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SOTTOSOPRA IL TEATRO  2017/2018

Prosegue anche per la stagione 2017/2018 concentrandosi sulla città di Bolzano e incentrando l’offerta su 2 laboratori di grande qualità. Anche quest’anno l’organizzazione sarà portata avanti attraverso la collaborazione tra il Teatro Stabile di Bolzano e il Centro Giovanile Vintola 18 e con il sostegno della  Ripartizione Cultura Italiana, ufficio Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano.

 

L’obiettivo è quello di offrire una panoramica sui linguaggi, l'arte e l'artigianato del teatro, raccontati e vissuti attraverso dei laboratori intensivi. Una bottega del teatro da vivere in prima persona. Rispetto al canonico format di corso di teatro, Sottosopra il teatro si struttura in una serie di laboratori, pensati per pubblici di età diverse che affrontano contenuti e tecniche di varia natura.
Per farlo sono state coinvolte due formatrici esperte a livello
nazionale: Maria Consagra terrà un  workshop intensivo sui linguaggi teatrali ed espressivi del corpo, mentre Claudia Contin Arlecchino, famoso Arlecchino della scena friulana, porterà i partecipanti ad approfondire i canoni della commedia dell’arte. Sarà inoltre possibile visitare il teatro in occasione dell’allestimento delle due produzioni del Teatro Stabile di Bolzano Wordbox arena – lo spettacolo lo decidi tu e Wordbox arena – lo spettacolo che hai deciso tu, accompagnati dal regista Roberto Cavosi che porterà i partecipanti "dietro le quinte" a conoscere il grande lavoro che sta dietro ogni spettacolo teatrale.
I laboratori si svolgono presso il Centro Giovani Vintola 18.

Per garantire una maggiore efficacia, la frequenza è limitata a un massimo di 30 partecipanti.

La partecipazione ad ogni appuntamento prevede una quota di iscrizione di € 15, ad eccezione del percorso dietro le quinte che è di € 8 e include la visione dello spettacolo.

Info:

Teatro Stabile di Bolzano Piazza Verdi 40, Bolzano tel. 0471 301566
Centro Giovani Vintola 18, Via Vintler 18, Bolzano tel. 0471 978418
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. | info@centrogiovanivintola

 

Programma:

DIETRO LE QUINTE di WordBox arena lo spettacolo lo decidi tu.

venerdì 6 ottobre h. 18.00
Teatro Comunale Sala Grande

Una possibilità rara ed emozionante per sbirciare dietro le quinte e vedere come nasce uno spettacolo. In occasione dell’allestimento della produzione del Teatro Stabile di Bolzano. Wordbox arena. I partecipanti potranno scoprire – con l’aiuto dal regista dello spettacolo – le riflessioni che hanno costituito le premesse del progetto, le difficoltà incontrate durante la sua preparazione, il perché delle scelte artistiche prese. Calpestando la scena e stando dall’altra parte rispetto al pubblico i partecipanti potranno vedere da dentro l’identità di questa messinscena. con Roberto Cavosi.

 

LA NUOVA COMMEDIA DELL’ARTE

sabato 10 marzo h. 15.00 e 20.00
domenica 11 marzo h. 10.00 e 18.00
Centro Giovani Vintola 18

Le deformazioni fisiche grottesche della Commedia dell'Arte; il neutro
corporeo e le fasce caratteriali espressive del corpo umano; il
comportamento di alcuni dei principali archetipi e personaggi della
Commedia dell'Arte; l’allenamento dell’attore; la personalizzazione
del rapporto tra corpo e voce e tra volto e maschera. Ecco i
principali ingredienti del laboratorio che darà modo ai partecipanti
di scoprire – accompagnati da una dei suoi massimi esperti -
l’affascinante mondo della commedia dell’arte. con Claudia Contin
Arlecchino e Luca Fantinutti

 

PRIMO STUDIO SUL MOVIMENTO DELLA FIGURA

Sabato 21 aprile h. 15.00 e 20.00
Domenica 22 aprile h. 10.00 e 13.00 h. 15.00 e 18.00 Centro Giovani
Vintola 18

La figura è un personaggio stilizzato che lascia emergere nettamente il carattere, le pulsioni e la sua essenza più profonda. Saperlo costruire a partire dal corpo significa prendere da sé ciò che è vero e vivo e stampare nel corpo il luogo dove ritrovare sempre quell'intenzione, energia e qualità per restituire al pubblico una comunicazione che sia veicolata nel modo più vivo e pensante possibile. In questo laboratorio si lavorerà verso la creazione di una Figura. Con tutto il corpo, attraverso movimenti dinamici si crea la Figura. Si osserverà il suo Temperamento. Si scoprirà la sua voce. Si scoprirà come si relaziona ad altri. con Maria Consagra.

 

DIETRO LE QUINTE di WordBox arena lo spettacolo che hai deciso tu

venerdì 4 maggio h. 18.00
Teatro Comunale Teatro Studio

Una possibilità rara ed emozionante per sbirciare dietro le quinte e vedere come nasce uno spettacolo. In occasione dell’allestimento della produzione del Teatro Stabile di Bolzano Wordbox arena i partecipanti potranno scoprire – con l’aiuto dal regista dello spettacolo – le riflessioni che hanno costituito le premesse del progetto, le difficoltà incontrate durante la sua preparazione, il perché delle scelte artistiche prese. Calpestando la scena e stando dall’altra parte rispetto al pubblico i partecipanti potranno vedere da dentro l’identità di questa messinscena.
con Roberto Cavosi.

 

 

Modulo iscrizione

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Schede tecniche e piante dei teatri

In questa pagina potete scaricate un file compresso .zip contenente vario materiale relativo ai teatri: schede tecniche, piante, caratteristiche, ecc.

 

Bolzano

Teatro Comunale (Sala Grande ) Piazza Verdi

Teatro Studio

Teatro Comunale Gries

 

Bressanone

Forum

 

Brunico

Teatro H.M.Pacher

 

Merano

Teatro Puccini

 

Vipiteno

Teatro Comunale

 

Grazie la tua richiesta è stata ricevuta

L’iscrizione sarà considerata valida solo previo pagamento del bonifico bancario
Intestato al Centro Giovanile Connection
Iban IT 70 N 08307 58221 000300225665
Vi chiediamo cortesemente di inserire nella causale: Saldo corso Sottosopra il teatro – Titolo del corso.

Grazie la tua richiesta è stata ricevuta

L’iscrizione sarà considerata valida solo previo pagamento del bonifico bancario
Intestato al Centro Giovanile Vintola 18
Cassa di Risparmio di Bolzano iban: IT12S0604511601000000525400
Vi chiediamo cortesemente di inserire nella causale: Saldo corso Sottosopra il teatro – Titolo del corso.

Grazie la tua richiesta è stata ricevuta

L’iscrizione sarà considerata valida solo previo pagamento del bonifico bancario
Intestato al Centro Giovanile Tilt di Sinigo

l'iban: IT29R0604511608000000139000

Vi chiediamo cortesemente di inserire nella causale: Saldo corso Sottosopra il teatro – Titolo del corso.

Grazie la tua richiesta è stata ricevuta

Grazie, abbiamo ricevuto la tua iscrizione, a breve riceverai informazioni su date e modalità di selezione del gruppo!

“Italianesi", ovvero "italiani" in Albania, "albanesi" in Italia. E' uno dei monologhi di maggior successo della passata stagione, scritto e interpretato da Saverio La Ruina ad aprire la rassegna "Altri Percorsi / Arte della Diversità" mercoledì 30 gennaio alle 20.30 nel Teatro Studio del Comunale di Bolzano.

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Ai sensi dell'articolo 13 del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (codice privacy) ti informiamo che: I dati da te conferiti sono finalizzati all'invio saltuario di informazioni riguardanti esclusivamente la programmazione dei programmi del Teatro Stabile di Bolzano I tuoi dati sono memorizzati in formato elettonico nel database del sito sul server ospitante, non sono resi noti a terzi se non in forza di leggi dello stato e sono protetti con adeguate misure di sicurezza dai rischi di perdita, distruzione, accessi non autorizzati. Il conferimento dei dati è facoltativo, l'eventuale rifiuto o irregolare conferimento comporta l'impossibilità di poter usufruire del servizio.

 

 

Bolzano Teatro Comunale

Da martedì 7 novembre sarà invece possibile bile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della stagione "La Grande Prosa" QUI E ORA e anche le NUOVE  formule di sottoscrizione quali :

 

ABBONAMENTO A 6 SPETTACOLI euro 95 acquista
ABBONAMENTO A 2 SPETTACOLI euro 36  acquista
ABBONAMENTO ad Altri Percorsi (5 spettacoli) euro 60 acquista

 

Sia i biglietti singoli sia gli abbonamenti si possono acquistare anche on line sul sito www.teatro-bolzano.it/abbonamenti

 

Prezzi d’ingresso ai singoli spettacoli Bolzano Teatro Comunale (Sala Grande)

 

Platea:

Poltronissima poltrona numerata € 26

Intero poltrona numerata € 23

Ridotto terza età (oltre i 60 anni) poltrona numerata € 17

Ridotto giovani under 26 poltrona numerata € 12

Ridotto giovani under 20 poltrona numerata € 9

 

Galleria:

Intero poltrona numerata € 14

Ridotto terza età (oltre i 60 anni) poltrona numerata € 12

Ridotto giovani under 26 poltrona numerata € 9

Ridotto giovani under 20 poltrona numerata € 6

 

Bolzano Teatro Comunale (Teatro Studio)

Intero poltrona numerata € 14

Ridotto terza età (oltre i 60 anni) poltrona numerata € 12

Ridotto giovani under 26 poltrona numerata € 9

Ridotto giovani under 20 poltrona numerata € 6

 

Le riduzioni non sono cumulabili.

 

Orario cassa: Teatro Comunale di Bolzano

Piazza Verdi 40, 0471 053800.

da martedì al venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00

sabato dalle 11.00 alle 14.00

 

Acquisti on-line

È possibile acquistare il biglietto on-line sul sito www.teatro-bolzano.it

Vendita telefonica con carta di credito

Telefonando allo 0471 053800 si possono acquistare i biglietti, fornendo all’operatore i dati della propria carta di credito. I biglietti potranno essere ritirati il giorno stesso dello spettacolo.

Bonifico bancario

I biglietti prenotati telefonicamente possono essere pagati tramite bonifico bancario, intestato alla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium, Cassa di Risparmio (indicare causale di pagamento) - Filiale Piazza Walther IBAN IT97 B 06045 11601 000005400000 e inviando al numero di fax 0471 053801 la conferma del versamento. I biglietti potranno essere ritirati il giorno stesso dello spettacolo.

Prenotazioni

I biglietti possono essere prenotati telefonicamente allo 0471 053800, il pagamento e il ritiro dovranno essere effettuati entro il giorno prima dello spettacolo.

 

INFOTICKET Fondazione Teatro Comunale e Auditorium: 0471 053800

È possibile ricevere informazioni relative all’acquisto dei biglietti. La linea è attiva da martedì a venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00 e il sabato dalle 11.00 alle 14.00.

 

Biglietteria Teatro Comunale aperta dal martedì-venerdì 11.00-14.00 e 17.00-19.00 ; sabato 11.00-14.00. tel. 0471 053800  Piazza Verdi 40 Bolzano.

