Macbeth

Le conseguenze di una scelta, il coraggio di prendere una decisione

«Macbeth e Lady Macbeth non sono due mostri, non sono due simboli del male assoluto, no, niente affatto, Macbeth e la Lady sono semplicemente due esseri umani nel senso più nobile della parola, perché in essi sopravvive ancora un barlume di coscienza, una luce che l’umanità tanto spesso ha smarrito nel corso della sua storia». L’amore per Shakespeare è stata la scintilla che ha portato la regista Serena Sinigaglia a un folgorante successo, consolidatosi nel corso della sua intensa carriera. Il nuovo allestimento di Macbeth conferma la sua inconfondibile impronta registica anche per il dramma più “oscuro” del Bardo, interpretato da una compagnia di ben quattordici elementi, tra cui Fausto Russo Alesi, Arianna Scommegna e Mattia Fabris. La drammaturgia è frutto di uno studio attento del testo e delle singole parole, operato dalla regista insieme a Letizia Russo, nell’intento di sfatare i pregiudizi costruiti intorno alla tragedia, secondo cui Macbeth e la Lady non sanno gestire la propria ambizione e le conseguenze delle proprie azioni.
Restituendo la concretezza, il passionale attaccamento all’azione e i toni popolari alla lingua di Shakespeare, la nuova traduzione della tragedia conferisce un’immagine molto più “terrestre” di Macbeth e Lady Macbeth: due protagonisti che vogliono ardentemente possedere lo scettro del potere, ma semplicemente «non sono capaci, sono inetti, sono tragicomici buffoni, si agitano sul palcoscenico del potere per pochi istanti e poi svaniscono, inghiottiti con facilità da gente più abile di loro». Questa inettitudine dei due protagonisti, questa goffa scimmiottatura del male, non li rende certamente più gradevoli, ma decisamente più umani ed aiuta a sentirli vicini, concreti, possibili.
La compagnia del Macbeth è stata in parte composta tramite le selezioni della Compagnia Regionale 2018: un percorso laboratoriale di tre anni in cui progressivamente la regista ha scelto otto attori. Completano la rosa degli interpreti, tre attori della Scuola del Teatro Stabile di Torino.

 

di William Shakespeare
traduzione e adattamento Letizia Russo
regia Serena Sinigaglia
scene Maria Spazzi
luci Gerardo Buzzanca
colonna sonora Sandra Zoccolan
costumi Katarina Vukcevic
in collaborazione con gli allievi del biennio specialistico dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. Coordinamento a cura di Paola Giorgi
con Fausto Russo Alesi, Arianna Scommegna
e con Giovanni Battaglia, Stefano Orlandi, Gianluca Bazzoli, Alfonso Genova, Noemi Grasso, Paolo Grossi, Sebastiano Kiniger, Pierpaolo Preziuso, Federica Quartana, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella, Elvira Scorza

produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO

01.01 1970
20:30
Appiano

Teatro Stabile di Bolzano
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Bolzano 39100
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