Dies irae
5 episodi intorno alla fine della speciePremio Ubu Speciale 2009
- creazione collettiva Teatro Sotterraneo
- scrittura Daniele Villa
- costumi Lydia Sonderegger
- con Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
- TEATRO SOTTERRANEO - FIES FACTORY ONE
Dies irae | Foto: © Paolo Rapalino
La fine del mondo si avvicina. E non certo per colpa della profezia Maya
e del fatidico 2012. L’uomo ci ha messo e continua a metterci costantemente
del suo, senza pensare alle conseguenze, credendosi immortale.
Dies Irae è il giorno d’ira, il giorno che dissolverà il mondo nelle fiamme,
secondo una sequenza di versi latini di epoca medioevale. Un’immagine
letteraria così forte e radicata, da diventare un inno di molti requiem.
Senza pietà né tenerezza, ma anzi, con brutale presa di coscienza, la
compagnia Teatro Sotterraneo mette in scena 5 episodi intorno alla fine
della specie che agiscono nel countdown di un orologio che scorre all’indietro.
In 60 minuti esatti, i cinque discoli del teatro italiano danno vita a
una dissertazione sullo scorrere dell’esistenza del genere umano pervasa
– secondo il loro stile inconfondibile – da un’ironia costante che allude
sempre alla visione di un mondo in perenne dissolvimento.
Fondata nel 2004 da Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli,
Claudio Cirri e dal drammaturgo Daniele Villa, la compagnia toscana Teatro
Sotterraneo si è affermata nel corso degli ultimi anni con spettacoli
come Post-it e La Cosa 1. Nel 2009, con il Dittico sulla specie composto da
Dies Irae e da L’origine delle specie _ da Charles Darwin, si è aggiudicato
il “Premio Ubu Speciale” per la grande capacità di innovare il linguaggio
della scena, personalizzandolo in maniera netta, caricandolo di nuovi codici
di lettura e interpretazione.
Performance, talk show televisivo e coinvolgimento del pubblico con le
domande più immediate: mezzi espressivi semplici, che si costruiscono
in giochi e scatole cinesi perfettamente concatenate. Le cinque puntate
in cui si snoda la loro arguta lettura della storia dell’umanità nascono
l’una dall’altra, in un lavoro “archeologico” alla ricerca e definizione dei
segni lasciati dalla specie. Una catalogazione dell’essere umano, in tutte
le sue parti fisiche ed emotive, nei sentimenti, nei desideri e nelle paure.
Ogni tappa parla un linguaggio diverso dal precedente, dal fumetto alla
radio, dalla fotografia al cinema, ma tutte sono destinate a sparire per lasciare
solo qualche prova ed essere sotterrate dall’episodio successivo,
fino all’esaurimento. L’unico personaggio ad avere un’evoluzione nell’arco
dello spettacolo è il testimone che, episodio dopo episodio, riferisce
al pubblico l’accaduto. La sua è una responsabilità che si rivela però insostenibile,
una testimonianza destinata a dissolversi in un unico silenzio.
mercoledì 18 aprile h. 20.30