 

Tournèe

 

La brocca rotta

 

di Heinrich von Kleist
regia Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Karoline Comarella,
Valentina Morini, Maurizio Ranieri, Giovanna Rossi,
Riccardo Sinibaldi, Roberto Tesconi, Irene Villa, Riccardo Zini

 

 

L’officina - Storia di una famiglia

 

di Angela Demattè
regia Carmelo Rifici
con Andrea Castelli, Giuliano Comin, Angela Demattè, Sandra Mangini,
Christian Mariotti La Rosa, Olga Rossi, Nicolò Todeschini
in collaborazione con CSC - CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA TRENTO

 

I vicini 


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino

 

Il malato lato immaginario 


di Molière
regia Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni, 

Xenia Bevitori, Gaia Insenga, Fabrizio Martorelli, Massimo Nicolini, 

Maurizio Ranieri, Giovanna Rossi, Libero Sansavini, Roberto Tesconi, Riccardo Zin

 

Exit


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino, Angelica Leo



La Rosa Bianca


di Lillian Groag
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Pasquale di Filippo, Gabriele Falsetta,

Alessio Genchi, Tindaro Granata, Christian Mariotti,

Enrico Pittaluga, Irene Villa

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzioni 

La brocca rotta

di Heinrich von Kleist
regia Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Karoline Comarella,
Valentina Morini, Maurizio Ranieri, Giovanna Rossi,
Riccardo Sinibaldi, Roberto Tesconi, Irene Villa, Riccardo Zini

 

 

L'officina - Storia di una famiglia 

di Angela Demattè
regiaCarmelo Rifici
con Andrea Castelli, Giuliano Comin, Angela Demattè, Sandra Mangini,
Christian Mariotti La Rosa, Olga Rossi, Nicolò Todeschini

in collaborazione con CSC - CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA TRENTO


I vicini 

di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino

con Fausto Paravidino, Iris Fusetti,

Davide Lorino, Monica Samassa, Sara Putignano

 

 

Il malato immaginario

di Molière
regia Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Gaia
Insenga, Fabrizio Martorelli, Massimo Nicolini, Maurizio Ranieri,
Giovanna Rossi, Libero Sansavini, Roberto Tesconi, Riccardo Zini


Exit

di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino, Iris Fusetti

 

 

La Rosa Bianca

di Lillian Groag
regia Carmelo Rifici
con Andrea Castelli, Pasquale di Filippo, Gabriele Falsetta, Alessio
Genchi, Tindaro Granata, Christian Mariotti, Enrico Pittaluga, Irene Villa

 

Tournèe

 

Troiane


di Euripide
traduzione Caterina Barone
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
suoni e immagini Franco Maurina
luci Lorenzo Carlucci
con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Sara Bertelà, Corrado d'Elia, 

Valentina Bardi, Valentina Capone, Karoline Comarella, Gaia Insenga, 

Valentina Morini, Riccardo Zini

 



La Rosa Bianca


di Lillian Groag
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Pasquale di Filippo, Gabriele Falsetta,

Alessio Genchi, Tindaro Granata, Christian Mariotti,

Enrico Pittaluga, Irene Villa

 


 

Forse tornerai dall'estero


di Andrea Montali
regia Leo Muscato
scene e costumi Barbara Bessi

 


 

Spettri


di Henrik Ibsen
traduzione Franco Perrelli
elaborazione drammaturgica Letizia Russo
regia Cristina Pezzoli
scene Giacomo Andrico
costumi Rosanna Monti
con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Alvise Battain,

Fausto Paravidino, Valentina Brusaferro

 

 

 

Exit


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino, Angelica Leo

 

 

 

Produzioni 

La vita che ti diedi

di Luigi Pirandello
regia Marco Bernardi

scene Gisbert Jaekel

costumi  Roberto Banci
suoni Franco Maurina
luci Massimo Polo

con Patrizia Milani e Carlo Simoni

e con Gianna Coletti, Karoline Comarella, Paolo Grossi, Sandra Mangini, Giovanna Rossi, Irene Villa, Riccardo Zini

 

Sanguinare inchiostro

di Andrea Castelli
regiaCarmelo Rifici

scene Guido Buganza

costumi Margehrita Baldoni

musiche Daniele D'Angelo 

luci Lorenzo Carlucci
con Andrea Castelli

e con Tindaro Granata, Lucia Marinsalta, Emiliano Masala, Christian La Rosa, Enrico Pittaluga, Francesca Porrini 

in collaborazione con CSC - CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA TRENTO


Soap Opera

di Cesare Lievi

regia Cesare Lievi

scene Josef Frommwieser

costumi Marina Luxardo

luci Cesare Agoni

con Galatea Ranzi, Dorotea Aslanidis, Sara Putignano, Letizia Tonoli

in coproduzione con ERT-EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE

 
 

I vicini 

di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino

con Fausto Paravidino, Iris Fusetti,

Davide Lorino, Monica Samassa, Sara Putignano

 

 

Produzioni 

Molière: la recita di Versailles

novità di Paolo Rossi, Giampiero Solari

su canovaccio di Stefano Massini

regia Giampiero Solari

scene e costumi Elisabetta Gabbioneta

luci Gigi Saccomandi

con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi

canzoni originali Gianmaria Testa

musiche eseguite dal vivo I Virtuosi del Carso

 

 

La scelta di Cesare 

di Pino Loperfido

regia Andrea Brandalise 

scene e costumi Roberto Banci 

con Andrea Castelli

ambientazione musicale Vittorio Albani 

in collaborazione con CSC - CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA TRENTO e COORDINAMENTO TEATRALE TRENTINO

 

 


Brattaro mon amour, la periferia semiseria

di Paolo Cagnan

regia e scene Andrea Bernard

costumi Elena Beccaro

disegno luci Maurizio Macioce

con Fulvio Falzarano, Fulvio Cauteruccio, Dario Spadon, Günther Götsch,
Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi

 

 

Stagione 2012/2013

 

Sessantatre

Stagione numero 63 per il Teatro Stabile di Bolzano: 305 rappresentazioni, di cui 172 in Alto Adige e 133 in tourn

Euripide. Macerie fumanti, corpi abbandonati, pianti e grida di dolore:
Troia in fiamme come emblema della caduta di un regno, come luogo
archetipico della distruzione e del saccheggio. A partire dal materiale
mitico della tradizione arcaica, la drammaturgia di Euripide presenta al
pubblico lo spettacolo dei crimini di guerra e la deriva di una popolazione
devastata.
Rappresentata nel 415 a.C. all'indomani del massacro della citt

Teatro Stabile di Bolzano
Piazza Verdi 40
39100 Bolzano
Tel 0471 301566
Fax 0471 327525
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Contatti


Teatro Stabile di Bolzano
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DIREZIONE

Walter Zambaldi
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UFFICIO STAMPA

Barbara Gambino
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UFFICIO PROMOZIONE

Sara Sciortino
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UFFICIO ORGANIZZAZIONE

Leonardo Cantelli
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SEGRETERIA GENERALE

Monia Miani Falcone
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SEGRETERIA AMMINISTRATIVA

Laura Terrin
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SEGRETERIA DIREZIONE

Francesca Alberti
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UFFICIO SCUOLE

Irene Vitulo
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PROGETTI SPECIALI

Gianluca Iocolano
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Organigramma

 

Teatro Stabile di Bolzano

fondato nel 1950

 

Città di Bolzano

Soci

bz

Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige

provbz

 

Assemblea dei Soci 

Giovanni Salghetti Drioli, Maria Teresa Wiedenhofer
Andrea Felis, Sergio Bonagura, Valeria Trevisan, Mirco Flaim 

 

Consiglio di Amministrazione

Presidente Giovanni Salghetti Drioli
Vicepresidente Carlo Corazzola
Alessandra Limetti, Ilaria Riccioni, Flora Sarrubbo

 

 

Collegio dei Revisori

Presidente Carmelina Miranda
Paolo Convento, Gabriele Corradini

 

Comitato Artistico

Cecilia Gallesi, Paola Guerra, Michele Flaim, Luca Sticcotti 

 

Direttore Walter Zambaldi


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Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

mibc



 

Radio a  teatro

 

Ad accompagnare la stagione di prosa del Teatro Stabile di Bolzano ci sarà “Sipario”, il programma di Radio Nbc Rete Regione la Radio delle Alpi dedicato ai protagonisti degli spettacoli in cartellone.

 

La prima puntata della stagione sarà trasmessa venerdì 27 settembre (h.14.30); le 10 puntate successive andranno in onda i venerdì delle settimane di spettacolo della stagione “La Grande Prosa” (h. 14.30 ).  

GIOVANI IN SCENA

CORSO DI TEATRO 17-25 ANNI

Giovani in scena, il corso di teatro organizzato dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Centro Giovani Vintola 18 con il sostegno della Ripartizione cultura italiana, uffi cio Politiche giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano, compie 10 anni. Destinato a 20 giovani tra i 17 e i 25 anni, il corso si svolge lungo tutta la stagione teatrale dal 23 ottobre 2017 al 26 maggio 2018, prevede 114 ore di laboratorio e la visione di 12 spettacoli. Due i moduli fondamentali che si affi ancano durante gli otto mesi di svolgimento del corso, un’occasione unica per acquisire una solida base per la conoscenza dei linguaggi del teatro. Il primo modulo consiste in alcuni incontri con i professionisti del teatro, registi, attori,
drammaturghi come Roberto Cavosi, Marco Bernardi, Marco Paolini, Neri Marcorè, Maria Consagra e Claudia Contin. Sotto la loro guida gli iscritti assisteranno alle prove aperte degli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano e parteciperanno a workshop intensivi di regia e drammaturgia. Il secondo modulo è un laboratorio teatrale per apprendere e sperimentare le tecniche di base per l’uso espressivo della voce e del corpo. Il percorso laboratoriale è tenuto da Flora Sarrubbo. Sarubbo accompagnerà i partecipanti lungo tutto il percorso didattico. Da quest’anno inoltre ai partecipanti saranno dedicati due workshop intensivi con Maria Consagra e Claudia Contin, organizzati
nell’ambito della “bottega teatrale” Sottosopra il teatro.

Ad Amleto di William Shakespeare, una tra le tragedie teatrali più conosciute e citate, sarà dedicato il saggio fi nale aperto alla cittadinanza che si terrà il 25 e il 26 maggio negli
spazi del Teatro Studio del Comunale di Bolzano, durante il quale i 20 partecipanti si confronteranno con il capolavoro di William Shakespeare.

Le lezioni si svolgeranno negli spazi del Teatro Comunale di Bolzano e del Centro Giovani Vintola 18.

La quota di iscrizione è di € 280, va versata interamente prima dell’inizio del corso, non sarà in nessun caso restituita e include l’abbonamento per la stagione 2017 - 2018 del Teatro Stabile di
Bolzano e l’assicurazione per eventuali infortuni.

Le iscrizioni dovranno pervenire entro lunedì 16 ottobre 2017 attraverso il sito del teatro
www.teatro-bolzano.it

 

GIOVANI IN SCENA


Destinatari: 20 giovani tra 17 e 25 anni
Monte ore: 114
Periodo di svolgimento: dal 23.10.2017 al 26.05.2018 a Bolzano
Saggio finale: teatro Comunale (teatro studio) 25 e 26.05.2018
i biglietti sono acquistabili a partire da mercoledì 2 maggio 2018 negli orari di biglietteria del teatro Comunale di Bolzano dal martedì al venerdì 11-14 e 17-19 e il sabato 11-14 (tel. cassa 0471 053800) on-line sul sito www.teatro-bolzano.it

Docente: Flora sarrubbo
Luogo di svolgimento: Teatro Comunale di Bolzano e Centro giovani Vintola18
Iscrizioni: entro lunedì 16 ottobre 2017 on-line sul sito www.teatro-bolzano.it/formazione
Colloqui di selezione: 18 e 19 ottobre 2017
Quota di iscrizione: € 280 (comprende i 12 spettacoli della stagione “La grande Prosa”)


Informazioni: Centro giovani Vintola 18 - Via Vintler 1, tel. 0471 978418 Teatro Stabile di Bolzano - Piazza Verdi 40, tel. 0471 301566

 

 

 

GIOVANI IN SCENA YOUNG

CORSO DI TEATRO 11-16 ANNI


Una fucina in cui scoprire e sperimentare il teatro: la seconda edizione di Giovani in scena Young, il corso di teatro destinato ai giovani tra gli 11 e i 16 anni, è organizzata dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Centro Giovani Vintola 18 con il sostegno della Ripartizione cultura italiana, uffi cio Politiche giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano. Prendendo ispirazione dall’ormai rodata esperienza di Giovani in scena che quest’anno compie dieci anni, il progetto si pone l’obiettivo di avvicinare le ragazze e i ragazzi al teatro in modo intensivo e diretto. Giovani in scena Young è un’offi cina creativa che inviterà i partecipanti a confrontarsi con le forme espressive più rilevanti del teatro, analizzate da molteplici punti di vista, grazie a incontri, letture, riferimenti culturali contemporanei e pratiche laboratoriali. L’offi cina di questa seconda edizione di Giovani in scena Young è intitolata alla Commedia dell’Arte, uno dei principali linguaggi teatrali, cui sarà dedicato anche il saggio conclusivo del percorso. Il corso si svolge lungo la stagione teatrale dal 20 ottobre 2017 al 24 maggio 2018, prevede 93 ore di laboratorio e la visione di 12 spettacoli della stagione “La Grande Prosa” del Teatro Stabile di Bolzano.

