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Paolo Poli 
Sillabari

L'evocazione di un mondo perduto resa da un impareggiabile attore
di Paolo Poli da Goffredo Parise
regia Paolo Poli
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
arrangiamenti Jacqueline Perrotin
con Paolo Poli

Produzioni Teatrali Paolo Poli - Associazione Culturale
I Sillabari di Goffredo Parise sono come piccoli poemi in prosa. Scritti alla metà del secolo scorso, ci sorprendono oggi con la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi.

Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Era l’Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale paese.

Lo spettacolo disegna alla brava figure e figurine dei vari racconti articolati tra gli anni Quaranta e Sessanta, cui fanno eco le canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica.

Le varie ambientazioni sono del compianto Emanuele Luzzati, galvanizzanti la grande pittura del Novecento, i costumi sorprendenti di Santuzza Calì, ma a dominare la scena c’è sempre e solo lui, Paolo Poli con il suo modo assolutamente unico ed inimitabile di recitare e di fare teatro con quello che lui stesso definisce irrimediabile infantilismo congenito.
Lo stile di Paolo Poli appartiene a lui e soltanto a lui. Vederlo in scena con le sue tante trasformazioni, con la sua ironia e la sua leggerezza è davvero un’esperienza unica.

Parise, uno dei più originali scrittori italiani, traccia nella sua prima raccolta personaggi, luoghi e situazioni che potrebbero vivere ovunque, tanto universale è il loro esistere, tanto indefiniti e vaghi appaiono nella loro pur minuziosa descrizione e nel loro passaggio attraverso i racconti: pagine comuni a chiunque affronti la propria avventura umana.
Poi i racconti procedono lungo l’arco dell’alfabeto e nei ricordi dell’autore; crescono, si aprono come tanti ventagli coperti di ideogrammi, diventano sempre più rarefatti e onirici, al punto che spesso il titolo di un racconto si trova ad essere esteticamente in antitesi con il suo stesso contenuto. Paolo Poli li ripercorre a modo suo.

Tutte le età e condizioni umane sono rappresentate nello scorrere delle pagine dei Sillabari, ma quelle su cui Parise si sofferma, a tratti quasi ossessivamente, sono due figure in particolare – ogni volta contrapposte – di un bambino e di un uomo adulto.


BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande)
Turno A giovedì 12 marzo h. 20.30
Turno B venerdì 13 marzo h. 20.30
Turno C sabato 14 marzo h. 20.30
Turno D domenica 15 marzo h. 16.00