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C’è ancora posto in un mondo tutto volto alla concretezza per la magia, il sogno, la riflessione? Quale spazio riserva il nostro tempo all’arte? Quanto potranno resistere i teatri all’assalto della sfrenata logica del consumo? Temi importanti sviscerati con battute esilaranti e una costruzione agile e leggera da Muratori di Edoardo Erba.
Germano e Fiore, i due simpatici protagonisti di Muratori, sono infatti impegnati proprio a respingere il pericoloso “assalto” al mondo dell’arte. I due sono al lavoro, di notte, per chiudere con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso. Siamo a Roma, e l’area è stata ceduta al supermercato confinante che deve ampliare il magazzino. Muratori è una commedia dove si lavora e si parla, in romanesco, di lavoro, della condizione, delle aspettative, dei sogni e delle amarezze di chi lavora. Ma è anche un inno d’amore al teatro, un irresistibile ritratto di due perdenti.
Un testo comico, imprevedibile, delicato ed anche molto poetico. Alla esasperata concretezza dell’azione portata avanti dai due muratori (Nicola Pistoia e Paolo Triestino, due volti molto noti al pubblico appassionato di fiction) si contrappone il misterioso disegno di una aristocratica figura femminile quasi irreale (la trascinante e suadente Eleonora Vanni). Due mondi diversi che si trovano ad interagire, due dimensioni incomprensibili che un interminabile muro vorrebbe tenere separate per evitare il caos che un impossibile rapporto potrebbe generare. Ma è davvero sufficiente alzare un muro per mettersi al riparo dalle nostre diversità?
Il testo intreccia la capacità di far ridere attraverso la forza delle battute, dei tempi, dell’interpretazione attoriale all’invito a riflettere su temi sociali e attualità. Erba, nato a Pavia e formatosi al Piccolo di Milano, ha al proprio attivo molti lavori, tutti applauditi e messi in scena da attori importanti (Luca Zingaretti, Claudio Bisio, Pamela Villoresi, Alessandro Gassman, Giammarco Tognazzi) e apprezzati anche all’estero (il suo celebre “Maratona di New York” è stato tradotto in tredici Paesi, pubblicato in sei e rappresentato in molti).
Per Muratori, che da oltre due anni raccoglie eccezionali consensi dalla critica, l’autore si è affidato al senso teatrale di Massimo Venturiello che ha concepito un allestimento semplice e allo stesso tempo accuratissimo, sorprendente, pieno d’energia. Lo spettacolo, un piccolo cult, è giunto alla sua quinta stagione di repliche e ha riscosso un meritato successo su tutti i palcoscenici della penisola dove ha strappato applausi e sorrisi.
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