Due i moduli fondamentali che si intrecciano durante gli otto mesi di svolgimento di Giovani in scena Young pensati per off rire ai partecipanti uno sguardo da prospettive diff erenti sul mondo teatrale. Il primo modulo consiste in alcuni incontri con i professionisti del teatro, registi, attori, drammaturghi, come Roberto Cavosi, Marco Paolini, Neri Marcorè, Maria Consagra e Claudia Contin. Sotto la loro guida i partecipanti assisteranno alle prove aperte degli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano e parteciperanno a workshop intensivi di narrazione e regia. Il secondo modulo è un laboratorio teatrale in cui apprendere e sperimentare le tecniche di base per l’uso espressivo della voce e del corpo. Chiara Visca accompagnerà i partecipanti lungo tutto il percorso didattico che si concluderà con un saggio fi nale aperto
alla cittadinanza il 24 maggio 2018 al Teatro Cristallo. Le lezioni si svolgeranno negli spazi del Teatro Comunale di Bolzano e del Centro Giovani Vintola 18. La quota di iscrizione è di € 120, va versata interamente prima dell’inizio del corso, non sarà in nessun caso restituita e include l’abbonamento per la stagione 2017/18 del Teatro Stabile di Bolzano e l’assicurazione per eventuali infortuni.

Le iscrizioni dovranno pervenire entro lunedì  9 ottobre attraverso il sito del teatro (www.teatro-bolzano.it) o consegnando il modulo di iscrizione presso gli uffici del Teatro Stabile di Bolzano, Piazza Verdi 40, 39100, Bolzano.

 

GIOVANI IN SCENA YOUNG 

 

Destinatari: 20 giovani tra 11 e 16 anni
Monte ore: 93
Periodo di svolgimento: dal 20.10.2017 al 24.05.2018 a Bolzano
Saggio fi nale: teatro Cristallo, 24.05.2018 i biglietti sono acquistabili a partire da mercoledì 2 maggio 2018 negli orari di biglietteria del teatro Comunale di Bolzano dal martedì al venerdì 11-14 e 17-19 e il sabato 11-14 (tel. cassa 0471 053800). on-line sul sito www.teatro-bolzano.it
Docente: Chiara Visca
Luogo di svolgimento: Teatro Comunale di Bolzano e Centro giovani Vintola 18
Iscrizioni: entro lunedì 9 ottobre 2017 on-line sul sito www.teatro-bolzano.it
Colloqui di selezione: 11 e 12 ottobre 2017
Quota di iscrizione: € 120 (comprende i 12 spettacoli della stagione “La grande Prosa”)
Informazioni: Centro giovani Vintola 18 - Via Vintler 1, tel. 0471 978418 Teatro Stabile di Bolzano - Piazza Verdi 40, tel. 0471 301566
 

 

Giovani in scena

CORSO DI TEATRO 17-25 ANNI

 

Giovani in scena, il corso di teatro organizzato dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Centro Giovani Vintola 18 con il sostegno del Dipartimento alla Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, giunge alla decima edizione. Destinato a 20 giovani tra i 17 e i 25 anni, il corso si svolge lungo tutta la stagione teatrale 2017/2018, prevede 116 ore di laboratorio e la visione di 12 spettacoli.
Due i moduli fondamentali che si affiancano durante gli otto mesi di svolgimento del corso, un’occasione unica per acquisire una solida base per la conoscenza dei linguaggi del teatro.


Il primo modulo consiste in alcuni incontri con i professionisti del teatro, registi, attori, drammaturghi. Sotto la loro guida i partecipanti assisteranno alle prove aperte degli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano e parteciperanno a workshop intensivi di regia e drammaturgia. Il secondo modulo è un laboratorio teatrale per apprendere e sperimentare le tecniche di base per l’uso espressivo della voce e del corpo. Il percorso laboratoriale è tenuto da Flora Sarrubbo. Sarrubbo accompagnerà i partecipanti lungo tutto il percorso didattico.

Le iscrizioni dovranno pervenire entro lunedì 16 ottobre attraverso il sito del teatro (www.teatro-bolzano.it) o consegnando il modulo di iscrizione presso gli uffici del Teatro Stabile di Bolzano, Piazza Verdi 40, 39100, Bolzano.

 

Informazioni

Giovani in scena 17-25 ANNI

Destinatari: 20 giovani tra 17 e 25 anni

Monte ore 114

Periodo di svolgimento: dal 23 ottobre al 26 maggio

Saggio fianle: Teatro Comunale (teatro Studio) 25 e 26 maggio 2018

Docente Flora Sarubbo

Luogo di svolgimento: Teatro Comunale di Bolzano e Centro Giovani Vintola18

Iscrizioni: entro lunedì 16 ottobre 2017 on line www.teatro-bolzano.it/formazione

Colloqui di selezione: 18 e 19 ottobre

Quota di iscrizione: € 280 (comprende 12 spettacoli della stagione “La Grande Prosa”)

 

Informazioni e iscrizioni: Tel. 0471 301566, Fax 0471 327525  Teatro Stabile di Bolzano - Piazza Verdi 40, 39100 Bolzano



www.teatro-bolzano.it



 

Teatro Stabile di Bolzano


 

Il Teatro Stabile di Bolzano nasce nel 1950. È, dopo il Piccolo di Milano, il secondo Teatro Stabile d’Italia e la principale istituzione teatrale in lingua italiana dell’Alto Adige.
Da 66 anni opera senza interruzioni sul territorio del Trentino Alto Adige e nei teatri italiani. È riconosciuto e sostenuto dallo Stato fin dalla sua fondazione. I direttori che si sono avvicendati nel corso della lunga storia dell’ente teatrale sono cinque: Fantasio Piccoli, Maurizio Scaparro, Alessandro Fersen, Marco Bernardi e, dal 18 giugno 2015, Walter Zambaldi.

Le finalità istituzionali del TSB sono riconducibili alla produzione, al sostegno e alla diffusione del teatro nazionale d’arte e di tradizione nell’ambito cittadino, provinciale, regionale, nazionale e internazionale e alla ricerca e sperimentazione teatrale attraverso compagnie specializzate e qualificate.

L’attività attuale del TSB si caratterizza per la promozione della drammaturgia italiana contemporanea e per il rischio culturale che ne consegue, con una particolare attenzione e apertura ad autori e registi della scena contemporanea e a testi inediti.

Dal 1999 il TSB ha sede come ente residente nel centro del capoluogo altoatesino presso il Teatro Comunale, progettato dall’architetto Marco Zanuso.

Gli spettacoli in stagione vengono messi in scena presso il T° Comunale, nella Sala Grande e nel T° Studio, e presso il Forum di Bressanone, l’Haus Michael Pacher di Brunico, il T° Puccini di Merano e il T° Comunale di Vipiteno e in prestigiosi teatri nazionali e internazionali.

Oltre agli spettacoli de “La Grande prosa” il Teatro Stabile dà uno spazio particolare alla rassegna “Altri Percorsi”, dedicata alle nuove tendenze del teatro italiano e all’esplorazione del territorio della ricerca più avanzata e del teatro civile.

Il TSB, inoltre, in collaborazione con le intendenze scolastiche italiana, tedesca e ladina della Provincia di Bolzano, progetta e realizza la rassegna, giunta nel 2015 alla XVII edizione, “W il teatro!” dedicata al mondo della scuola, con spettacoli di teatro professionale per l’infanzia e la gioventù distribuiti capillarmente sul territorio.

 

Incompatibilità artistiche determinarono nel 1965 le dimissioni di Piccoli dalla direzione dello Stabile. Terminava un’esperienza comunque positiva: nel lungo periodo di attività era riuscito sia a creare un pubblico attento e affezionato che ad ottenere un certo prestigio nazionale. Gli succedono due attori famosi quali Renzo Ricci (1966-67) e Renzo Giovampietro (1967-68). Sono, questi, anni di grande instabilità.

 iorata la chiusura dal 1980 al ’92 lo Stabile svolge la propria attività sotto la gestione commissariale di Carlo Corazzola che affida a Marco Bernardi, giovane regista già assistente di Scaparro, la nomina di direttore artistico, incarico ricoperto tuttora. Bernardi affronta con attenzione i problemi organizzativi e imprenditoriali ed elabora una programmazione culturale indirizzata alle forze creative del territorio, attenta alla sensibilità del pubblico e alla valorizzazione della produzione degli spettacoli rivolti alla scuola.
Lo Stabile registra un riassestamento del bilancio e una notevole crescita di pubblico (può contare ormai su un consolidato di 120.000 spettatori a stagione). Sostenitore del "teatro di parola", Bernardi inserisce le proprie produzioni all’interno di organici progetti tematici, come quello dedicato alle opere giovanili di Shakespeare e al rapporto tra cinema e teatro ("Coltelli" di Cassavetes in prima europea, "Anni di piombo" della von Trotta e "Provaci ancora Sam" di Allen in prima nazionale), oppure all’attenzione della nuova drammaturgia italiana e tedesca (Cavosi, Sbragia, Giorgi, Fassbinder, Bernhard, Süskind, tra gli autori presentati), all’analisi del teatro del Settecento ("Barbiere di Siviglia" di Beaumarchais, "La Locandiera" di Goldoni, che sarà replicata trecento volte con l’interpretazione di Patrizia Milani e Carlo Simoni), oppure il progetto interdisciplinare e multimediale dedicato al mito di Medea.

 

Vipiteno Teatro Comunale

“La Grande Prosa” – abbonamento a 7 spettacoli

5 in visione al Teatro comunale di Vipiteno
2 in visione al Teatro Comunale di Bolzano
(servizio pullman gratuito)

 

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO Teatro Comunale, lunedì 4 dicembre, h. 20.30

 

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA Teatro Comunale, mercoledì 13 dicembre, h. 20.30

IL NOME DELLA ROSA spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano. Servizio pullman gratuito
domenica 14 gennaio h. 16.00 per gli abbonati di VIPITENO

 

TONI SARTANA E LE STREGHE DI BAGDÀD (LA CATIVÌSSIMA CAPITOLO II) Teatro Comunale, martedì 30 gennaio, h. 20.30

IL PADRE spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano. Servizio pullman gratuito
domenica 4 marzo h. 16.00 per gli abbonati di BRUNICO e VIPITENO

 

CARMEN / BOLERO Teatro Comunale, martedì 17 aprile, h. 20.30

WORDBOX ARENA LO SPETTACOLO CHE HAI DECISO TU Teatro Comunale, mercoledì 23 maggio, h. 20.30

 

 

VENDITA NUOVI ABBONAMENTI ANNUALI e TRIENNALI

presso la cassa del Teatro Comunale, Via Goethe, 1, tel. 0472 760400

 

Venerdì 27 ottobre tutti i tipi di abbonamento dalle 17.00 alle 19.30

Lunedì 4 dicembre tutti i tipi di abbonamento dalle 17.00 alle 19.30.

 

 

Prezzi :

Abbonamento intero poltrona numerata € 55

Abbonamento ridotto poltrona numerata € 45 (terza età oltre 60 anni e gruppi di minimo dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)

Abbonamento giovani under 26 (in omaggio un secondo abbonamento under 26) poltrona numerata € 30

Abbonamento giovani under 20 (in omaggio un secondo abbonamento under 20) poltrona numerata € 20

 

ABBONAMENTI TRIENNALI

 

ABBONAMENTO TRIENNALE

Quest’anno sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a tre stagioni 2017/2018- 2018/2019- 2019/2020 a un prezzo speciale.

