi con un lavoro onesto, e Mrs Warren continuerà a difendere la sua professione, conseguenza e non certo causa dei vizi condannati in pubblico e praticati in privato, i cui proventi non sono più immorali di quelli ricavati sfruttando le operaie in fabbrica. Tesi spregiudicate, che fanno pensare a un dramma d Ibsen virato in commedia: “E’ il teatro delle idee”. Claudia Cannella / Corriere della Sera Grande teatro a Venezia La spregiudicata signora del titolo è brillantemente interpretata da Patrizia Milani. Una denuncia schietta e divertita dell’ipocrisia e dei compromessi di una società che cela nelle sue pieghe una corruzione subdola e diffusa più di quanto il moralismo di facciata dei benpensanti non voglia ammettere. Caterina Barone / Corriere del Veneto La bomba teatrale di Bernard Shaw Shaw diceva che “la parte della protagonista è volgare, ma deve essere la volgarità di un’attrice raffinata”: giusto quale è Patrizia Milani nella nuova edizione della commedia. Carlo Maria Pensa / Libero I soldi sporchi della signora Warren Patrizia Milani e Carlo Simoni sono eccellenti come signora Warren e come Sir George. Lei è eccellente nella mutevolezza dei toni e delle espressioni; lui è un campione di eleganza nella volgarità. Fresca e di carattere la Vivie di Gaia Insenga. Molti applausi. Osvaldo Guerrieri / La Stampa Una commedia brillante di Bernard Shaw per l’attrice pavese Patrizia Milani La nitida regia di Marco Bernardi porta la commedia negli anni Sessanta del Novecento, ne sottolinea con spietata evidenza temi e problemi di principio, governa abilmente il mix di “melo”, “pamphlet” ed intrattenimento. Franco Cornara / La Provincia Pavese L’Italia delle tante “signore Warren” Il pubblico roveretano ha applaudito calorosamente più volte. Uscendo, molti commentavano lo spettacolo con sconcerto: avevano visto in scena, scritta oltre cento anni fa ed ambientata cinquant’anni dopo, la realtà di oggi. Leonardo Franchini / L'Adige In scena “La signora Warren” – Debutto con stile per Bernardi Uno spettacolo che non solo intrattiene il pubblico donando battute di spirito, che anche in questa occasione hanno più volte fatto alzare risate in sala, ma riesce anche a sfruttare l’occasione per comunicare qualcosa, per metterci in discussione e relativizzare le nostre certezze. Andrea Brandalise / Corriere del Trentino La signora Warren diverte il pubblico Il pubblico ha accolto lo spettacolo con tantissimi applausi e ovazioni finali con cui ha espresso la sua gratitudine per una piacevole, divertente ma anche stimolante e intelligente serata. La Signora Warren di Shaw specchio attuale delle ipocrisie. Umberto Gandini / Alto Adige La Signora Warren di Shaw specchio attuale delle ipocrisie Curato dal punto di vista recitativo, lo spettacolo ha restituito con forza le battute corrosive che Shaw scaglia contro la sua società ipocrita. Elena Pousché / Il Gazzettino La professione della signora Warren Quando Vivie scopre che la ricchezza della madre proviene da una florida rete di case di malaffare sparse in mezza Europa resta senza parole. La signora Warren, però, cerca di mostrarle la questione da un altro punto di vista: non lei con la sua professione, ma la società con la sua ipocrisia è l’unica responsabile. Da quel genio di umorismo e di ritmi teatrali di G. B. Shaw, una commedia brillante e polemica. Tuttomilano / Repubblica Il cast del regista Marco Bernardi conquista il pubblico di Locarno La commedia ha catturato l’attenzione del pubblico grazie alla bravura dell’intero cast. Nadia Mondin / Giornale del Popolo L’ironia di Shaw conquista il Bobbio Il cast si avvale di una straripante Milani, il cui controcanto trova inevitabile e valido sostegno nella prova della Insenga, mentre Simoni è ancora una volta presenza di rara partecipazione recitativa. Carlo Milic / Messaggero Veneto Quel mestiere tanto segreto della signora Warren Con scollatura e occhiali da sole che sarebbero piaciuti ad Audrey Hepburn, Patrizia Milani si inventa una navigata, ma anche mammona, Mrs Warren. Gaia Insenga è una figlia sgobbona, cocciuta, moralista. Gli uomini che le circondano sono galletti della peggior specie: predicano spesso, razzolano come possono, e così giustamente li dipingono Carlo Simoni, Andrea Castelli, Riccardo Zini, e il più giovane e cinico, ma bravo, Massimo Nicolini. Roberto Canziani / Il Piccolo
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