ONORE E DISONORE, POVERTÀ E RICCHEZZA, LIBERTÀ E TIRANNIA: RIVIVONO NELLE STAGIONi DELLO STABILE DAL 20 AL 25 MARZO LE PASSIONI FORTI DI “INTRIGO E AMORE” DI FRIEDRICH SCHILLER

 

Onore e disonore, povertà e ricchezza, libertà e tirannia: questi i capisaldi di “Intrigo e amore”, la pièce scritta dall’autore romantico Friedrich Schiller che andrà in scena nell’ambito delle stagioni dello Stabile martedì 20 marzo al Puccini di Merano e dal 22 al 25 marzo (gio. – sab. h. 20.30 ; dom. h. 16) al Teatro Comunale di Bolzano. Kabale und Liebe, questo il titolo originale dell’opera, è la storia di un legame profondo e impossibile, di una passione indomabile, di intrighi e gelosie, di unioni e duelli, di verità e menzogne, di corruzione e libertà. Scritto a soli 24 anni, “Intrigo e amore” affronta con passione il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità dell’essere umano raccontando l’incontro-scontro fra due classi, la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera. Uno spettacolo che rivive ora grazie alla sapiente regia di Marco Sciaccaluga per il Teatro Stabile di Genova.
Il potente von Walter vuole che il figlio sposi Lady Milford, la favorita del principe, ma il giovane non si rassegna a rinunciare alla felicità con Luise, la figlia di un violoncellista. La modernità del dramma sta innanzitutto nella polemica contro l’assolutismo del potere, nella difesa della libertà d’amare, nella giovanile volontà di ribellione, nella rabbiosa denuncia dei privilegi di casta. Raccontando il contrastato amore tra il nobile Ferdinand e la borghese Luise, l’autore tedesco prende di petto i problemi sociali della sua età e li mette a confronto con la spontanea purezza del sentimento amoroso nel quale, pochi anni prima della Rivoluzione Francese, si possono già intravvedere i segni d’inizio del mondo moderno.

In pieno “Sturm und Drang”, il giovane Schiller chiama in causa passioni smisurate, spettacolarmente colorate di forti toni teatrali melodrammatici, che non a caso nel secolo seguente offrirono materia per Luisa Miller, l’opera lirica firmata da Giuseppe Verdi, facendo di “Intrigo e amore” un classico che punta con decisione a fondere compiutamente la tragedia politica e quella amorosa in un solo, indivisibile e disperato anelito giovanile di libertà e amore. Affidato a un gruppo di interpreti compatto e partecipe composto da Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Marco Avogadro, Enrico Campanati, Daniela Duchi, Nicolò Giacalone, Andrea Nicolini, Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, lo spettacolo gioca tra i registri del tragico e del comico, svelando – nella traduzione di Danilo Macrì – una struttura drammaturgica classica e al tempo stesso innovativa.
«Quello che affascina Schiller è un teatro dove Bene e Male convivono nel magma dell’umano» commenta il regista Sciaccaluga «un teatro che pone l’uomo al centro del mondo rappresentato. È da questo modello che nasce anche in “Intrigo e amore” quell’alternanza di alto e basso, di tragico e di comico che è tipicamente shakespeariana e sempre molto evidente nella scrittura di Schiller. Di “Intrigo e amore” colpiscono veramente tante cose. Innanzitutto, che sia stato scritto da un ragazzo di poco più di vent’anni. Un ragazzo di genio, certo, ma anche con la voglia tipica dei giovani di dire tutto. Di qui, è nato un testo veramente “smisurato”, che raggiunge la finalità di raccontare una storia compiuta: coinvolgente, emozionante, con sempre al centro l’uomo con le sue contraddittorie passioni»
I biglietti per le date di Merano e Bolzano sono acquistabili online sul sito www.teatro-bolzano.it e alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano aperte dal martedì al venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19, il sabato dalle 11 alle 14. A Merano sono acquistabili a partire dalle 17.00 del giorno di spettacolo presso le Casse del Teatro Puccini. A Bolzano a partire dalle 19.30 presso le Casse del Comunale.

 

foto di scena: Bepi Caroli

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