Abbonamento platea intero  € 123 anziché € 165 


Abbonamento platea ridotto € 101 anziché € 135

(terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)


Abbonamento giovani under 26 € 67 anziché € 90 (In omaggio un secondo abbonamento under 26)


Abbonamento  giovani under 20 € 45 anziché € 60 (In omaggio un secondo abbonamento under 20)



 

Con l’abbonamento “La Grande Prosa” è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli della Stagione “Altri Percorsi” e "Fuori Abbonamento"  a soli € 6.

L’abbonato riceverà 2 biglietti ridotti validi per l’ingresso al prezzo di € 2,50 a:

    1 spettacolo a scelta tra quelli delle stagioni “La Grande Prosa”, o 1 spettacolo della stagione di prosa del CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara a Trento. La prenotazione del posto dovrà essere effettuata telefonicamente presso il punto informativo del Centro S. Chiara (0461 213834   n. verde 800-013952) aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19.
    1 spettacolo a scelta della rassegna di danza proposte dal CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento al Teatro Comunale di Bolzano.

 

SERVIZIO PULLMAN GRATUITO, si ricorda che questo servizio è riservato ai soli abbonati del Teatro Stabile di Bolzano, sia i posti sul pullman sia le prenotazioni delle poltrone al Teatro Comunale, sono calcolate in base al numero degli abbonati stessi.   

Partenza alle ore 14.00 davanti al Teatro Comunale di Vipiteno. Dopo lo spettacolo gli abbonati verranno riaccompagnati a Vipiteno.


 


Info: Teatro Stabile di Bolzano, Sara Sciortino, 0471 301566

Biglietteria Teatro Comunale
martedì-venerdì 11.00-14.00 e 17.00-19.00 ; sabato 11.00-14.00

tel. 0471 053800  Piazza Verdi 40 Bolzano

Coordinate bancarie intestatario: Fondazione Teatro Comunale c/o Cassa di Risparmio di Bolzano
BIC: CRBZIT2B001  IBAN: IT97 B 06045 11601 000005400000

 

Brunico H. Michael Pacher

“La Grande Prosa” – abbonamento a 7 spettacoli

5 in visione alla Haus Michael Pacher
2 in visione al Teatro Comunale di Bolzano (servizio pullman gratuito)

 

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO H. M. Pacher, lunedì 20 novembre, h. 20.30

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA  H. M. Pacher, giovedì 14 dicembre, h. 20.30

IL NOME DELLA ROSA spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano. Servizio pullman gratuito
domenica 14 gennaio h. 16.00 per gli abbonati di BRUNICO

 

TONI SARTANA E LE STREGHE DI BAGDÀD (LA CATIVÌSSIMA CAPITOLO II) H. M. Pacher, domenica 4 febbraio, h. 20.30

IL PADRE spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano. Servizio pullman gratuito

domenica 4 marzo h. 16.00 per gli abbonati di BRUNICO

 

CARMEN / BOLERO H. M. Pacher, giovedì 19 aprile, h. 20.30

WORDBOX ARENA LO SPETTACOLO CHE HAI DECISO TU
BRUNICO, H. M. Pacher, venerdì 25 maggio, h. 20.30

 

 

VENDITA NUOVI ABBONAMENTI ANNUALI e TRIENNALI

Mercoledì 25 ottobre tutti i tipi di abbonamento dalle 17.00 alle 19.30
Martedì 20 novembre tutti i tipi di abbonamento dalle 17.00 alle 19.30

 

 

ABBONAMENTI ANNUALI

 

Abbonamento intero poltrona numerata € 55

Abbonamento ridotto poltrona numerata € 45 (terza età oltre 60 anni e gruppi di minimo dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)

Abbonamento giovani under 26 (in omaggio un secondo abbonamento under 26) poltrona numerata € 30

Abbonamento giovani under 20 (in omaggio un secondo abbonamento under 20) poltrona numerata € 20

 

 

 

ABBONAMENTI TRIENNALI

Quest’anno sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a tre stagioni 2017/2018- 2018/2019- 2019/2020 a un prezzo speciale.

 

Abbonamento platea intero  € 123 anziché € 165 


Abbonamento platea ridotto € 101 anziché € 135

(terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)


Abbonamento giovani under 26 € 67 anziché € 90 (In omaggio un secondo abbonamento under 26)


Abbonamento  giovani under 20 € 45 anziché € 60 (In omaggio un secondo abbonamento under 20)


Con l’abbonamento “La Grande Prosa” è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli delle Stagione del Teatro Stabile di Bolzano a soli 6 euro

 

L’abbonato riceverà 2 biglietti ridotti validi per l’ingresso al prezzo di € 2,50 a:

    1 spettacolo a scelta tra quelli delle stagioni “La Grande Prosa”, o 1 spettacolo della stagione di prosa del CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara a Trento. La prenotazione del posto dovrà essere effettuata telefonicamente presso il punto informativo del Centro S. Chiara (0461 213834   n. verde 800-013952) aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19.
    1 spettacolo a scelta della rassegna di danza proposte dal CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento al Teatro Comunale di Bolzano.

 

 

 

Info e prevendita : Teatro Stabile di Bolzano, Sara Sciortino Tel. 0471 301566

Info Brunico: Ornella Monteduro, 0474 410059

Info San Candido e Dobbiaco: Sergio Zadra 340 2317038

 

 

Biglietteria Teatro Comunale di Bolzano

martedì-venerdì 11.00-14.00 e 17.00-19.00 ; sabato 11.00-14.00

Info cassa T 0471 053800 I Piazza Verdi 40 Bolzano

Coordinate bancarie intestatario: Fondazione Teatro Comunale c/o Cassa di Risparmio di Bolzano
BIC: CRBZIT2B001  IBAN: IT97 B 06045 11601 000005400000

 

Forum Bressanone

“La Grande Prosa” – abbonamento a 7 spettacoli

5 in visione al Forum Bressanone
2 in visione al Teatro Comunale di Bolzano (servizio pullman gratuito)

 

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO Forum

mercoledì 22 novembre, h. 20.30

 

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA Forum

martedì 20 febbraio, h. 20.30

 

IL NOME DELLA ROSA spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano

sabato 13 gennaio h. 20.30. Servizio pullman gratuito

 

TONI SARTANA E LE STREGHE DI BAGDÀD (LA CATIVÌSSIMA CAPITOLO II)

Forum mercoledì 31 gennaio, h. 20.30

 

IL PADRE spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano.
sabato 3 marzo h. 20.30. Servizio pullman gratuito

CARMEN / BOLERO Forum venerdì 20 aprile, h. 20.30

 

WORDBOX ARENA LO SPETTACOLO CHE HAI DECISO TU Forum lunedì 21 maggio, h. 20.30

 

 

 

VENDITA NUOVI ABBONAMENTI ANNUALI e TRIENNALI 

 

Giovedì 26 ottobre

solo abbonamento interi dalle 15.00 alle 15.30 tutti i tipi di abbonamento dalle 15.30 alle 19.30

Mercoledì 8 novembre tutti i tipi di abbonamento dalle 15.00 alle 19.00

Mercoledì 22 novembre dalle 17.00 alle 20.30

 

NOVITA': Quest’anno sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a tre stagioni 2017/2018- 2018/2019- 2019/2020, assicurandosi così lo stesso posti e turni a un prezzo speciale.

 

 

ABBONAMENTO ANNUALE

Abbonamento intero € 55

Abbonamento ridotto € 45 (terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)

Abbonamento giovani under 26 (in omaggio un secondo abbonamento under 26) poltrona numerata € 30
Abbonamento giovani under 20 (in omaggio un secondo abbonamento under 20) poltrona numerata € 20

 

ABBONAMENTO TRIENNALE

Quest’anno sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a tre stagioni 2017/2018- 2018/2019- 2019/2020 a un prezzo speciale.

Abbonamento platea intero  € 123 anziché € 165 


Abbonamento platea ridotto € 101 anziché € 135

(terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)


Abbonamento giovani under 26 € 67 anziché € 90 (In omaggio un secondo abbonamento under 26)


Abbonamento  giovani under 20 € 45 anziché € 60 (In omaggio un secondo abbonamento under 20)


Con l’abbonamento “La Grande Prosa” è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli delle Stagione del Teatro Stabile di Bolzano a soli 6 euro

 

 

L’abbonato riceverà 2 biglietti ridotti validi per l’ingresso al prezzo di € 2,50 per

  • 1 spettacolo a scelta tra quelli delle stagioni “La Grande Prosa”, o 1 spettacolo della stagione di prosa del CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara a Trento. La prenotazione del posto dovrà essere effettuata telefonicamente presso il punto informativo del Centro S. Chiara (0461 213834   n. verde 800-013952) aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19.
  • 1 spettacolo a scelta della rassegna di danza proposte dal CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento al Teatro Comunale di Bolzano.

Con l’abbonamento “La Grande Prosa” è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli delle altre stagioni del Teatro Stabile di Bolzano a soli € 6.

SERVIZIO PULLMAN GRATUITO RISERVATO AGLI ABBONATI

Si ricorda che questo servizio è riservato ai soli abbonati del Teatro Stabile di Bolzano, sia i posti sul pullman sia le prenotazioni delle poltrone al Teatro Comunale, sono calcolate in base al numero degli abbonati stessi. Dopo lo spettacolo gli abbonati verranno riaccompagnati a Bressanone. .

questi i tre punti di ritrovo a Bressanone:

ore 19,00 davanti all’Agip- Acquarena

ore 19,05 Piazza Università (partenza in pulmann)

ore 19.15 Stazione Fs Bressanone

  

 

Info: Teatro Stabile di Bolzano, Sara Sciortino, 0471 301566, Gianluca Iocolano, 347 8226227

 

 

 

 

Biglietteria Teatro Comunale
martedì-venerdì 11.00-14.00 e 17.00-19.00 ; sabato 11.00-14.00

tel. 0471 053800  Piazza Verdi 40 Bolzano

Coordiante bancarie intestatario: Fondazione Teatro Comunale c/o Cassa di Risparmio di Bolzano
BIC: CRBZIT2B001  IBAN: IT97 B 06045 11601 000005400000

 

 



Merano Teatro Puccini

“La Grande Prosa” – abbonamento a 9 spettacoli

6 in visione a Merano al Teatro Puccini
3 a Bolzano al Teatro Comunale (servizio pullman gratuito riservato agli abbonati)

 

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO (Teatro Puccini) lunedì 27 novembre h. 20.30

 

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA (Teatro Puccini) lunedì 4 dicembre h. 20.30

 

L’ORA DI RICEVIMENTO spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano

venerdì 8 dicembre h. 20.30 per gli abbonati di Merano e domenica 10 dicembre h. 16.00 per gli abbonati di Silandro. Servizio pullman gratuito

 

IL NOME DELLA ROSA spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano

venerdì 12 gennaio h. 20.30 per gli abbonati di Merano e domenica 14 gennaio h. 16.00 per gli abbonati di Silandro. Servizio pullman gratuito

 

TONI SARTANA E LE STREGHE DI BAGDÀD (LA CATIVÌSSIMA CAPITOLO II) (Teatro Puccini) sabato 3 febbraio h 20.30

 

IL PADRE spettacolo in visione al Teatro Comunale di Bolzano

venerdì 2 marzo h. 20.30 per gli abbonati di Merano e domenica 4 marzo h. 16.00 per gli abbonati di Silandro. Servizio pullman gratuito

 

INTRIGO E AMORE (Teatro Puccini) martedì 20 marzo h. 20.30

 

CARMEN / BOLERO (Teatro Puccini) mercoledì 18 aprile h. 20.30

 

WORDBOX ARENA (Teatro Puccini) LO SPETTACOLO CHE HAI DECISO TU  domenica 27 maggio h. 20.30



 

Vendita nuovi abbonamenti ANNUALI e TRIENNALI

Lunedì 23 ottobre solo abbonamenti interi dalle 11.00 alle 11.30 tutti i tipi di abbonamento dalle 11.30 alle 17.00
Mercoledì 15 novembre soli abbonamenti interi dalle 14.00 alle 14.30tutti i tipi di abbonamento dalle 14.30 alle 18.00
Lunedì 27 novembre  tutti i tipi di abbonamento dalle 17.00 alle 20.30

 

 

ABBONAMENTO ANNUALE

Abbonamento intero poltrona numerata € 105

Abbonamento ridotto poltrona numerata € 85 (terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)

Abbonamento giovani under 26 (in omaggio un secondo abbonamento under 26) poltrona numerata € 45
Abbonamento giovani under 20 (in omaggio un secondo abbonamento under 20) poltrona numerata € 30

 

ABBONAMENTO TRIENNALE 

Quest’anno sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a tre stagioni 2017/2018- 2018/2019- 2019/2020 a un prezzo speciale.

