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La Leggenda
    del Regno dei Fanes


Il racconto capolavoro sul più antico popolo delle Dolomiti
da “Il Regno dei Fanes” di Brunamaria Dal Lago
adattamento teatrale e regia
Paolo Bonaldi
scene e costumi
Roberto Banci
luci
Giovancosimo De Vittorio
maschere
Carlo Setti
ambientazione sonora
Christian Marchi
con
Andrea Castelli, Giorgio Bertan, Nora Fuser

Teatro Stabile di Bolzano
Rileggendo i frammenti del grande affresco che ci sono pervenuti e che compongono la leggenda dei Fanes, si ha la netta impressione di leggere una sorta di Odissea. Un’Odissea di pietre e rocce, non ambientata nel mare e nelle isole del Mediterraneo ma tra i ghiacci, i sassi, gli alberi e i laghi delle montagne più belle e affascinanti del mondo. Qualcuno, per secoli, è andato per quei monti a raccontare per un piatto di minestra e un po’ di paglia per dormire, le misteriose avventure del fantastico Regno dei Fanes.

La storia dell’amore impossibile di Dolasilla ed Ey de Net, l’avidità e la cupidigia di potere del Re dei Fanes, re falso, dal quale le rocce del passo prenderanno il nome di Falzarego, disposto a tutto, anche al tradimento del suo popolo. Le magie di Tcjcuta e di Spina de Mul, creatura mostruosa, e le marmotte, alleate dei Fanes quando era il matriarcato a governare il regno in pace. Storia che, solitamente, si raccontava intorno al fuoco, nelle stalle o dovunque ci fosse qualcuno disposto ad ascoltare e a sognare. Ed è anche questo lo scopo de La leggenda del Regno dei Fanes, lo stesso scopo di sempre: condividere la magia dei miti, dei desideri e dei sogni che fanno di questa leggenda una parte di tutti noi.

A tessere il tenue filo del racconto è un vecchio al suo ultimo viaggio, alla sua ultima storia: proprio quella dell’amore impossibile di Dolasilla. Il vecchio, stanco e malato ma tenace e forte nel suo dipanare il filo del racconto, il filo che lo tiene in vita, evoca i protagonisti della leggenda che sembrano uscire dal suo mantello, dalle nuvole di pioggia, dai prati fioriti e ci porta alla scoperta di un regno magico, stupefacente e reale, nel quale il bene e il male lottano per sopravvivere, ignorando che devono convivere.

Stupore è nello spettacolo la parola che riassume in sé la “simpatia per l’assente” per ciò che una volta, tanti, tanti anni fa, c’era ed ora non c’è più. Stupore per la leggenda semplice e complicata, magica e reale, la cui origine si perde nella notte dei tempi e che sembra ripercorrere, con altri nomi, tra le rocce, le foreste e il ghiaccio, il lungo viaggio sul mare di Odisseo.

Brunamaria Dal Lago, scrittrice, giornalista, traduttrice e studiosa delle tradizioni, dei “riti e magie” che attraversano le culture millenarie ha pubblicato numerosi libri sull’argomento per editori importanti. Paolo Bonaldi, che per il Teatro Stabile di Bolzano ha già curato alcune regie, darà vita con il suo appassionato lavoro a questo spettacolo che si propone come un vero e proprio fantasy con molte immagini sulle quali si basa la narrazione dell’unica grande tradizione orale della nostra terra.


BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio)
dal 17 novembre al 9 dicembre
(con esclusione dei giorni 19, 20, 21, 26, 27, 28, 29, 30 novembre e 3 dicembre)
h. 20.30 (domenica e 8 dicembre h.16.00)

Brunamaria Dal Lago e Paolo Bonaldi
presentano lo spettacolo nel foyer del Teatro Studio
giovedì 15 novembre alle ore 18.00. Ingresso libero.