IRONIA E AUTOIRONIA, NARRAZIONE E POESIA: DAL 6 AL 9 DICEMBRE TORNA MONI OVADIA NELLA STAGIONE DELLO STABILE DI BOLZANO

A 25 anni dal primo Oylem Goylem, Moni Ovadia porta in scena dal 6 al 9 dicembre un nuovo spettacolo che ritrova il vecchio ebreo errante con nuove storie, umorismo e riflessione drammatica, racconto e canzoni, musica e barzellette nell’ambito della stagione “Piazza Verdi” dello Stabile di Bolzano.
Dio Ride – Nish Koshe, è scritto e diretto da Ovadia e interpretato con l’intervento musicale della Moni Ovadia Stage Orchestra composta da Maurizio Dehò, Luca Garlaschelli, Albert Florian Mihai, Paolo Rocca, Marian Serban.
Artista ironico e auto-ironico, narratore dotato di una lucidità e di una profondità fuori dal comune e intellettuale poliedrico, Moni Ovadia ha alle spalle una carriera artistica straordinaria, quasi interamente volta alla conservazione e alla diffusione dell’antica cultura yiddish e dell’Europa dell’Est.
Con arguzia e toni quasi scanzonati, Ovadia ci conduce alla scoperta di un universo per molti di noi inedito e, proprio per questo, estremamente affascinante, facendoci scoprire le radici e il senso profondo di un insieme di valori che sono conciliabili con la nostra storia e la nostra tradizione, in questo grande mosaico di razze, etnie ed esperienze diverse, ma al tempo stesso complementari, che è il Vecchio Continente.
Un quarto di secolo fa una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro. Trasportava sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sentiva il desiderio di ascoltare, Simkha – alias Moni Ovadia - raccontava storie di una gente esiliata, ne cantava le canzoni, canti tristi e allegri, luttuosi e nostalgici, di quel popolo che illuminò e diede gloria alla diaspora. Attraverso la sua arguzia e le sue avventure Rabinovich ci aveva fatto viaggiare nelle nefandezze, nelle assurdità, ma anche nei paradossi e nelle contraddizioni umane del sistema sovietico e, per "simpatia", di tutti i sistemi del cosiddetto "socialismo reale”. Ora, Simkha Rabinovich e i suoi compagni di strada ritornano per continuare la narrazione di quel popolo sospeso fra cielo e terra in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità. E lo fanno con lo stile di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni, alla ricerca di un divino ineffabile presente e assente, vivo e forse inesistente, padre e madre. Prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano e Corvino Produzioni, Dio Ride – Nish Koshe si avvale delle luci di Cesare Agoni e di Sergio Martinelli, delle scene e dei costumi di Elisa Savi.


I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili alle casse del Teatro Comunale di Bolzano in Piazza Verdi 40, aperte dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00, il sabato dalle 11.00 alle 14.00 e nei giorni di spettacolo a partire dalle 19.30 alle Casse del Teatro Comunale di Gries. On-line su questo sito.

 

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