 

Abbonamento platea intero anziché € 315 solo € 236  


Abbonamento platea ridotto anziché € 255 solo € 191

(terza età oltre 60 anni, e gruppi minimo di dieci persone appartenenti ad associazioni teatrali, culturali, circoli ricreativi aziendali, scuole, possessori di Carta di Credito e/o Bancomat Cassa di Risparmio, Cristallo Card, Abo “Operetta”, Theaterfreunde VBB, Soci Filmclub, Tessera Arci, Soci Touring Club)


Abbonamento giovani under 26 anziché € 135 solo € 101 (In omaggio un secondo abbonamento under 26)
Abbonamento  giovani under 20 anziché € 90 solo € 67 (In omaggio un secondo abbonamento under 20)

 

 


Con l’abbonamento “La Grande Prosa” è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli delle Stagione del Teatro Stabile di Bolzano a soli 6 euro

 

 

L’abbonato riceverà 2 biglietti ridotti validi per l’ingresso al prezzo di € 2,50 a:

  • 1 spettacolo a scelta tra quelli delle stagioni “La Grande Prosa”, o 1 spettacolo della stagione di prosa del CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara a Trento. La prenotazione del posto dovrà essere effettuata telefonicamente presso il punto informativo del Centro S. Chiara (0461 213834   n. verde 800-013952) aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19.
  • 1 spettacolo a scelta della rassegna di danza proposte dal CSC - Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento al Teatro Comunale di Bolzano.

 

SERVIZIO PULLMAN GRATUITO RISERVATO AGLI ABBONATI

Si ricorda che questo servizio è riservato ai soli abbonati del Teatro Stabile di Bolzano, presentarsi al pullman con il biglietto dello spettacolo, i posti sul pullman e le prenotazioni delle poltrone al Nuovo Teatro Comunale, sono calcolate in base al numero degli abbonati stessi.

Orari di ritrovo:

ore 19:30 Ritrovo in via Piave, 8

ore 19:40 Partenza in pullman per Bolzano

ore 20:10 Arrivo al Teatro Comunale di Bolzano in PIazza Verdi, 40

Dopo lo spettacolo gli abbonati verranno riaccompagnati al Teatro Puccini di Merano.

 

Vendita abbonamenti presso la cassa del Teatro Puccini, Piazza Teatro, 2

 

Info: Teatro Stabile di Bolzano, Irene Vitulo, 0471 301566, Ruggero Vezzali 327 9991889 per Silandro, info e prenotazioni Prof. Leonardo Pellissetti 0473 621212 - 349 6029116

 

Con l'abbonamento di Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno si possono vedere tutti gli spettacoli delle altre Stagioni del Teatro Stabile di Bolzano a soli € 6. Inoltre per assistere agli spettacoli in abbonamento nelle date delle altre stagioni è necessario effettuare il cambio del biglietto al costo di € 3, presentandosi alla cassa del teatro prescelto il giorno dello spettacolo.

 

 

Biglietteria Teatro Comunale
martedì-venerdì 11.00-14.00 e 17.00-19.00 ; sabato 11.00-14.00

tel. 0471 053800  Piazza Verdi 40 Bolzano

Coordinate bancarie intestatario: Fondazione Teatro Comunale c/o Cassa di Risparmio di Bolzano
BIC: CRBZIT2B001  IBAN: IT97 B 06045 11601 000005400000

 

L' officina - Storia di una famiglia

Famiglia e lavoro: un’epopea lunga 80 anni

di Angela Demattè
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Angela Demattè

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO /

CSC- CENTRO SERVIZI CULTURALI S.CHIARA TRENTO 

 

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48 officina

Angela Demattè e

Andrea Castelli

 

Una storia legata alla terra d’origine: dopo il successo di pubblico e di critica di Avevo un bel pallone rosso, spettacolo prodotto dallo Stabile di Bolzano vincitore del Premio Riccione 2009 e finalista ai Palmares du theatre 2013 in Francia, Angela Demattè, giovane attrice e drammaturga, porta nuovamente in scena un testo ambientato in Trentino, luogo dove è nata e cresciuta. Questa volta non è più la “grande” storia a interessarla, ma una vicenda “piccola”, particolare. E'  la storia di una famiglia di artigiani in un paese del Trentino, dal 1926 ai giorni nostri. Ancora una volta un progetto rischioso, poiché l’autrice si assume la responsabilità di cercare di parlare in modo concreto e non ideologico del tema più stringente del momento: il lavoro e i suoi mutamenti nell’arco di quasi novant’anni.

A dirigere questa “materia” problematica sarà Carmelo Rifici, regista che da sempre persegue un progetto di ricerca teatrale su snodi importanti della storia contemporanea, giunto alla sua terza collaborazione con lo Stabile dopo le belle prove di Avevo un bel pallone rosso e La rosa bianca.

In questo nuovo spettacolo si parla con schiettezza delle relazioni affettive e anaffettive di ciò che chiamiamo “famiglia”. Si parla però, con la stessa importanza e altrettanto tecnicamente, del lavoro quotidiano. I due temi si intrecciano in modo imprescindibile ed è proprio questo l’aspetto più interessante della vicenda. èla storia del bisnonno Giuseppe e di suo figlio Federico. Del fascismo, della guerra, del boom economico. E' la storia di Giuseppe e dei suoi figli Matteo e Roberto. Degli anni ‘80 e della crisi. Tutto legato a quell’officina di fabbro sotto casa che gli uomini amano come si ama un’amante. Ed è anche la storia delle donne di casa, Maria, Caterina, Marta, Anna, Sonia, Elena. Anch’esse legate a quel ferro, a quel lavoro. La storia di come ci si inventava il lavoro, di come si pagavano le tasse e di come si pagano ora. Di come si trattavano i figli e di come si custodivano i mariti. Di quello che è cambiato e di ciò che non è cambiato per nulla. Dell’uomo artigiano. L’autrice attinge a piene mani alla sua vicenda familiare fino a mettere in scena la maschera di se stessa, ma riesce a rispecchiare in questa piccola epopea domestica le inquietudini, le gioie, le fatiche di un intero popolo. Soprattutto quell’inconfessato peccato (o necessità?) che si chiama lavoro.

L’officina – Storia di una famiglia è uno spettacolo progettato e realizzato dal Teatro Stabile di Bolzano e dal CSC - Centro Servizi Cultu-rali S. Chiara di Trento, nell’ambito della nuova collaborazione che vede le due più importanti istituzioni teatrali del Trentino-Alto Adige lavorare insieme per la costruzione di una tradizione di drammaturgia del terri-torio che contribuisca a una nuova lettura della realtà storica e sociale della nostra terra. 

 


 

BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio)
Da giovedì 14 novembre a domenica 1 dicembre (con esclusione dei giorni 18, 19,20, 25,26,27 
novembre) h. 20.30 (domenica h. 16.00)

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VIPITENO: Teatro Comunale

lunedì 2 dicembre h 20.30

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MERANO: Teatro Puccini
martedì 3 diecmebre h 20.30

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BRUNICO: Haus Michael Pacher
mercoledì 4 dicembre h. 20.30

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BRESSANONE: Forum
giovedì 5 dicembre h 20.30

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La Rosa Bianca

Un gruppo di studenti contro Hitler, emblema della ribellione non violenta

di Lillian Groag
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Irene Villa, Alessio Genchi

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

pag 31 IMG 1626 LA ROSA BIANCA VILLA CASTELLIIrene Villa, Andrea Castelli

 

 

Ripercorre con fedeltà l’episodio storico il testo della drammaturga statunitense Lillian Groag, datato 1991 e finora mai rappresentato in Italia: il Teatro Stabile di Bolzano ne ha affidato l’allestimento a Carmelo Rifici, regista della nuova generazione ormai ampiamente affermato, che firma una regia riuscita ed equilibrata. Lasciando parla-re la vicenda storica e le idee che ispirarono l’agire degli studenti, lo spettacolo non nasconde i momenti di ingenuità, sconforto, spontaneità della scelta di quei giovani e, proprio per questo, ci restituisce la loro umanità, la sincerità disarmante, la deter-minazione.

Paolo Bignamini / Il Sole 24 ore.com

 

Il dramma dell’americana Groag, interpretato da un gruppo di giovani con la regia di Carmelo Rifici, racconta la straordinaria resistenza al nazismo di un movimento formato da studenti universitari capitanati da due fratelli, Hans e Sophie Scholl, che presero coscienza della devastazione morale e culturale del nazismo, opponendovisi con le uniche armi a loro disposizione nel ’42-43: il coraggio, le macchine per scrivere, i volantini e le idee politiche chiare. Una lezione di libertà e di Storia.

 

Magda Poli / Corriere della Sera

 
Un nome quello di Sophie Scholl, che non può cadere nell’oblio. E che la drammatur-ga americana Lillian Groag ha contribuito a tener vivo con un lavoro, La Rosa Bianca appunto. Un testo carico di forza drammatica, mai rappresentato in Italia, ce lo fa co-noscere lo Stabile di Bolzano affidandone la messinscena a Carmelo Rifici. A cui va dato merito per il rigore e la lucidità con cui tutto viene esposto; anche per la buona resa degli attori. 

Domenico Rigotti / Avvenire

 

Andrea Castelli cesella un personaggio complesso, scava la sua interiorità, evidenziaambiguità e contraddizioni fra umanità e durezza di ruolo. Irene Villa disegna Sophie con sensibilità espressiva e abilità gestuale, una ragazza semplice, mossa da fede religiosa e non dalla politica: è un dolente calvario vissuto con umana e commossa passione, rabbia e malinconia, mai con rassegnazione. L’impostazione corale della regia di Rifici evidenzia le doti artistiche degli altri giovani interpreti, impegnati in ruoli contrapposti.

Massimo Bertoldi / Alto Adige


L’impegno del Teatro Stabile di Bolzano nel produrre drammaturgia contemporanea dagli alti contenuti civili e ideali ha raccolto un nuovo, positivo riscontro. Impeccabili i giovani attori, interpreti degli idealisti ragazzi di Monaco, a partire da Irene Villa, capace di cogliere ogni articolata sfaccettatura del carattere di Sophie Scholl e da Alessio Genchi nei panni del fratello Hans, che restituisce al meglio l’archetipo di un irreprensibile e utopista ragazzo tedesco del tempo.

