Il malato immaginario
Un grande successo comico- di Molière
- traduzione Angelo Dallagiacoma
- regia Marco Bernardi
- scene Gisbert Jaekel
- costumi Roberto Banci
- luci Giovancosimo De Vittorio
- con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni
- Teatro Stabile di Bolzano
Paolo Bonacelli e la compagnia del “Malato immaginario”
Commedia meravigliosa. Vi rintracciamo struggenti note autobiografiche,
paure autentiche, allucinazioni perfettamente fuse in un congegno
comico che Bernardi esalta con velature oniriche volte a suggerire il fondo
crudele del Malato. Il quale ha in Paolo Bonacelli un interprete superbo,
che dà a Argante una fragilità infantile e un cinismo spaventoso.
Tonina è una speziata Patrizia Milani, Beraldo ha l’ironica concretezza di
Carlo Simoni.
Osvaldo Guerrieri / La Stampa
La regia è di Marco Bernardi, che assieme ai suoi interpreti offre al pubblico
uno spettacolo pulito e chiaro, da una parte capace di restituirci
la solita commedia comico-farsesca, motore di risate e di divertimento
paradossale; dall’altra propenso a enucleare dalla storia e dai caratteri
la solitudine reale, non di rado tormentosa, del drammaturgo-attore
francese.
Rita Sala / Il Messaggero
Certo è feroce lo sguardo di Molière in punto di morte, contro i medici rapaci e
contro la corte ballerina per cui lavorava (destino maledetto dell’attore), ma
diventa altrettanto feroce anche lo sguardo del Malato di Bonacelli, che si
fa vittima per esercitare il potere, bisognoso per misurare le altrui capacità,
cagionevole per irridere all’inadeguatezza degli altri.
Gianfranco Capitta / Il Manifesto
Un allestimento tanto godibile sul versante comico quanto inquietante
sotto il profilo della dimensione drammatica in cui si rovescia il senso
del comico.
Enrico Fiore / Il Mattino
Fidando su una compagnia di ottimi professionisti Marco Bernardi ci
consegna uno spettacolo divertente, ma non vacuo, brillante, ma senza
forzature, nel quale tutto è costruito con perizia, fino alle minuziose
controscene che creano una fitta rete interpretativa e un sottotesto che
riscopre l’intatta freschezza di un classico.
Caterina Barone / inscena-online
Paolo Bonacelli è strepitoso nel disegnare con i gesti, la voce, le smorfie,
con gli occhi soprattutto, un Argante tutto preso dalla sua monomaniacale
e monumentale ipocondria. Patrizia Milani gareggia con lui in bravura
nei panni di Tonina, la serva padrona che si diverte e diverte alle spalle
del malato immaginario.
Umberto Gandini / Alto Adige
sabato 4 e domenica 5 febbraio, ore 20.30 (domenica ore 16.00)
