GIOVEDì 28 MARZO ASCANIO CELESTINI TORNA A BOLZANO CON “LA PECORA NERA” COINVOLGENTE MONOLOGO DEDICATO A STORIE DI ORDINARIA FOLLIA


Quarto appuntamento della rassegna “Altri Percorsi / Arte della Diversità” giovedì 28 marzo alle 20.30, quando nella Sala Grande del Teatro Comunale di Bolzano Ascanio Celestini porterà in scena quello che è diventato un suo spettacolo di culto, “La pecora nera”, straordinario affresco fatto di strampalata visionarietà dedicato alla follia. Affabulatore, vertiginoso e poetico narratore del nostro passato, ma allo stesso tempo acuto e tagliente fustigatore dell'oggi in teatro e in televisione, Celestini torna a Bolzano dopo il successo nel 2008 di “Appunti per un film sulla lotta di classe” per presentare uno spettacolo che porta l’emblematico sottotitolo “Elogio funebre del manicomio elettrico”: un appassionante monologo nato da un lungo lavoro sul campo, che il "narr-attore" romano ha condotto con il suo abituale metodo antropologico, per raccogliere testimonianze di quanti hanno lavorato, vissuto, patito il manicomio.

la pecora nera3 «Mi interessano le storie personali perché tracciano una rete di prospettive diverse attraverso una questione che non può essere letta come un evento unico» sostiene Celestini «mi interessano perché sono quelle che hanno una possibilità di raccontare all'esterno una vicenda che rischia costantemente di rimanere una questione privata o un problema scientifico. E poi le storie mi interessano perché trasformano l'immagine personale in immaginario collettivo.»
Quattro anni di ricerche in cui l’attore ha percorso l'Italia per incontrare non solo i "poveri matti" come lui stesso li definisce affettuosamente, ma anche i "malatini" e soprattutto gli infermieri o i medici più o meno militanti a favore della riforma. «È proprio nella complessità di questo presente dove si sovrappongono la memoria del manicomio, la questione medico – psichiatrica, la terapia con i farmaci e la contenzione fisica, che si va ad inserire il mio lavoro. Un lavoro di indagine nella memoria del presente come luogo di sedimentazione di storie diverse» afferma.
Divertente, affascinante e surreale, il magma narrativo di Celestini, vestito in abito nero e seduto su una sedia striminzita, restituisce la freschezza del racconto e l'imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell'immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano il viaggio intrapreso da molti malati. Ecco allora che la narrazione tratteggia un mondo diverso e appartato come quello dell'istituto, dove può succedere di tutto, e dove Nicola, il protagonista della storia, ricorda e sogna. A tratti Celestini lascia i panni asettici del narratore per immedesimarsi e dar voce ai suoi personaggi: con toni, gesti, sorrisi spinge lo spettatore sin dentro l'istituto che accoglie Nicola, ragazzino disagiato e forse troppo solo. Ricordi, racconti, sogni e fantasie, frammenti di vite vissute e di quotidianità apparentemente banali, si mescolano in maniera indissolubile tra loro. «La memoria è un atto del presente, esiste nella nostra quotidianità e ne costituisce una parte importante, proprio perché filtrata dall'oggi». Dalla pièce, è nato anche un film che Celestini ha diretto e interpretato assieme a Giorgio Tirabassi e Maia Sansa, presentato nell'ambito della 67° Mostra del Cinema di Venezia del 2010.
I biglietti sono in vendita presso le Casse del Teatro Comunale (piazza Verdi 40; tel 0471 053800) aperte dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.00 e il sabato dalle 10 alle 13;  online sul sito del Teatro Stabile di Bolzano, www.teatro-bolzano.it
Ricordiamo che ai giovani spettatori under 20 è riservato il prezzo speciale di € 6 a biglietto, come per gli abbonati alla Stagione “La Grande Prosa”. Gli abbonati inoltre, possono utilizzare i loro buoni omaggio anche per la visione degli spettacoli della rassegna “Altri Percorsi / Arte della Diversità”.