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"Un lavoro audacissimo". Così Pirandello descrive "Pensaci, Giacomino!" la commedia scritta nel 1917, che mette in luce legami familiari paradossali e tumultuose relazioni dominate da un perbenismo di facciata. Realizzata dalla coppia di registi, autori e attori siciliani Stefano Randisi ed Enzo Vetrano e prodotta dal Teatro Stabile della Sardegna e da Diablogues, la fortunatissima messa in scena debutterà al Teatro Puccini di Merano mercoledì 21 aprile (ore 20.30), per giungere a Bolzano da giovedì 22 a domenica 25 aprile (ore 20.30; domenica ore 16.00) in sostituzione dello spettacolo "Nel nome di Gesù" di Corrado Augias.
Audacissima è infatti la trama che creò scalpore tra i lettori del "Corriere della Sera", su cui era stata pubblicata nel 1910 la novella da cui Pirandello trasse questo testo teatrale. Protagonista della pièce è Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista che dichiara la sua intenzione di "vendicarsi" contro il governo - che lo aveva costretto a una vita solitaria a causa di uno stipendio da fame - sposando una ragazzina giovanissima che beneficerà a vita della pensione che lo Stato sarà costretto a versarle in quanto sua vedova. Il caso di Lillina, figlia del bidello della sua scuola, messa incinta da un suo ex alunno, e adesso cacciata di casa dai genitori, gli offre la possibilità di realizzare il suo piano... Una commedia morale dunque, umoristica ma anche grottesca, con un personaggio che sembra voler affrontare l'ipocrisia del mondo senza la maschera del ruolo sociale: il vecchio professore, benché legittimo marito di Lillina, si comporta con lei solo come un padre. E in qualità di amorevole genitore mantiene i rapporti anche con Giacomino, l'amante della sua giovane moglie. Una famiglia aperta, a dir poco trasgressiva, quella creata dal professor Toti, vissuta come un'offesa da tutta la comunità siciliana dell'epoca (siamo nei primi decenni del `900); una famiglia che il professor Toti si ostina a difendere, anche quando sembra frantumarsi per cause "naturali" e forse inevitabili. Un testo comico e irriverente del premio nobel siciliano, che nelle mani sapienti di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da anni impegnati nella rilettura profonda dei classici, focalizza la nostra attenzione sulla famiglia e sugli squilibri che possono esplodere al suo interno, scaraventandoci in un'attualità drammatica e a volte agghiacciante.
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