“IL SENSO DELLA VITA DI EMMA” IL NUOVO ROMANZO TEATRALE DI FAUSTO PARAVIDINO DAL 16.11 AL 3.12 AL COMUNALE DI BOLZANO

Il senso della vita di Emma, romanzo teatrale scritto diretto e interpretato da Fausto Paravidino per il Teatro Stabile di Bolzano, il CSC – Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento e il Coordinamento Teatrale Trentino, giunge a Bolzano dal 16 novembre al 3 dicembre. In scena, a fianco di Paravidino, troviamo Iris Fusetti, Eva Cambiale, Jacopo Maria Bicocchi e Angelica Leo. A interpretarlo inoltre, otto attori del progetto Compagnia Regionale, iniziativa volta a una dare vita a una compagnia teatrale professionale della regione Trentino-Alto Adige attraverso il confronto con i grandi nomi del teatro contemporaneo. Questi i loro nomi: Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Giacomo Dossi, Marianna Folli, Veronika Lochmann, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella. Le scene sono di Laura Benzi, i costumi di Sandra Cardini, le luci di Lorenzo Carlucci, le musiche originali di Enrico Melozzi eseguite dall’Orchestra Notturna Clandestina diretta dall’autore e le maschere di Stefano Ciammitti.


Il senso della vita di Emma di Fausto Paravidino delinea l’epopea di una famiglia che va dagli anni Sessanta - quando i genitori di Emma si conoscono - fino ai giorni nostri. Una fitta rete di relazioni tra due famiglie di amici tracciano l’affresco di alcuni decenni di vita italiana, quelli in cui è nata e cresciuta la Generazione X. Il tratto pungente e affilato con cui Paravidino modella i personaggi attraverso i dialoghi dà vita a un racconto che parla di arte, relazioni, politica, ecologia, scelte, delineando abilmente tre storie di donne «Siamo all’opening di una galleria, tra i quadri c’è il ritratto di una donna: Emma. Di lei conosciamo solo la sua faccia dipinta. Quanto dobbiamo sapere del soggetto per apprezzare l’opera?» con questa riflessione Paravidino ci introduce alla storia di Emma, raccontata e agita dalle persone della vita di Emma: la madre, il padre, il fratello, la sorella, gli amici dei genitori, il parroco, una vicina... ma non da Emma. «Emma non parla, perché Emma è scomparsa. Emma è scomparsa volontariamente e le persone della vita di Emma si chiedono perché Emma abbia fatto come sua madre quando era incinta di lei. Allora era scomparsa, era scomparsa perché non sopportava più la sua vita, ma sapevano tutti dov’era: era da Clara e da Giorgio, i suoi amici. Emma invece nessuno sa dov’è. Sanno che non ha più il profilo Facebook né il telefono e sanno che è stata avvistata in Kosovo e che ci sono due persone che ricevono notizie di lei. Sanno che sta bene. E che, prima che cali la tela, tornerà».
Il senso della vita di Emma conoscerà una tournée nazionale: alle recite trentine (fino al 12 novembre) e bolzanine (dal 16 novembre al 3 dicembre) e a quelle nelle principali piazze della regione, seguiranno le date a Torino, Cesena e Genova.

 

foto: Tommaso Le Pera

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