Editoriale I cartelloni Le produzioni
Editoriale

Marco Paolini e Lorenzo Monguzzi
La sessantesima stagione del Teatro Stabile di Bolzano è certamente caratterizzata dalle novità e dagli autori moderni e contemporanei.
Dei 17 titoli proposti sul territorio provinciale sono infatti 11 le novità (o riscritture) a testimonianza della vitalità creativa della scena italiana di oggi. Se l’inaugurazione della stagione è affidata a La professione della signora Warren, una graffiante commedia sui rapporti tra etica e finanza scritta nel 1894 dal premio Nobel George Bernard Shaw che dirigerò con Carlo Simoni, Patrizia Milani, Andrea Castelli e i giovani Gaia Insenga e Massimo Nicolini, le altre due produzioni del Teatro Stabile sono novità assolute: La malattia della famiglia M, scritta, diretta e interpretata da un autentico talento del nostro teatro, Fausto Paravidino, con un ensemble in cui si mischiano attori esperti e giovani e Precarie età, una bella commedia di Maurizio Donadoni sulla crisi sentimentale e professionale di due donne in carriera, diretta da Cristina Pezzoli e interpretata da Patrizia
Milani e Maria Paiato, tre artiste tra le più significative della scena italiana di questi anni. Anche nella
stagione La Grande Prosa, accanto a classici come L’Impresario delle Smirne di Goldoni con un esilarante
Eros Pagni e la piacevole sorpresa delle musiche di Nino Rota, a capolavori del Novecento come Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello con Giulio Bosetti, Antonio Salines e Marina Bonfigli e Ditegli sempre di si, commedia poco nota di Eduardo De Filippo con Geppy Gleijeses, troviamo il meglio della nuova scrittura teatrale italiana: da Andrea Camilleri (interpretato da Giulio Brogi, Pino Micol e Mariella Lo Giudice) a Alessandro Baricco (con Corrado d’Elia), da Corrado Augias (con il ritorno di Paolo Bonacelli) a Tato Russo.
Da Ugo Chiti (con una bravissima Giuliana Lojodice)al nuovo spettacolo di Marco Paolini,che ha riscoperto il teatro di narrazione facendolo diventare un genere di grandissima popolarità.
La stagione di nicchia Altri Percorsi è quest’anno interamente dedicata alla condizione giovanile, con 5 spettacoli intelligenti e provocatori, interpretati da giovani artisti con linguaggi teatrali innovativi che forse ci faranno intravedere il teatro del futuro.


Fausto Paravidino

Eros Pagni

Ne cito almeno due: Ave Maria per una gattamorta, ballata cruda e struggente di Mimmo Sorrentino su un gruppo di adolescenti delle periferie metropolitane dell’Italia del nord e X(Ics) Racconti crudeli della giovinezza, che il gruppo multimediale dei Motus ha realizzato “spiando” ragazzi e ragazze di Halle Neustadt, nell’ex DDR.
Non mi stancherò mai di sognare un’idea di teatro che incuriosisca il pubblico, che riesca a coniugare la qualità della grande tradizione drammaturgica e interpretativa europea con gli stimoli di testi nuovi che ci aiutino a capire il presente (e forse anche il futuro) e con la ricerca di nuove forme di teatro che si confondono poeticamente con l’arte contemporanea.

Marco Bernardi