 Claudia Gelmi / Corriere del Trentino

 

 

BOLZANO, Teatro Comunale di Gries 

sabato 5 aprile ore 20.30 ACQUISTA

domenica 6 aprile ore 16.00 ACQUISTA

 

BRESCIA, Teatro Sociale, dal 10 al 13 aprile

 

 

 

 

 

 

Forse tornerai dall'estero

Un atto d'amore per la città di Bolzano

di Andrea Montali
regia Leo Muscato
scene e costumi Barbara Bessi
light designer Alessandro Verazzi

con Andrea Castelli 

con Giulio Baraldi, Gaia Insenga, Silvia Giulia Mendola,

Fabrizio Martorelli, Alberto Onofrietti

 

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

montali

Andrea Montali

Forse tornerai dall'estero è il testo di esordio nel mondo teatrale di Andrea Montali, giovane scrittore bolzanino, che a Bolzano vive e ambienta i suoi racconti e i suoi romanzi. E' il caso della raccolta di racconti Anime sole in autobus sovraffollati (Travenbooks) e del romanzo breve Ho letto il tuo diario (Alpha Beta) e anche di questa inedita commedia, ambientata nei bar della città, in Piazza delle Erbe e sui prati del Talvera. Uno spettacolo nato da una crescente passione per il teatro e da un'intensa collaborazione con il direttore dello Stabile Marco Bernardi: tre anni di confronto e di studio hanno portato a questo testo vivo, a volte surreale e tragicomicamente realistico, ambientato principalmente in un bar di periferia. "Non importa molto di quale periferia si tratti, in quanto è un
locale immaginifico dove, oltre ai videopoker, troviamo ancora un jukebox. Comunque siamo in Italia, nello specifico a Bolzano. Nella seconda decade del terzo millennio" chiarisce Montali. Ed è proprio il rock delle band del duemila a scandire la vita nel bar di Emanuele, ovvero un luogo di aggregazione animato da "una fauna" pittoresca e vitale che consuma la propria esistenza davanti o dietro al bancone. La pièce si svolge in un lasso di tempo circoscritto a cinque giorni d'estate, durante i quali c'è chi decide di andare via, chi è già andato, chi ama, chi tradisce, chi sogna e chi non ce la fa più: come Virginio, pensionato alcolizzato che osserva la vicenda e vorrebbe farne parte, ma è relegato dagli altri personaggi a ruolo di archetipo da non imitare. O come Maurizio, barista ventottenne che, dopo l'ennesima delusione, decide di uscire di scena. Ma c'è anche chi sceglie di affrontare il proprio destino e lo fa con in grembo un figlio. Quello di Montali è un sanguigno e sentito tributo alla giovinezza, a quel periodo della vita in cui presente e futuro dovrebbero essere a portata di mano. "I personaggi non sono tutti giovani, per fortuna" prosegue l'autore. "Stiamo scrivendo delle vicende di un bar dove ci si confronta (spesso per sempre) con se stessi e con personaggi che hanno da insegnarti (perlomeno raccontarti) qualcosa. Non sempre vicende che hanno per palcoscenico questi contesti hanno un lieto fine, la storia ce lo insegna, ma tant'è. Mi rivolgo quindi a chi si trova davanti al bivio: crescere o non crescere a quindici, venti, trenta, a volte di più anni. Me lo dice la mia piccola esperienza, e un po' mi fido. Il testo inoltre è un atto d'amore per la città in cui sono nato e cresciuto: Bolzano. Non ne ho conosciute altre, ho solo questa e le voglio bene. Fino al giorno in cui, forse, tornerò dall'estero pure io." A dirigere quest'opera prima sarà Leo Muscato, uno dei registi più eclettici e versatili della sua generazione, che inaugura la sua collaborazione con lo Stabile bolzanino. Capace di affrontare con competenza, profondità e sensibilità il registro comico e il drammatico, l'attività di Muscato spazia dai grandi classici ai testi contemporanei, come "Due di noi", commedia di Michael Frayn con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi o "Tutto su mia madre" di Samuel Adamson, tratto dal film di Pedro Aldomovar, interpretato da Elisabetta Pozzi.


BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio)
Da giovedì 2 a domenica 19 maggio h. 20.30 (domenica h. 16.00)

 

(con esclusione dei giorni 6, 7, 8, 13, 14, 15 maggio) 

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TRENTOTeatro Cuminetti, martedì 21 maggio 2013

http://www.boxol.it/PrimiAllaPrima/IT/Errore.aspx?E=55222





Sacrificio

dall'omonimo romanzo di Giacomo Sartori
adattamento teatrale Giacomo Sartori
regia Elena Galvani e Jacopo Laurino

 

STRADANOVA – PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – CENTRO
SERVIZI CULTURALI SANTA CHIARA – COORDINAMENTO TEATRALE
TRENTINO – CO.F.AS

 

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Diego, Katia, Frank, Roberto, Anna, Marta, Aldo: un gruppo di ragazzi in una valle secondaria del Trentino. Un Trentino meno conosciuto di quello dei dépliant turistici. Una terra più oscura, affascinante, che ha una sua grandiosità tragica e primordiale, in cui le vicende quotidiane assumono l'aria di un mito arcaico. Diego fa il guardiaparco, vorrebbe che il bracconaggio fosse sgominato, che il nuovo direttore del parco s'imponesse sui potentati degli impianti a fune. Marta si batte per fare andare avanti il suo malandato allevamento di trote ereditato dal padre alcolizzato. Ma le notti sono tutte uguali e dopo il lavoro non rimane che ubriacarsi fino a non stare più in piedi. Soprattutto in un inverno così diverso dagli altri, un inverno senza neve. Un inverno di pioggia e muffe. Un inverno senza Andrea, morto cercando di attraversare con il suo scassato fuoristrada un torrente in piena. L'acqua scura e gelida del torrente ha riempito i polmoni di Andrea, ha annegato l'entusiasmo di Diego, ha fatto ammalare le trote di Marta. Andrea è morto per gioco, e il gioco della vita si fa sempre più violento. Violenta la passione di Katia, che si è appena sposata con Diego, per il biondo bello e tenebroso che le fa la posta seduto al bancone del bar. Violenta l'amicizia, violenta la gelosia, violento il sesso, violenti i sogni struggenti di un futuro più felice. Dal romanzo omonimo di Giacomo Sartori, scrittore trentino che divide la sua vita tra Parigi e Trento, una drammaturgia inedita, scritta appositamente per il Progetto Sacrificio, guidato da Elena Galvani e Jacopo Laurino, giovani registi fondatori della compagnia Stradanova. Sono storie scomode, quelle che Sartori tratteggia nei suoi romanzi: da Tritolo, ispirato al serial killer meranese Gamper, un racconto sull'Alto Adige rurale che sta dietro le immagini da cartolina, a Cielo Nero, la sua opera più recente dedicata agli ultimi giorni di vita di Galeazzo Ciano. Storie dure e realmente accadute, come quella raccontata da Sacrificio, ispirato a un delitto avvenuto pochi anni fa sulle rive di un lago della nostra regione. Ed è proprio a questa storia che 7 giovani attori - selezionati attraverso una campagna di provini in tutto il Trentino - daranno anima e corpo, affiancati da professionisti dello spettacolo. Un cast particolarissimo che consentirà ai giovani talenti di vivere un'esperienza di crescita artistica unica. Un filo rosso lega il progetto Sacrificio alle iniziative del Teatro Stabile dedicate alle nuove generazioni: dal saggio del corso Giovani in scena, allo spettacolo Forse tornerai dall'estero di Andrea Montali, che dopo le repliche bolzanine verrà presentato a Trento nell'ambito del cartellone del Centro S. Chiara. Due spettacoli, due testi, due progetti dedicati ai giovani che si "incrociano", tratteggiando rispettivamente il profilo di una gioventù urbana e rurale: due ritratti speculari delle nuove generazioni.

 
 
BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio)
mercoledì 29 maggio h. 20.30

La Rosa Bianca

Un gruppo di studenti contro Hitler, emblema della ribellione non violenta

di Lillian Groag
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Irene Villa, Alessio Genchi

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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pag 31 IMG 1626 LA ROSA BIANCA VILLA CASTELLIIrene Villa, Andrea Castelli

 

 

Ripercorre con fedeltà l’episodio storico il testo della drammaturga statunitense Lillian Groag, datato 1991 e finora mai rappresentato in Italia: il Teatro Stabile di Bolzano ne ha affidato l’allestimento a Carmelo Rifici, regista della nuova generazione ormai ampiamente affermato, che firma una regia riuscita ed equilibrata. Lasciando parla-re la vicenda storica e le idee che ispirarono l’agire degli studenti, lo spettacolo non nasconde i momenti di ingenuità, sconforto, spontaneità della scelta di quei giovani e, proprio per questo, ci restituisce la loro umanità, la sincerità disarmante, la deter-minazione.

Paolo Bignamini / Il Sole 24 ore.com

 

Il dramma dell’americana Groag, interpretato da un gruppo di giovani con la regia di Carmelo Rifici, racconta la straordinaria resistenza al nazismo di un movimento formato da studenti universitari capitanati da due fratelli, Hans e Sophie Scholl, che presero coscienza della devastazione morale e culturale del nazismo, opponendovisi con le uniche armi a loro disposizione nel ’42-43: il coraggio, le macchine per scrivere, i volantini e le idee politiche chiare. Una lezione di libertà e di Storia.

 

Magda Poli / Corriere della Sera

 
Un nome quello di Sophie Scholl, che non può cadere nell’oblio. E che la drammatur-ga americana Lillian Groag ha contribuito a tener vivo con un lavoro, La Rosa Bianca appunto. Un testo carico di forza drammatica, mai rappresentato in Italia, ce lo fa co-noscere lo Stabile di Bolzano affidandone la messinscena a Carmelo Rifici. A cui va dato merito per il rigore e la lucidità con cui tutto viene esposto; anche per la buona resa degli attori. 

Domenico Rigotti / Avvenire

 

Andrea Castelli cesella un personaggio complesso, scava la sua interiorità, evidenziaambiguità e contraddizioni fra umanità e durezza di ruolo. Irene Villa disegna Sophie con sensibilità espressiva e abilità gestuale, una ragazza semplice, mossa da fede religiosa e non dalla politica: è un dolente calvario vissuto con umana e commossa passione, rabbia e malinconia, mai con rassegnazione. L’impostazione corale della regia di Rifici evidenzia le doti artistiche degli altri giovani interpreti, impegnati in ruoli contrapposti.

Massimo Bertoldi / Alto Adige


L’impegno del Teatro Stabile di Bolzano nel produrre drammaturgia contemporanea dagli alti contenuti civili e ideali ha raccolto un nuovo, positivo riscontro. Impeccabili i giovani attori, interpreti degli idealisti ragazzi di Monaco, a partire da Irene Villa, capace di cogliere ogni articolata sfaccettatura del carattere di Sophie Scholl e da Alessio Genchi nei panni del fratello Hans, che restituisce al meglio l’archetipo di un irreprensibile e utopista ragazzo tedesco del tempo.

 Claudia Gelmi / Corriere del Trentino

 

 

sabato 5 aprile ore20.30 ACQUISTA

domenica 6 aprile ore 16.00 ACQUISTA

 

 

Spettri

di Henrik Ibsen
traduzione Franco Perrelli
elaborazione drammaturgica Letizia Russo
regia Cristina Pezzoli
scene Giacomo Andrico
costumi Rosanna Monti
con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Alvise Battain,

Fausto Paravidino, Valentina Brusaferro


TEATRO STABILE DI BOLZANO 

 

 

DSC 1899 spettri paravidino milani simoni mediumFausto Paravidino, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

 

Come nei grandi miti della tragedia greca, in Spettri si mescolano incesto, follia, verità terribili dopo anni di menzogna. L'ambientazione però è quella di un'allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante, proprio come l'animo dei personaggi, da una pioggia battente. Un luogo in cui il sole e il calore arrivano inutilmente e sempre troppo tardi. Quello di Ibsen è un realismo che svela l'ipocrisia della morale borghese, fondata sul perbenismo e sulla religiosità di facciata, che ha radicalmente cambiato la prospettiva del teatro europeo del diciannovesimo secolo. Scritta nel 1881 e rappresentata per la prima volta all'Aurora Turner Hall di Chicago il 20 maggio 1882, Spettri è una denuncia coraggiosa che fece bandire la pièce per molti anni dai palcoscenici norvegesi. Questo capolavoro unisce agli splendori della tragedia classica le concezioni moderne più alte e più ardite del teatro psicologico e del dramma di idee. Ancora una volta, come in Casa di bambola, Ibsen finge di muoversi unicamente entro l'orizzonte della problematica sociale, degli attacchi anticonformistici alla famiglia borghese, alla morale dominante del tempo. Invece, con un gusto clandestino che fu colto quasi subito dai lettori e dagli spettatori più attenti, da Maeterlinck a Rilke, da Freud a Groddeck, l'indagine si allarga nella descrizione impietosa di un'umanità notturna, sinistra, si sposta a un livello più interno, si esprime nello scavo intrepido della psiche umana, dei mostri dell'inconscio individuale. I personaggi si dibattono nella rete delle intime contraddizioni, poiché i peggiori nemici della propria grandezza risiedono dentro di loro. Realtà e dimensione onirica, mistero e simbolismo sembrano fondersi sulla scena di questo dramma, in cui gli "spettri" del dissoluto ciambellano Alving e della cameriera Regina, aleggiano nelle tormentate vite di Helene e di Osvald Alving. Ingombranti e oscure presenze che per la moglie e il figlio del dignitario, rappresentano un passato che non può essere cancellato, quella parte di destino a cui si è costretti a sottostare. Tradotta da Franco Perrelli, questa nuova edizione, messa a punto drammaturgicamente da Letizia Russo e diretta da una regista rigorosa e profonda come Cristina Pezzoli, è interpretata da attori di collaudata qualità come Patrizia Milani, Carlo Simoni e Alvise Battain. Accanto a loro Fausto Paravidino, uno dei talenti più interessanti della nuova scena italiana e la giovane Valentina Brusaferro. Due generazioni teatrali a confronto in una sfida interpretativa con uno dei testi fondamentali della moderna drammaturgia europea.

