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Giulio Bosetti
Sior Todero Brontolon

Avaro e burbero certo, ma Todero è tra i personaggi piú riusciti di Goldoni
di Carlo Goldoni
regia Giuseppe Emiliani
scene Nicola Rubertelli
costumi Carla Ricotti
musiche Giancarlo Chiaramello
luci Pasquale Mari
con Giulio Bosetti
e con Tommaso Amadio, Caterina Bajetta, Silvia Ferretti, Nora Fuser, Francesco Migliaccio, Roberto Milani, Franco Santelli, Emilio Zanetti
con la partecipazione di Marina Bonfigli

Teatro Carcano Milano - La Biennale di Venezia
Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni"
“Todero è il nome proprio della persona, e vuol dir Teodoro; Brontolon non è il nome di famiglia di Todero, ma deriva da brontolare, soprannome datogli dalle persone che lo conoscono a fondo, e che spiega e mette in ridicolo il di lui carattere inquieto, fastidioso, indiscreto”.

Così Carlo Goldoni spiegava il titolo di una delle sue commedie più riuscite in assoluto. Lavoro che viene ora proposto dalla Compagnia del Teatro Carcano di Milano per la regia di Giuseppe Emiliani e l’interpretazione del bravo ed intenso Giulio Bosetti che recitando nel ruolo del titolo, ha raccolto unanimi consensi e grandi lodi da pubblico e critica.

Questo testo, che dimostra l’eccezionale padronanza tecnica di Goldoni capace di delineare a tutto tondo i caratteri dei personaggi, è la storia di un uomo negativo per il quale l’autore sembra non provare alcuna simpatia. Addirittura sembra stupirsi che malgrado “l’odiosità” del protagonista, la commedia abbia “incontrato moltissimo” il favore del pubblico. Todero, infatti, non ha niente di bonario. Ha perso qualsiasi tratto della burbera umanità dei “Rusteghi”. Todero è, insomma, un caso-limite.

Ossessionato da un maniacale bisogno di dominio, il vecchio Todero esige di essere in casa l’assoluto patron che pretende di sorvegliare tutti, che non tollera in casa la presenza di estranei, che inibisce ogni divertimento, ogni spasso, perché li ritiene inutili motivi di spreco.

È infatti posseduto dall’angoscia dell’avaro e dalla paura della morte. Per questo proietta il proprio futuro in una sorta di eternità quotidiana, senza accorgersi che la realtà ed i tempi stanno cambiando. Per lui esiste solo il “suo” tempo. Un tempo fermo, bloccato che rende immutabili le regole. I soldi, i bezzi, sono i protagonisti più insistenti, la presenza continua e corposa di tutta la commedia. Non a caso Todero vive in una sorta di casa che potremmo definire cassaforte.

La tragicommedia di Todero è davvero uno dei più alti vertici raggiunti dalla penna, sempre arguta e capace, del sommo drammaturgo veneziano che, con i suoi capolavori, ha sempre molto da dirci e da insegnarci. Il divertimento è assicurato.

BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande)
Turno A giovedì 26 marzo h. 20.30
Turno B venerdì 27 marzo h. 20.30
Turno C sabato 28 marzo h. 20.30
Turno D domenica 29 marzo h. 16.00


BRUNICO: Haus Michael Pacher
martedì 28 aprile h. 20.30

MERANO: Teatro Puccini
mercoledì 29 aprile h. 20.30