Sessantatre
Carlo Simoni e Patrizia Milani
Stagione numero 63 per il Teatro Stabile di Bolzano: 305 rappresentazioni, di cui 172 in Alto Adige e 133 in tournèe nel resto d'Italia, con l'obbiettivo di contrastare le conseguenze negative della crisi economica confermando gli oltre 100.000 spettatori delle ultime stagioni. Se lo scorso anno erano gli occhi degli attori a caratterizzare la promozione del cartellone La Grande Prosa, la nuova campagna abbonamenti punta sulla centralità dei testi e degli autori per ricordarci la sostanza magica del teatro d'arte: parola e gesto dell'attore che interpreta un testo di letteratura teatrale sul palcoscenico del mondo. Le nuove produzioni che inaugurano la stagione sono legate dal filo rosso della Storia vissuta dal punto di vista delle donne. In Troiane, capolavoro di Euripide, sono Ecuba, Cassandra e Andromaca, le donne sconfitte, a denunciare gli orrori della guerra mentre aspettano di sapere dove verranno deportate dopo la distruzione di Troia. Con La Rosa Bianca, una novità per l'Italia della scrittrice statunitense Lillian Groag, è la ventiduenne Sophie Scholl, studentessa dell'università di Monaco, ad opporsi con asciutto
eroismo assieme al fratello e pochi amici al delirio di Hitler e del Nazismo. Donne straordinariamente forti protagoniste di storie altrettanto forti, a conferma dell'importanza del teatro per la comprensione e la memoria di fatti drammatici e decisivi per la storia europea. La terza nuova produzione, Forse tornerai dall'estero, è il frutto della scommessa su un giovane scrittore bolzanino, Andrea Montali, narratore che affronta per la prima volta il teatro dopo una fase di incubazione vissuta dietro le quinte delle nostre ultime stagioni, con una commedia dedicata a Bolzano, allo smarrimento che i giovani della nostra città stanno vivendo in questi tempi avari di sogni realizzabili. Ma il profilo forte degli autori emerge da tutta la stagione: dai classici Shakespeare e Molière
Hans e Sophie Scholl (Romeo e Giulietta e La scuola delle mogli) ai grandi del Novecento Tenessee Williams e Italo Svevo (Un tram che si chiama desiderio e La coscienza di Zeno) ai contemporanei Michael Frayn, Alan Bennett e Massimo Carlotto (Rumori fuori scena, The History Boys, Oscura immensità), in un dosato equilibrio tra comico e drammatico interpretato da artisti sensibili e intelligenti come Maurizio Scaparro, Alessandro Gassman, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Marco Sciaccaluga, Valerio Binasco, Antonio Latella, Carmelo Rifici, Leo Muscato tra i registi e Eros Pagni, Giuseppe Pambieri, Giulio Scarpati, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Laura Marinoni, Vinicio Marchioni, Andrea Castelli, Viviana Toniolo, Sara Bertelà, Corrado d'Elia tra gli attori. Novità anche per gli Altri Percorsi, che si fondono in questa stagione con l'altro cartellone alternativo di Bolzano, Arte della Diversità, in una ricerca estetica e sociale di qualità sempre più alta, con artisti originali e innovativi come Pippo Delbono, Ascanio Celestini, Marco Martinelli, Saverio La Ruina e i giovani veronesi di Babilonia Teatri. La rete delle collaborazioni si espande: la firma dell'accordo con il Centro S. Chiara di Trento dà i primi frutti, come lo spettacolo della stagione di Trento in omaggio per gli abbonati di Bolzano (e viceversa) o la presentazione al Centro S. Chiara della nuova commedia di Montali e a Bolzano del nuovo dramma di Giacomo Sartori sulla condizione giovanile in una valle del Trentino. Oltre alla stagione Altri Percorsi/Arte della Diversità, ideata in partnership con il Teatro La Ribalta di Antonio Viganò, sono in cantiere nuove creazioni progettate con Centrale Fies per il 2014, senza dimenticare le storiche collaborazioni con i maggiori teatri italiani che producono gli spettacoli ospiti dei nostri cartelloni. Stiamo vivendo un appassionato momento di riflessione pubblica sui soggetti attivi nel campo della cultura in Alto Adige, anche in relazione alla crisi economica e al conseguente decremento delle risorse pubbliche e private. Penso che un'analisi seria non possa p
Andrea Montalirescindere dalla conoscenza delle funzioni dei soggetti coinvolti nella produzione e distribuzione della cultura sul territorio. In questo senso mi sembra utile ricordare le funzioni che svolge attualmente il Teatro Stabile. Questo Teatro, fondato nel 1950, i cui Soci sono la Città di Bolzano e la Provincia Autonoma, organizza le stagioni teatrali primarie in lingua italiana di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno; dà vita alle stagioni teatrali per le scuole dai 6 anni alla maturità in collaborazione con le intendenze scolastiche italiana, tedesca e ladina a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Laives, Egna, Silandro, Ortisei, La Villa; allestisce la stagione Altri Percorsi di Bolzano dedicata al teatro di ricerca; realizza i corsi di teatro Giovani in scena di Bolzano e Bressanone; si occupa di formazione professionale artistica e tecnica. Ma soprattutto produce spettacoli di teatro d'arte che si confrontano con il pubblico e con la critica di tutto il paese, dando vita a quella rete che costituisce il teatro nazionale, impegnato sui temi della rilettura dei classici e della promozione della drammaturgia contemporanea. Senza questa rete produttiva il teatro italiano cesserebbe di esistere. La possibilità di conservare e trasmettere alle future generazioni la professionalità di attori, registi, scenografi, costumisti, tecnici di palcoscenico, dipende dall'esistenza e dalla qualità di questo sistema di centri di produzione pubblici e privati. Tutto questo comporta la disponibilità di risorse commisurate alla qualità e alla quantità delle funzioni.
Marco Bernardi
