La resistibile ascesa di Arturo Ui
La tragicomica carriera di un gangster ... da antologia- di Bertolt Brecht
- drammaturgia Luca Micheletti
- traduzione Mario Carpitella
- regia Claudio Longhi
- scene Csaba Antal
- costumi Gianluca Sbicca
- musiche originali Hans-Dieter Hosalla
- luci Paolo Pollo Rodighiero
- con Umberto Orsini
- e con Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis
- EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE - TEATRO DI ROMA
Umberto Orsini
Chicago come Berlino. Ad una movimentata allegoria degli anni Trenta
nella metropoli americana, Bertold Brecht affidò la prefigurazione della
Berlino di Hitler, l’ascesa del Fu.hrer, le nere premonizioni di un futuro
d’orrore, aggressione e morte. La resistibile ascesa di Arturo Ui, spettacolo
portato in scena dalla Fondazione Emilia Romagna Teatro e dal
Teatro di Roma, è tutto questo, ma anche una buffa e mordace parabola
satirica sulla corruzione del potere in una città americana dove la grande
industria del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del
gangster Arturo Ui, un Al Capone satirico alter ego di Adolf Hitler.
Una “farsa storica”, così Brecht definì la sua opera, scritta durante il suo
esilio in Finlandia nel 1940-41. Il testo, che venne rappresentato per la
prima volta solo nel 1958, ricostruisce con il piglio ironico, salace e allo
stesso tempo “epico”, la tragicomica epopea di un impresario-verduraio
scalcagnato in una città corrotta, ammiccante alla situazione economicopolitica
in dissesto nella Germania dello stesso periodo.
Umberto Orsini, grande mattatore sempre aperto alle sperimentazioni,
è l’assoluto protagonista dello spettacolo. Al suo fianco una compagnia
giovane e affiatata, diretta da Claudio Longhi, che riesce a restituire al
testo la dimensione del grande classico. La sua regia asseconda pienamente
l’ispirazione grottesca del copione, conferendogli una dimensione
“circense”: l’incisiva brevità dei singoli “sketch”, la funambolica retorica
della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca
narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si
serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una “rivista”
briosa e nitida, caustica ed elegante, dedicata al tragico nonsenso del
nostro passato.
Con il suo ghigno, il testo di Brecht colpisce cortigiani, loschi affaristi,
ideologi folli e inarrestabili divoratori di umanità; un sarcasmo che ben si
presta al musical all’antica che sottolinea, con il suono e il movimento, il
carattere grottesco dei personaggi e delle situazioni.
Turno A giovedì 22 marzo h. 20.30
Turno B venerdì 23 marzo h. 20.30
Turno C sabato 24 marzo h. 20.30
Turno D domenica 25 marzo h. 16.00
