PROFONDO E INQUIETANTE, "RUMORE DI ACQUE", SPETTACOLO DEL "TEATRO DELLE ALBE" CHIUDE LA RASSEGNA ALTRI PERCORSI / ARTE DELLA DIVERSITA' VENERDÌ 12 APRILE IN TEATRO STUDIO

 

Sono le storie vere, tante piccole storie di uomini e donne disperati che vorrebbero arrivare lontano e che invece scompaiono negli abissi del mare le protagoniste dell'ultimo appuntamento della rassegna "Altri Percorsi / Arte della Diversità" nata quest'anno dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Bolzano e il Teatro La Ribalta.  Venerdì 12 aprile alle 20.30 nel Teatro Studio del Comunale di Bolzano andrà in scena "Rumore di acque" spettacolo scritto dagli storici fondatori del "Teatro delle Albe" Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, come seconda tappa del trittico "Ravenna-Mazara 2010" che considera la città siciliana come simbolico luogo di frontiera e punto di partenza per un affresco sull'oggi.

 Il sipario si apre su un isolotto in mezzo al mare, poco più che uno scoglio vulcanico che neppure appare sulle carte. In questa penombra, confinato in uno spazio ristretto, si trova l'ufficio di un losco generale,  demoniaco ma allo stesso tempo sottomesso, che prende gli ordini da un fantomatico "Ministero degli Inferni." E' qui che il sadico contabile in uniforme svolge il suo quotidiano compito di catalogare ed "archiviare" i morti dispersi nelle traversate del Mediterraneo.
Quello proposto dal "Teatro della Albe" e diretto da Martinelli non è un monologo sulla tragedia delle migrazioni clandestine, ma  piuttosto un poemetto in versi che si snoda tra lo sproloquio paradossale e tragicomico del funzionario gallonato, magistralmente interpretato da Alessandro Renda, e le incalzanti musiche eseguite dal vivo dai Fratelli Mancuso. Uno spettacolo che indigna, coinvolge e sconvolge proprio perché sono le invettive sadico-ciniche di un burocrate gallonato ossessionato dai numeri a raccontarcele. Un paradosso, una prospettiva "altra" con cui guardare la realtà che da sempre è la cifra stilistica della compagnia ravennate, profonda, irriverente e raffinata.
«Pensavamo a Gheddafi, tra noi lo chiamavamo il Gheddafi» ammette Martinelli, descrivendo le prime fasi di creazione dello spettacolo che ha debuttato nel 2010. «Poi invece ... troppo facile pigliarsela con lui, con "quel" dittatore furbo e sanguinario. Certo, colpevole lo è, e tanto, ma noi? Io? Siamo innocenti noi? Di tutte quelle tragedie che avvengono altrove, lontano dalla mia casetta, posso ritenermi non responsabile? Quel generale acido e nevrotico, quel funzionario che ne ha le scatole piene di star lì a contare numeri e morti e metterli in fila, pure mal pagato da quelli delle capitali, quel ragionierino mefistotelico e sarcastico, quello spettatore impotente davanti ai telegiornali, quello, proprio quello, siamo noi. Sono io».
Dai progetti con gli studenti africani della Senn High School di Chicago che ha portato alla realizzazione dello spettacolo Polacchi, alla rilettura dell'Ubu Re di Alfred Jarry interpretata dagli adolescenti di Diol Kadd, villaggio nel cuore del Senegal, fino al progetto di un Teatro "stabile" a Scampia: i lavori del "Teatro delle Albe", premiati in tutto il mondo, ampliano i confini del teatro coinvolgendo in prima persona uomini e territori tradizionalmente esclusi dai circuiti culturali.
I biglietti sono in vendita presso le Casse del Teatro Comunale (piazza Verdi 40; tel 0471 053800) aperte dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.00 e il sabato dalle 10 alle 13;  online sul sito www.teatro-bolzano.it.
Ricordiamo che ai giovani spettatori under 20 è riservato il prezzo speciale di € 6 a biglietto, come per gli abbonati alla Stagione "La Grande Prosa". Gli abbonati inoltre, possono utilizzare i loro buoni omaggio anche per la visione degli spettacoli della rassegna "Altri Percorsi / Arte della Diversità".
Info: 0471 301566, www.teatro-bolzano.it

 

Durata: 60 min. atto unico