Può un individuo quasi ostentatamente sgradevole e viscido insinuarsi così profondamente negli affetti di una persona da indurla a cedergli tutti i suoi beni diseredando la sua famiglia? Questo l’interrogativo da cui prende il via la travolgente commedia di Molière, che narra la storia di Tartufo, un falso devoto, raccattato sui gradini di una chiesa dal ricco borghese Orgon, intenzionato a farlo insediare da padrone nella sua famiglia.
Come ricordava già Voltaire, questa piéce sarcastica ed esilarante fu giudicata un’opera scandalosa, ma solo pochi anni dopo venne interpretata come una vera e propria lezione di morale. Sin dal principio della commedia la presenza di Tartufo – nei cui panni troviamo Tullio Solenghi - spacca la famiglia di Orgon, interpretato da Eros Pagni. Quando, nel terzo atto, il “falso devoto” entra in scena per la prima volta, lo spettatore sa ormai quasi tutto di lui avendo assistito a come Orgon e sua madre Madame Pernelle siano intenzionati ad accoglierlo in famiglia, tra lo scetticismo e lo sbigottimento di tutti gli altri componenti.

 

il tartufo web copia
“Il Tartufo” è una commedia strutturata a "suspense": il pubblico, come quasi tutti i personaggi, sa chi è l'assassino; ma, attraverso il registro comico, è costretto a vivere nell'angoscia perché proprio colui che ha il potere in quella casa non se ne accorge, portando così la famiglia alla rovina. I temi centrali della commedia infatti, riguardano le conseguenze nefaste a cui l’infatuazione di Orgon per Tartufo sta conducendo la sua famiglia e i modi con cui smascherare l’ipocrisia del nuovo venuto. E nel divenire di scene caratterizzate da una travolgente comicità, Molière costruisce con implacabile determinazione un “giallo” della coscienza, punteggiato da “delitti” contro la logica e la dignità, destinato a risolversi in un sorprendente “happy end”. Proprio come nell’Avaro o nel Malato immaginario a Molière riesce l'impresa grandiosa di rendere comica e interessante la stupidità umana. Rappresentata per la prima volta nel 1664 con il titolo Le Tartuffe ou l’imposteur, la commedia di Molière fu subito oggetto di una violenta campagna censoria da parte della congregazione dei “devoti”, tanto che lo stesso re Luigi XIV fu costretto a intervenire per proibirne la rappresentazione. La “querelle” si protrasse fino al 1669, anno in cui il re concesse definitivamente l’autorizzazione a rappresentare la commedia che fu pubblicata da Molière con una graffiante prefazione che difendeva “Il Tartufo” dall’accusa di offesa della religione.
Questa esilarante commedia dalla storia travagliata rivive ora grazie all’attenta regia di Marco Sciaccaluga che, avvalendosi della nuova traduzione di Valerio Magrelli riesce a dare risalto all’ormai collaudata coppia comica formata da Eros Pagni e Tullio Solenghi. Le scene e i costumi sono di Catherina Rankl, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Sandro Sussi.
I biglietti per la recita di Bressanone sono acquistabili in prevendita presso le Associazioni turistiche a Bressanone, Brunico, Vipiteno e Appiano, a Laives (Fiori Berger,) e a Bolzano presso la biglietteria del Teatro Comunale. Il giorno dello spettacolo a partire dalle 19.00 presso le Casse del Forum. I biglietti per le repliche di Bolzano, acquistabili anche telefonicamente con carta di credito (0471 053800), sono in vendita alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 11.00-14.00 e dalle 17.00-19.00; sabato dalle 11.00 alle 14.00.
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Durata: 2 ore 45 minuti intervallo incluso