E proprio con un "minuto di rivoluzione" inizia lo spettacolo: 60 secondi in cui il pubblico è «libero di sfogarsi come meglio crede», come commenta il mattatore veneto che per "rivoluzione" in realtà intende il movimento che la terra compie intorno al sole...pag 21 Galileo Marco Caselli Nirmal N018 1748 midMarco Paolini
Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento dedicato alla figura di Galileo, realizzato assieme a Stefano Gattei e Giovanni De Martis. Il padre della scienza moderna infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi e come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant'anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un'epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. «Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell'economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri» annota Paolini. «E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell'universo secondo la rivoluzione eliocentrica di Copernico, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell'oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare faceva anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà.» Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo: forse la ragione ha perso appeal?

La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste?

ITIS Galileo non vuole approfondire la tradizionale dialettica fede ragione che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento, indaga piuttosto la discussione a tre fra fede, ragione e superstizione.Con metodo di artigiano e artista della parola, Paolini si veste da fabbro o da factotum dell'astronomia d'altri tempi, riducendo gli elementi scenici disegnati da Juri Pevere ad un emblematico e minaccioso pendolo che incombe dall'alto, per riflettere e farci riflettere sull' ostinatezza e sull'intraprendenza delle idee. Senza retorica. E così facendo, centra ancora una volta il suo obiettivo che in questo caso non è quello di portare in scena un dialogo "sui massimi sistemi", come quello scritto da Galilei, ma un ragionamento ad alta voce che tocchi almeno "un minimo comune multiplo" nel pubblico di oggi.
A "ITIS Galileo" sarà dedicato il terzo appuntamento di venerdì 28 febbraio alle 17.30 nell'ambito dell'iniziativa "Theatrum Philosophicum", promossa dallo Stabile in collaborazione con il Dipartimento cultura italiana della Provincia. Negli spazi del Centro Trevi di via Cappuccini 28 a Bolzano, Marco Paolini presenterà lo spettacolo assieme a Stefano Gattei, docente in numerose Università italiane e consulente scientifico di "ITIS Galileo" in un dialogo aperto con il pubblico, che verrà moderato da Michele Flaim dell'Università di Trento. Ingresso libero.
I biglietti acquistabili anche telefonicamente con carta di credito (0471 053800), o via internet (http://www.teatro-bolzano.it), sono in vendita alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 11.00-14.00 e dalle 17.00-19.00; sabato dalle 11.00 alle 14.00.
www.teatro-bolzano.it