La Rosa Bianca

Un gruppo di studenti contro Hitler, emblema della ribellione non violenta

di Lillian Groag
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Irene Villa, Alessio Genchi

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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pag 31 IMG 1626 LA ROSA BIANCA VILLA CASTELLIIrene Villa, Andrea Castelli

 

 

Ripercorre con fedeltà l’episodio storico il testo della drammaturga statunitense Lillian Groag, datato 1991 e finora mai rappresentato in Italia: il Teatro Stabile di Bolzano ne ha affidato l’allestimento a Carmelo Rifici, regista della nuova generazione ormai ampiamente affermato, che firma una regia riuscita ed equilibrata. Lasciando parla-re la vicenda storica e le idee che ispirarono l’agire degli studenti, lo spettacolo non nasconde i momenti di ingenuità, sconforto, spontaneità della scelta di quei giovani e, proprio per questo, ci restituisce la loro umanità, la sincerità disarmante, la deter-minazione.

Paolo Bignamini / Il Sole 24 ore.com

 

Il dramma dell’americana Groag, interpretato da un gruppo di giovani con la regia di Carmelo Rifici, racconta la straordinaria resistenza al nazismo di un movimento formato da studenti universitari capitanati da due fratelli, Hans e Sophie Scholl, che presero coscienza della devastazione morale e culturale del nazismo, opponendovisi con le uniche armi a loro disposizione nel ’42-43: il coraggio, le macchine per scrivere, i volantini e le idee politiche chiare. Una lezione di libertà e di Storia.

 

Magda Poli / Corriere della Sera

 
Un nome quello di Sophie Scholl, che non può cadere nell’oblio. E che la drammatur-ga americana Lillian Groag ha contribuito a tener vivo con un lavoro, La Rosa Bianca appunto. Un testo carico di forza drammatica, mai rappresentato in Italia, ce lo fa co-noscere lo Stabile di Bolzano affidandone la messinscena a Carmelo Rifici. A cui va dato merito per il rigore e la lucidità con cui tutto viene esposto; anche per la buona resa degli attori. 

Domenico Rigotti / Avvenire

 

Andrea Castelli cesella un personaggio complesso, scava la sua interiorità, evidenziaambiguità e contraddizioni fra umanità e durezza di ruolo. Irene Villa disegna Sophie con sensibilità espressiva e abilità gestuale, una ragazza semplice, mossa da fede religiosa e non dalla politica: è un dolente calvario vissuto con umana e commossa passione, rabbia e malinconia, mai con rassegnazione. L’impostazione corale della regia di Rifici evidenzia le doti artistiche degli altri giovani interpreti, impegnati in ruoli contrapposti.

Massimo Bertoldi / Alto Adige


L’impegno del Teatro Stabile di Bolzano nel produrre drammaturgia contemporanea dagli alti contenuti civili e ideali ha raccolto un nuovo, positivo riscontro. Impeccabili i giovani attori, interpreti degli idealisti ragazzi di Monaco, a partire da Irene Villa, capace di cogliere ogni articolata sfaccettatura del carattere di Sophie Scholl e da Alessio Genchi nei panni del fratello Hans, che restituisce al meglio l’archetipo di un irreprensibile e utopista ragazzo tedesco del tempo.

 Claudia Gelmi / Corriere del Trentino

 

 

sabato 5 aprile ore20.30 ACQUISTA

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