STAGIONE TEATRALE 05-06
Editoriale
I cartelloni
Le produzioni
Editoriale
Colpi di scena

Le produzioni della cinquantaseiesima stagione del Teatro Stabile di Bolzano delineano due punti di vista diversi ma entrambi essenziali: quello della rilettura critica dei classici e quello del confronto con la drammaturgia contemporanea.

Nell’ambito dei classici sarà Enrico IV di William Shakespeare a inaugurare la stagione di Bolzano il 3 di novembre, prima di partire per una lunga tournée che lo vedrà in scena fino al 31 gennaio in alcune città italiane come Milano, Bologna, Genova, Prato, Trento, Cagliari, Cesena, con una puntata in Svizzera a Chiasso. E’ certamente un testo molto originale nel repertorio shakespeariano poiché contiene sia la dimensione comica del teatro (e della vita) che quella drammatica, in un intreccio grottesco di grande efficacia, generato dalla dialettica tra i tre personaggi protagonisti: il re Enrico IV (Carlo Simoni), che vive con angoscia la sua vecchiaia tormentato dai dubbi sulla legittimità del proprio potere, suo figlio Enrico, principe di Galles (Corrado d’Elia), scapestrato e irresponsabile prima e poi eroico in guerra fino a essere incoronato Enrico V alla morte del padre e lo strepitoso Falstaff (Paolo Bonacelli), cinico e infantile, crapulone e filosofo, simpatico e vigliacco, una delle più formidabili invenzioni teatrali di Shakespeare accanto a quella di Amleto.

L’altro classico, anch’esso poco frequentato dal teatro italiano, è La Vedova Scaltra di Carlo Goldoni, divertente commedia che si situa a metà del percorso di riforma goldoniana che parte dalla Commedia dell’Arte per approdare al realismo dei capolavori della maturità. Lo spettacolo, che ha ottenuto unanime successo di pubblico e di critica nella scorsa stagione, riparte da Bolzano in febbraio per una nuova tournée che toccherà Torino, Venezia, Napoli, Ascoli, Crema, Alba ed altre piazze teatrali.

Per quanto riguarda invece il costante interesse del Teatro Stabile per la drammaturgia contemporanea, presentiamo in Teatro Studio un dittico dedicato al tema della solitudine al femminile, composto da Gassosa, una novità assoluta scritta per lo Stabile dal meranese Roberto Cavosi e da una novità per l’Italia che è già un classico del teatro contemporaneo tedesco: Musica a richiesta dell’autore e attore bavarese Franz Xaver Kroetz. La regista Cristina Pezzoli e le attrici Patrizia Milani e Alexandra Tichy affronteranno la sfida di mettere in scena due storie drammaticamente estreme, dense di significati sociali ed esistenziali e raccontate con linguaggi teatrali radicalmente diversi: quella di Cavosi con un ininterrotto delirio di parole, quella di Kroetz, al contrario, con un’ostinata rinuncia all’uso della parola stessa. Inoltre, grazie alla rinnovata collaborazione con Vereinigte Bühnen Bozen, lo spettacolo avrà due versioni, una italiana e l’altra tedesca, con le interpreti che si scambieranno di volta in volta i ruoli in un affascinante confronto artistico. Anche questa produzione, dopo le recite di Bolzano, andrà in tournée per incontrare il pubblico di Roma e Milano. Accanto a queste due novità,
sempre nell’ambito della drammaturgia contemporanea, presenteremo il curioso monologo Vino dentro, tratto da un racconto dello scrittore bolzanino Fabio Marcotto, un viaggio surreale nel mondo del vino interpretato con passione e ironia da Antonio Caldonazzi.

Sei sono i cartelloni teatrali che presentiamo in Alto Adige (con prezzi di abbonamenti e biglietti ancora una volta invariati): oltre ai due di Bolzano, quelli di Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Nella città capoluogo la stagione primaria La Grande Prosa, con una ormai ben collaudata struttura antologica e generalista, si configura particolarmente ricca di spettacoli importanti, varia nei generi e piena di grandi nomi. Accanto all’evento teatrale dell’anno, Chi ha paura di Virginia Woolf? dell’americano Albee, che vede per la prima volta recitare assieme due mattatori del calibro di Mariangela Melato e Gabriele Lavia, si misureranno con i capolavori di Molière, Cechov, Pirandello, Miller e con altri testi artisti tra i migliori del nostro teatro come Lina Wertmüller, Moni Ovadia, Giulio Bosetti, Roberto Herlitzka, Tato Russo, Alessandro Haber, Milena Vukotic, Eros Pagni e Lello Arena, oltre ai già citati bravissimi interpreti delle nostre produzioni.

La stagione Altri Percorsi, anche quest’anno volta ad approfondire un tema in senso monografico, è dedicata alle nuove tendenze del teatro italiano e offre la possibilità di effettuare un viaggio metaforico nei territori poco conosciuti della sperimentazione più avanzata. Abbiamo infatti invitato cinque tra i gruppi italiani più significativi della ricerca sui nuovi linguaggi teatrali a presentare per la prima volta a Bolzano le loro creazioni. Spettacoli forti e provocatori, in qualche caso sconvolgenti, accomunati da una assoluta libertà creativa che li situa in una sorta di nuova frontiera del teatro fatta di contaminazioni tra linguaggi diversi come la drammaturgia, il cinema, la musica, la danza, i video.

Accanto alle stagioni istituzionali continua, nonostante i tagli apportati nei finanziamenti dallo scorso anno, l’iniziativa Teatro nella Scuola, giunta ormai alla diciassettesima edizione, un pilastro della formazione educativa alla conoscenza dei linguaggi teatrali in Alto Adige. Attraverso una rete di scuole, insegnanti e studenti che collaborano con gli uffici del Teatro Stabile e della Sovrintendenza Scolastica, gli spettacoli distribuiti capillarmente sul territorio raggiungono, dalla prima elementare alla maturità, la quasi totalità della popolazione scolastica di lingua italiana e, a partire dall’anno scorso, anche una parte di quella di lingua tedesca.

Certo il taglio del 5,8% dei finanziamenti 2005 effettuato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la conferma per il 2006 degli stessi contributi del 2003 da parte dei soci fondatori Comune e Provincia di Bolzano non giustificano un particolare ottimismo, ma la vita del Teatro Stabile continua e affronterà serenamente questi problemi così come ne ha affrontati in passato di molto più gravi, con l’obbiettivo di diffondere la conoscenza del teatro nella nostra comunità, la sua magia, le sue emozioni, il suo divertimento e la sua capacità di stimolare il pensiero e la riflessione.

Marco Bernardi