«Come sopravvivere in un mondo dove tutti camminano in cerchio?» si chiede il drammaturgo Daniele Villa. L'unica soluzione sembra quella di uccidere il proprio Daimon, il "demone" che risiede dentro di noi, quello che alimenta i nostri sogni, le nostre aspettative verso quello che vogliamo fare nella vita, quello che vogliamo realizzare, quello che vogliamo essere.
Teatro Sotterraneo porta in scena una generazione che tenta disperatamente di stare a galla, si alza presto alla mattina, fa colloqui per i lavori più disparati e tenta di sopravvivere in un mondo dove non c'è più spazio per i giovani, dove si sono rovesciati i ruoli. TS DaimonProject be normalUn' immagine del progetto Daimon di Teatro Sotterraneo
BE NORMAL!” si rivela non solo uno spettacolo ironico, spiazzante e ben ritmato - come ogni proposta della giovane compagnia – ma anche una riflessione originale sul conflitto fra generazioni di oggi, sui giovani che si confrontano con ambizioni spesso irrealizzabili.
E sembra proprio che questa volta la soluzione o un lieto fine non ci sia: Teatro Sotterraneo mette in scena la "triste" realtà, le difficoltà di chi si ostina e persevera nella lotta quotidiana di mantenere vivo il proprio sogno, senza aloni di vittimismo o banalità, ma nella maniera che contraddistingue i lavori di questa giovane compagnia, con ironia, cinismo e cruda realtà.
Vincitrice del Premio Ubu Speciale per la grande capacità di innovare il linguaggio della scena, grazie al progetto “Dittico sulla specie” di cui lo Stabile ha presentato due stagioni fa l’irriverente “Dies Irae”, la compagnia toscana sviluppa il suo spettacolo cercando un continuo confronto con il pubblico, chiamato a partecipare alle scene paradossali che nascono dalla tagliente visione della quotidianità dell’autore Daniele Villa.
Si ride per quanto assurda può apparire la realtà e a volte si ride per non piangere. Lo spettacolo assume in alcuni momenti le sembianze di un corso di sopravvivenza, con statistiche alla mano, tecniche di difesa, consigli di salvezza...salvezza per lo spirito e la mente in un periodo difficile per coloro che vogliono vivere facendo ciò che più amano e son costretti a fare sacrifici enormi per essere riconosciuti dalla società. Quel minimo riconoscimento che permetta loro di rispondere con tranquillità alla domanda: «Ma tu, che fai per vivere?».
I biglietti per lo spettacolo sono in vendita presso le Casse del Teatro Comunale (piazza Verdi 40; tel 0471 053800) aperte dal martedì al venerdì dalle 11 alle 14

e dalle 17 alle 19.00 e il sabato dalle 11 alle 14; online sul sito www.vipticket.it.
Ricordiamo che ai giovani spettatori under 20 è riservato il prezzo speciale di € 6 a biglietto, come per gli abbonati alla Stagione “La Grande Prosa”. Gli abbonati inoltre, possono utilizzare i loro buoni omaggio anche per la visione degli spettacoli della rassegna “Altri Percorsi”.