ROMA: Teatro Vittoria dal 19 febbraio al 3 marzo
FORLI': Teatro Fabbri, dal 7 al 10 marzo
TRIESTE: Teatro Rossetti, dal 12 al 14 marzo

Exit 

 


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli,

Davide Lorino, Angelica Leo

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

 

  EXIT PRime 0318 mediumSara Bertelà, Nicola Pannelli, Angelica Leo

 

"Alcune coincidenze portano al nord. Stavo vedendo uno spettacolo di Jon Fosse, il titolo è 'E la notte canta', Jon Fosse è uno scrittore Norvegese che mi piace molto e non mi assomiglia per niente, mi piace molto da tanto tempo, la sua pièce incominciava benissimo. Io copio spesso, così, per cominciare, poi vado avanti come mi viene. Quella volta era Jon Fosse. Sono tornato a casa e ho cominciato nello stesso modo: c'è un uomo che legge, una donna che lo guarda e che dopo un po' gli chiede cosa legge o qualcosa del genere. Si scopre che sono una coppia e che c'è qualcosa che non va. Da lì in poi è tutto diverso. È andata che ho cercato di aiutare questa coppia a capire cosa c'era che non andava ed è una cosa che non è mai facile da capire. C'entrano un sacco di cose: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia, nel loro caso persino una storia di calzini. Mi sono divertito a conversare con loro. Il primo atto è così: loro un po' si parlano e un po' parlano al pubblico (che al momento di scrivere ero solo io). Poi c'è un altro atto tutto diverso. La loro storia non funziona più e allora quei due cercano se stessi fuori di casa, così facciamo la conoscenza con altri due personaggi. Terzo atto: resa dei conti. Resa dei conti non nel senso di vendette, nel senso drammaturgico, i conti devono tornare, quel che s'è seminato si deve raccogliere, se c'è un fucile in scena prima della fine sparerà... quelle cose lì. Qui fucili non ce n'è, ci sono i calzini, ci sono un sacco di gelati, c'è la politica, il vino, Woody Allen, l'Iraq, i figli, il non averne... " Così Fausto Paravidino descrive Exit, la sua nuova commedia che verrà messa in scena in prima assoluta dallo Stabile di Bolzano. Un legame lungo e duraturo unisce l'autore trentacinquenne, apprezzato in Italia e all'estero, con l'istituzione bolzanina: nato nel 2000 grazie alla messa in scena di Due fratelli, testo che si aggiudicò il Premio Tondelli, si è dipanato nel corso di un decennio fino ad approdare nel 2009 a La malattia della famiglia M, fortunata produzione che ha visto Paravidino nei panni di autore, regista e attore. Sempre per la sua regia, lo stesso spettacolo ha debuttato quest'anno alla Comedie Française di Parigi, il teatro nazionale di Francia, una delle istituzioni più prestigiose d'Europa. Exit è una pièce delicata e divertente: sarà sempre Paravidino a dirigerla. A interpretarla Sara Bertelà e Nicola Pannelli.

 

 

RUBIERA (RE): Corte Ospitale 2 febbraio

ROMA: Piccolo Teatro Eliseo Patroni Griffi dal 5 al 24 febbraio
MILANO:
Teatro Elfo Puccini dal 27 febbraio al 10 marzo
BRESCIA:
Teatro Sociale Ctb  11 e 12 marzo
VENEZIA:
Teatro Carlo Goldoni dal 13 al 15 marzo
SAN DANIELE (UD): Teatro Comunale sabato 16 marzo
BARLETTA: Teatro Comunale dal 22 al 24 marzo
MODENA:
 Teatro delle Passioni dal 4 al 6 aprile
GENOVA:
Teatro Duse dal 9 al 14 aprile

Exit 

 


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli,

Davide Lorino, Angelica Leo

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

 

EXIT PRime 0318 mediumSara Bertelà, Nicola Pannelli, Angelica Leo

 

"Alcune coincidenze portano al nord. Stavo vedendo uno spettacolo di Jon Fosse, il titolo è 'E la notte canta', Jon Fosse è uno scrittore Norvegese che mi piace molto e non mi assomiglia per niente, mi piace molto da tanto tempo, la sua pièce incominciava benissimo. Io copio spesso, così, per cominciare, poi vado avanti come mi viene. Quella volta era Jon Fosse. Sono tornato a casa e ho cominciato nello stesso modo: c'è un uomo che legge, una donna che lo guarda e che dopo un po' gli chiede cosa legge o qualcosa del genere. Si scopre che sono una coppia e che c'è qualcosa che non va. Da lì in poi è tutto diverso. È andata che ho cercato di aiutare questa coppia a capire cosa c'era che non andava ed è una cosa che non è mai facile da capire. C'entrano un sacco di cose: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia, nel loro caso persino una storia di calzini. Mi sono divertito a conversare con loro. Il primo atto è così: loro un po' si parlano e un po' parlano al pubblico (che al momento di scrivere ero solo io). Poi c'è un altro atto tutto diverso. La loro storia non funziona più e allora quei due cercano se stessi fuori di casa, così facciamo la conoscenza con altri due personaggi. Terzo atto: resa dei conti. Resa dei conti non nel senso di vendette, nel senso drammaturgico, i conti devono tornare, quel che s'è seminato si deve raccogliere, se c'è un fucile in scena prima della fine sparerà... quelle cose lì. Qui fucili non ce n'è, ci sono i calzini, ci sono un sacco di gelati, c'è la politica, il vino, Woody Allen, l'Iraq, i figli, il non averne... " Così Fausto Paravidino descrive Exit, la sua nuova commedia che verrà messa in scena in prima assoluta dallo Stabile di Bolzano. Un legame lungo e duraturo unisce l'autore trentacinquenne, apprezzato in Italia e all'estero, con l'istituzione bolzanina: nato nel 2000 grazie alla messa in scena di Due fratelli, testo che si aggiudicò il Premio Tondelli, si è dipanato nel corso di un decennio fino ad approdare nel 2009 a La malattia della famiglia M, fortunata produzione che ha visto Paravidino nei panni di autore, regista e attore. Sempre per la sua regia, lo stesso spettacolo ha debuttato quest'anno alla Comedie Française di Parigi, il teatro nazionale di Francia, una delle istituzioni più prestigiose d'Europa. Exit è una pièce delicata e divertente: sarà sempre Paravidino a dirigerla. A interpretarla Sara Bertelà e Nicola Pannelli.

 

 

RUBIERA (RE): Corte Ospitale 2 febbraio

ROMA: Piccolo Teatro Eliseo Patroni Griffi dal 5 al 24 febbraio
MILANO:
Teatro Elfo Puccini dal 27 febbraio al 10 marzo
BRESCIA:
Teatro Sociale Ctb  11 e 12 marzo
VENEZIA:
Teatro Carlo Goldoni dal 13 al 15 marzo
SAN DANIELE (UD): Teatro Comunale sabato 16 marzo
BARLETTA: Teatro Comunale dal 22 al 24 marzo
MODENA:
 Teatro delle Passioni dal 4 al 6 aprile
GENOVA:
Teatro Duse dal 9 al 14 aprile

Tournée

I vicini

Le nostre paure al centro della nuova commedia di Fausto Paradivino

novità di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino

scene Laura Benzi 

costumi Sandra Cardini 

luci Lorenzo Carlucci 

musiche Enrico Melozzi

con Fausto Paravidino, Iris Fusetti,

Davide Lorino, Monica Samassa,

Sara Putignano 

 

 

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

I VICINI 0977 donnewIris Fusetti, Sara Putignano

 

I vicini”  è il nuovo testo di Fausto Paravidino che, ancora una volta, è stato presentato in scena in prima mondiale a Bolzano, in una produzione del Teatro Stabile.
Diretto e interpretato dallo stesso autore, affiancato in scena da Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano, “I vicini” è uno spettacolo sulle nostre paure. Sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. Sulle nostre paure reali che spesso sono le nostre paure immaginarie. In un’atmosfera rarefatta e sospesa, due giovani coppie si incontrano e si scontrano tra le mura domestiche.
«Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo. Cercando di non farsi sentire va a guardare dallo spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto. Quando Greta torna a casa glielo dice, mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. La vicina che c’era prima di morire. E’ un sogno? No. È un fantasma?
Se non è viva e non è un sogno si suppone che sia un fantasma. Lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono, non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini, ovvero Chiara e suo marito, non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare. Lei ha sempre più paura, lui ne ha sempre meno, ormai lui va d’accordo coi vicini, si vedono di nuovo. I vicini sono molto cambiati. In peggio. Perché?  Una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro.»
Casa, famiglia, coppia, intrecciate nelle tensioni della nostra realtà quotidiana, sono i temi attorno ai quali si dipana la commedia umana di questo giovane e allo stesso tempo straordinariamente maturo uomo di teatro. Paravidino, con la sua vena inesauribile di autore raffinato e interprete sensibile, riesce a farci ridere e piangere di noi stessi in un rito liberatorio che ci riporta al senso originario del teatro stesso. Le scene sono di Laura Benzi, i costumi di Sandra Cardini, le luci di Lorenzo Carlucci e le musiche di Enrico Melozzi.
Un legame lungo e duraturo unisce l’autore apprezzato in Italia e all’estero con il Teatro Stabile di Bolzano: questo legame nato nel 2000 grazie alla messa in scena di “Due fratelli”, testo che si aggiudicò il Premio Tondelli, si è dipanato nel corso di un decennio fino ad approdare nel 2009 a “ La malattia della famiglia M”, fortunata produzione che ha visto Paravidino nei panni di autore, regista e attore. Sempre per la sua regia, lo stesso spettacolo ha debuttato nel 2011 alla Comedie Française di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose d’Europa.


 

MEZZOLOMBARDO: Teatro S. Pietro, 31 gennaio

ROVERETO:  Teatro Zandonai, 2 febbraio

MILANO: Teatro Elfo Puccini, dal 4 al 15 febbraio

CREMA: Teatro San Domenico, 16  febbraio 

BOLZANO: Teatro Cristallo 18 e 19 febbraio 

CHIUSI: Teatro Mascagni, 3 marzo

TRIESTE: Teatro Rossetti, dal 6 all' 8 marzo

 

 

 Guarda la fotogallery / credit Mario D'Angelo

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La brocca rotta

La più bella commedia del teatro tedesco

di Heinrich von Kleist
traduzione Cesare Liev
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
luci Lorenzo Carlucci
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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48 la brocca rottaPatrizia Milani, Paolo Bonacelli, Carlo Simoni

 

Questa commedia nasce da una scommessa, da un gioco: e poche volte un’opera d’arte ha portato così evidenti, anche al suo interno, i segni del gioco e della scommessa. Fu in Svizzera nel 1802 che Kleist e i suoi amici Wieland e Zschokke decisero di trarre una commedia, una satira e un racconto da un’incisione di Le Veau intitolata La cruche cassée. Wie-land rinunciò all’esecuzione del suo progetto, Zschokke mise insieme un mediocre racconto, mentre Kleist, leggendo con acume ispirato le fisio-nomie e i gesti di quella piccola gente in ambiente fiammingo-olandese, ne trasse la più bella e sostanziosa commedia di tutto il teatro tedesco. Che l’autore non ci vedesse solo un’occasione di riso disimpegnato ri-sulta evidente a chiunque conosca la radicale tragicità e problematicità dell’opera di Kleist.

