A 120 anni di distanza dal debutto londinese al St. James Theatre giunge al Teatro Puccini di Merano il 19 gennaio alle 20.30, L’importanza di chiamarsi Ernesto, la “commedia perfetta” con cui il genio irriverente e acutissimo di Oscar Wilde riuscì a conquistare definitivamente il pubblico e la critica londinese.

Il debutto avvenuto il 14 febbraio 1895 fu salutato da una vera e propria ovazione del pubblico - «In cinquantatré anni di palcoscenico non ricordo un trionfo maggiore. Il pubblico si alzò tutto in piedi e non cessava di acclamare» - avrebbe ricordato molti anni dopo Allan Aynesworth, uno degli interpreti principali. Malgrado lo straordinario successo, la commedia fu sospesa dopo appena sei repliche, come conseguenza dello scandalo in cui Wilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di omosessualità .
bannerlimportanza copiaL’esilarante commedia viene ora riproposta nella stagione “La Grande Prosa” del Teatro Stabile di Bolzano nella fortuna rilettura diretta da Geppy Gleijeses e interpretata assieme a Lucia Poli e Marianella Bargilli che si avvale della brillante traduzione di Masolino D’Amico.
Il titolo della commedia sfrutta il gioco di parole tra l’aggettivo “earnest” (onesto) e il nome “Ernest” (Ernesto): in questo capolavoro, intessuto con un abile intreccio, Oscar Wilde voleva esaltare l’importanza dell’apparire in un contesto di assoluta pigrizia che galleggiava nel marciume dell’Età Vittoriana. In un linguaggio ricco di equivoci e di omofonie cariche di conseguenze comiche, Wilde mette sotto la lente di ingrandimento l’ambiente salottiero della società vittoriana, e soprattutto il principio di verità e falsità degli avvenimenti e dell’identità dei vari personaggi. Un intreccio brillante, giocato sul paradossale incrocio di inganni, di cui sono protagoniste le passioni amorose di Jack, interpretato da Gleijeses, e del suo amico Algernon, impersonato da un’androgina Marianella Bargilli. A contrastare l’amore dei due amici per Gwendolen e Cecily, l’ingombrante Lady Bracknell, nei cui panni troviamo la grande Lucia Poli. I costumi sono di Adele Bargilli, le musiche di Matteo D’Amico e luci  di Luigi Ascione.
In quella che si rivelerà l’ultima opera teatrale di Wilde, tutti i personaggi, non solo il cinico di turno, si esprimono mediante paradossi squisiti. Convinto che il riso sia un ottimo paravento dietro cui celare anche l’esposizione degli argomenti più scomodi, Wilde attribuisce un particolare rilievo alle battute irriverenti, capaci di dischiudere gli argomenti più profondi sotto l’apparenza dell’ilarità. Non a caso è tutt’ora considerato un maestro ineguagliato nel condensare idee e concetti complessi in divertenti aforismi di poche parole.
I biglietti sono in vendita in tutte le librerie Athesia della Provincia e presso il Circuito Athesia Ticket e alla Cassa del Teatro Puccini a partire alle 17.00 del giorno di spettacolo.

 

Durata: 2 ore intervallo escluso