Editoriale I cartelloni Le produzioni

Alice Arcuri, Ugo Pagliai 
Mandragola

Filtro d’amore per una notte di sorprese con
la più bella commedia del Rinascimento
di Niccolò Machiavelli
regia
Marco Sciaccaluga
scene e costumi
Valeria Manari
musiche
Andrea Nicolini
luci
Sandro Sussi
con
Ugo Pagliai, Gianluca Gobbi,
Massimo Mesciulam, Alice Arcuri


Teatro Stabile di Genova
Un classico, uno dei più grandi capolavori del teatro italiano, dove sul banco d’accusa salgono la cattiveria e la malignità della società e al contempo una divertente commedia che racconta di una beffa boccaccesca. Niccolò Machiavelli (1469-1527) fu eletto segretario della Repubblica fiorentina nel 1498. Autore dalla penna intelligente e acuminata scrisse numerose opere politiche e storiche: tra cui l’immortale “Il Principe” composta in breve tempo dopo l’avvento dei Medici a Firenze che imprigionarono ed esiliarono Machiavelli.

Mandragola, capolavoro che sfida il tempo per la sua rara espressività e per la bellezza della lingua in cui è scritta, racconta la vicenda di messer Nicia (Ugo Pagliai) “el più semplice e el più sciocco uomo di Firenze” che per avere un figlio dalla giovane moglie Lucrezia (Alice Arcuri) le manda nel letto il disinvolto Callimaco (Gianluca Gobbi) attratto più che mai dalla bellezza e dalle virtù di Lucrezia e che decide, quindi, di conquistarla con l’aiuto di Ligurio. Sfruttando il desiderio di paternità di Nicia, Callimaco si spaccia per dottore e gli consiglia di far bere alla consorte una fantomatica pozione a base di mandragola. La pozione, dice il furbone, ha il potere di rendere fertile la donna, ma ucciderà il primo uomo che giacerà con lei.

Per ovviare a questo “inconveniente”, Callimaco propone a Nicia di costringere uno sconosciuto a congiungersi per primo con Lucrezia: costui morirà assorbendo su di sé tutto il veleno presente nella pozione e Nicia potrà così giacere con la moglie senza alcun pericolo. Con l’aiuto di Fra’ Timoteo (Massimo Mesciulam), il confessore di Lucrezia, Callimaco mette così in atto la sua beffa.

Mandragola, ambientata a Firenze nel 1504 ma presumibilmente scritta da Machiavelli nel decennio seguente, ci appare, ogni volta, una commedia per nulla datata e attualissima. La voce del grande scrittore riesce a varcare i secoli e a tuonare contro analoghe meschinità dell’oggi. E’ proprio su questo che punta l’allestimento, ben giocato tra il comico e il noir, firmato dal regista e condirettore dello Stabile di Genova, Marco Sciaccaluga.

Nel mettere in scena un mondo dominato da calcoli, interessi meschini e passioni irrefrenabili, Machiavelli mescola personaggi tipici della commedia di Plauto e di Terenzio (il padrone, il servo, l’innamorato) ad altri che ricordano da vicino quelli delle novelle trecentesche: il frate e il marito sciocco e gabbato. L’autore si sofferma con ironia tagliente e disillusa a descrivere quel mondo che ai suoi occhi di moralista politico appariva degradato e in rovina, insensibile a ogni correzione, ma consegna infine alla storia del teatro un capolavoro che, pur sullo sfondo tutt’altro che ottimista, è attraversato da uno spirito giocoso, piacevole e divertente.


BRESSANONE: Forum
martedì 11 dicembre h. 20.30

BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande)
Turno A giovedì 13 dicembre h. 20.30
Turno B venerdì 14 dicembre h. 20.30
Turno C sabato 15 dicembre h. 20.30
Turno D domenica 16 dicembre h. 16.00