Una tenuta che sta per essere venduta all’asta, un frutteto che una volta l’anno si copre di fiori bianchi e diventa giardino, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. A contemplare questo miracolo per l’ultima volta, riuniti nella casa d’infanzia, i protagonisti del “Giardino dei ciliegi” scorgono gli uni negli altri i segni del tempo che passa, l’approssimarsi imminente di una resa dei conti con il proprio destino. Dopo aver portato in scena con successo “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare, De Fusco, attuale direttore del Teatro Stabile di Napoli, affronta un pilastro della letteratura teatrale che ha segnato in maniera indelebile il passaggio tra l’Ottocento e il Novecento.banner il giardino copia
«La regia de “Il Giardino dei ciliegi” è frutto di un’intuizione antica e dello sviluppo recente del mio lavoro sul linguaggio scenico. L'intuizione antica è che si possa leggere Cechov in modo mediterraneo. Ho sempre pensato che questi possidenti terrieri, incapaci di lavorare, di lottare per la loro sopravvivenza, questa gente che è morta di champagne, o che si è mangiata un patrimonio in caramelle, somigli a quella che sarebbe dovuta essere la classe dirigente del nostro mezzogiorno nel secolo scorso…» scrive De Fusco.
Questo capolavoro, scritto da Cechov tra il 1902 e il 1903, non è solamente un affresco sociale, ma anche un poema in cui si racconta della incapacità di diventare adulti, di uscire dalla dimensione del gioco, rifiutando ostinatamente di entrare nell’età adulta e nella realtà razionale: una panoramica fedelmente naturalistica di un mondo al crepuscolo quindi, intrisa di elementi simbolici. Lo spettacolo, prodotto dallo Stabile di Napoli, ha cercato di valorizzare la la profondità del testo, lavorando su una interpretazione accurata dei vari caratteri, delle situazioni emozionali e psicologiche, mettendo allo stesso tempo in luce gli aspetti simbolici. In questa linea sospesa tra realismo e trasfigurazione poetica si inseriscono le luci di Gigi Saccomandi e i costumi di Maurizio Millenotti; cosi come le musiche originali composte da Ran Bagno e le coreografie di Noa Wertheim. Questa inedita versione del “Giardino dei ciliegi” in chiave mediterranea vive di un grande cast di attori, capitanato da Gaia Aprea, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini e Paolo Serra.
I biglietti per la recita di Merano sono in vendita in tutte le librerie Athesia della Provincia e presso il Circuito Athesia Ticket e alla Cassa del Teatro Puccini a partire alle 17.00 del giorno di spettacolo.
I biglietti per le repliche di Bolzano, acquistabili anche telefonicamente con carta di credito (0471 053800), o online (www.teatro-bolzano.it), sono in vendita alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 11.00-14.00 e dalle 17.00-19.00; sabato dalle 11.00 alle 14.00