Adamo, il giudice del villaggio è parente dei vecchi semidei osceni e bef-fardi dal piede caprino, dalla coda villosa, dalle corna di becco, dall’ap-pendice erotica spropositata. Così come certi servi della commedia plautina, come gli Zanni della Commedia dell’Arte, come quasi tutti i per-sonaggi del Ruzante, il Falstaff di Shakespeare, l’Ubu Roidi Jarry. Commedia della piccineria umana, infestata da superstizione e corruzio-ne: la si potrebbe leggere tutta come una parodia del potere, per questa volta senza niente di cruento o irrimediabile. Il nucleo della Brocca rottaè Adamo con le sue infinite risorse di menti-tore e con quella fuga finale per i campi innevati, sotto gli occhi di tutti, la parrucca, antiquato simbolo di un’autorità abusiva e coperta di vergo-gna, che gli sbatte sulla schiena. 

Dal punto di vista artistico La brocca rottaè l’opera perfetta di Kleist. Il progressivo districarsi del nodo degli equivoci, nella parte culminante e conclusiva, qui non stona e non disturba come nelle sue tragedie, ma anzi conferisce alla commedia una magnifica struttura e uno sviluppo ascendente unitario.

Un esercizio perfetto, che ha illuso ed estasiato ge-nerazioni di amatori. Qui l’autore volle costruire nel suo “astratto furore” una commedia, forse per distrarsi dal troppo duro impegno tragico, e la costruì limpida e salda, a regola d’arte, esemplare. Dopo il successo del Malato immaginariodi Molière, Marco Bernardi diri-ge con lo stesso cast, guidato da Paolo Bonacelli, Patrizia Milani e Carlo Simoni, la più bella commedia della letteratura teatrale tedesca.


BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande) dal 7 all'10 novembre 

GENOVA: Teatro della Corte dal 12 al 17 novembre

BRUNICO: Haus Michael Pacher lunedì 18 novembre  

BRESSANONE: Forum mercoledì 20 novembre 

MERANO: Teatro Puccini venerdì 22 novembre 

VIPITENO: Teatro Comunale lunedì 25 novembre  

TESERO:  Teatro Comunale martedì 26 novembre  

PERGINETeatro Comunale  mercoeldì 27 novembre

TIONE: Teatro Comunale giovedì 28 novembre

MEZZOLOMBARDO:  Teatro 2 dicembre

MILANO: Teatro Carcano dal 4 al 15 dicembre 

TRENTO: Centro S. C. Santa Chiara dal 9 al 12 gennaio

ROMA: Teatro Quirino  dal 14 al 26 gennaio 

BRESCIA: dal 29 gennaio al 2 febbraio  

 

 

 

 
 
 




Tournée

La vita che ti diedi

Un dramma lacerante dedicato all'amore materno

 

di Luigi Pirandello

regia Marco Bernardi

scene Gisbert Jaekel

costumi Roberto Banci

suoni e immagini Franco Maurina

luci Massimo Polo

con Patrizia Milani e Carlo Simoni

 

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

lavita48Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

 

Nel racconto di Pirandello Colloqui coi personaggi un argomento trafigge il lettore come una freccia arrivata al bersaglio: lo scrittore, tornato nella casa di Girgenti, in una struggente evocazione della madre, le dichiarava di non essere lei morta davvero, perché continuava a vivere nella mente del figlio, ma lui morto sì perché non viveva più nella coscienza di lei, unica sorgente e garanzia. Rovesciamento tipicamente pirandelliano. Su questo tema costruisce La vita che ti diedi, un dramma del distacco, coniugandolo e contaminandolo con un ossessione ricorrente nella sua scrittura: quella del figlio cambiato.

 

Il figlio è un personaggio assente, un cadavere nell’altra stanza. Ma la madre, Donna Anna, si rifiuta di riconoscerlo tale. Era diverso, prima di partire attratto dalla passione fatale per una donna, fresco e con i capelli d’oro: è ritornato invece consunto, “con gli occhi freddi” e “quasi calvo”. Donna Anna, in uno stato allucinatorio, non vuole uscire dal suo sogno e tenta disperatamente di mantenere il figlio in vita, oltre il limite della realtà.

 

Il dramma è condotto interamente sul filo dell’amore materno, di cui è l’espressione più compiuta nel teatro di Pirandello. Nella sua problematica l’amore materno, con il suo carico di pene, è un valore che sopravvive intatto tra le macerie dei falsi valori della società e nella sua autenticità risulta indenne da ogni schematismo ideologico.

 

«Il tocco di una storia amorosa» ha scritto Gerardo Guerrieri «riscalda Pirandello trascinandolo lontano dal suo terribile confutare». Fra tanti personaggi che lottano e si agitano per ancorarsi a una verità che non sanno trovare né in se stessi e tanto meno negli altri e che, alla fine, inesorabilmente, giungono alla sconfitta smarriti e senza una certezza, Donna Anna Luna si impone con il suo amore materno che, pur deformato e fuori dalla normalità, rimane un punto certo, un sentimento positivo, un elemento di riscatto. «Proprio questo appare infine» conclude Guerrieri «come un’eredità indiscutibile: i figli, le madri, il miracolo per cui si vive. E a onta di numerose negazioni, lo slancio vitale di questo scrittore scambiato oziosamente per negatore. La madre diventa il centro di tutti i raggi, il segno di un dolore vitale che non si esaurisce mai, ed è l’unica realtà da contrapporre alla morte».

 

Marco Bernardi, Patrizia Milani e Carlo Simoni, con questo spettacolo, chiudono il cerchio di una lunga e fruttuosa collaborazione che ha dato vita ad alcuni degli spettacoli più riusciti della scena italiana degli ultimi venti anni.

 



 

BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande)

dal 6 al 9 novembre (dal giovedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.00)

 

BRUNICO: Haus Michael Pacher, giovedì 13 novembre h. 20.30

 

BRESSANONE: Forum, lunedì 17 novembre h. 20.30

 

MERANO: Teatro Puccini, mercoledì 19 novembre, h. 20.30

 

VIPITENO: Teatro Comunale, giovedì 20 novembre, h. 20.30

 

TRENTO: Auditorium Santa Chiara, dal 21 al 23 novembre

 

TORINOTeatro Erba, dal 25 al 30 novembre

TERNITeatro Secci, dal 4 al 6 dicembre

 

ROMA: Teatro Quirino, dal 9 al 21 dicembre

 

MILANO: Teatro Carcano dal 7 al 18 gennaio

 

GENOVA: Teatro della Corte dal 20 al 25 gennaio

 

TRIESTE: Teatro Orazio Bobbio dal 30 gennaio al 4 febbraio

 

MODENA: Teatro Storchi, dal 5all' 8 febbraio
 
NAPOLI: Teatro Mercadante, dal 10 15 febbraio
 
 
 
Fotogallery 
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Tournée

Sanguinare inchiostro

L’esperienza della guerra e' sempre un grido disperato

 

di Andrea Castelli

regia Carmelo Rifici

scene Guido Buganza

costumi Margherita Baldoni

musiche Daniele D'Angelo

luci Lorenzo Carlucci

con Andrea Castelli, Emiliano Masala, Francesca Porrini


TEATRO STABILE DI BOLZANO / CSC- CENTRO SERVIZI CULTURALI S.CHIARA TRENTO


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1548 castelli sanguinareAndrea Castelli 

 

A cento anni dallo scoppio della Grande Guerra, il Teatro Stabile di Bolzano e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento propongono uno spettacolo che ripercorre la perversa follia della guerra, di quel conflitto che ha cambiato il XX secolo segnando la storia europea in modo indelebile.

Il testo è a cura di Andrea Castelli che da anni desiderava riflettere con il linguaggio del teatro su questo tema spaventoso, la regia è di Carmelo Rifici, da sempre molto interessato a portare sulle tavole del palcoscenico le riflessioni sulla Storia, grande o piccola che sia. Basta pensare a due spettacoli davvero riusciti come Avevo un bel pallone rosso di Angela Demattè e La Rosa Bianca di Lillian Groag, anch’essi voluti da Marco Bernardi e prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano con l’interpretazione dello stesso Castelli.

Con queste parole Andrea Castelli descrive la sua nuova esperienza teatrale: «Chi scrive in tempo di guerra sanguina sul foglio la propria sofferenza, quella che vede e quella che si porta dentro. Di questa stessa sensazione - il dolore, l’orrore, l’efferatezza e la ripugnanza (parole standard per chi non ne ha avuto un’esperienza viva) – trattano tutte le scritture di guerra, siano esse le pagine di autori famosi o quelle di semplici soldati e contadini gettati nella disumana fornace. La scrittura vista come via di salvezza, impeto liberatorio e rigeneratore, anche per chi con essa ha poca dimestichezza. Scrivere a casa, scrivere ciò che si vede, quello che si prova, un romanzo che poi diventerà celebre o un diario sgrammaticato che leggeranno solo i nipoti: l’esperienza della guerra è sempre un grido disperato. Con questo spettacolo si è voluto dare vita alle scritture di guerra dentro una sorta di museo degli orrori; far rivivere sulla scena pagine di guerra di scrittori famosi nella prima parte (Paolo Monelli, Erich M. Remarque; Fritz Weber; Robert Musil…) e testimonianze di semplici contadini trentini arruolati con l’Austria nella seconda. Contadini che prendono la penna in mano per scriverci quello che provano, ma anche il disagio di essere tirolesi di lingua italiana nell’esercito Austro-ungarico. Per questo ultimo aspetto mi è stato fonte di ispirazione il libro di Quinto Antonelli I dimenticati della Grande Guerra, che tratta principalmente di questo argomento.

Un viaggio ad incontrare uomini che scrissero della peggior esperienza del mondo».

 

 

TRENTO: Teatro Sociale, dal 6 al 9 novembre (dal giovedì al sabato h. 20.30, domenica h.16.00) 

 

VIPITENO: Teatro Comunale, 10 novembre h. 20.30 

 

BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio) dal 13 al 30 novembre

(con esclusione dei giorni 17, 18, 19, 24, 25, 26)h. 20.30 (domenica h. 16.00)

 

PERGINE: Teatro Comunale, 1 dicembre h. 20.45

 

BRESSANONE: Forum, 2 dicembre h. 20.30

 

BRUNICO: Haus M. Pacher, 3 dicembre h. 20.30

 

ROVERETO: Teatro Zandonai, 4 dicembre h. 20.45

 

MERANO: Teatro Puccini,  5 dicembre h. 20.30

 

BORGO VALSUGANA: Teatro Istituto d'Istruzione A. Degasperi, 6 dicembre h. 20.45

 

ALA: Teatro G. Sartori,  7 dicembre h. 21.00

 

RIVA DEL GARDA: Palazzo dei Congressi,  9 dicembre h. 20.30

 

TESERO: Teatro Comunale di Tesero, 10 dicembre h. 21.00

 

 

Exit 

 


di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli,

Davide Lorino, Iris Fusetti

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

 

 

EXIT PRime 0318 mediumSara Bertelà, Nicola Pannelli, Angelica Leo

 

Paravidino prende a cuore i rapporti umani e li pone sotto una lente d’ingrandimento cechoviana dei nostri tempi, scandisce in stazioni e microscene le parabole intime e sociali tra le persone e gioca con fluidità a porre in parallelo i destini congiunti o ricongiungibili di individui che a vario titolo hanno sintonie.

Rodolfo Di Giammarco / La Repubblica


A essere rappresentati, con la delicatezza e la puntualità proprie di questo autore che più che sull’azione lavora sui personaggi, sono i casi della vita, in cui ci specchiamo, ridicoli, sorridendo di quel che in prima persona ci fa patire, come lo spegnersi senza cause apparenti di un amore e una convivenza, tra discussioni che vanno dalla politica a un paio di calzini, passando per un sopravvenuto imbarazzo sessuale.

Paolo Petroni / Corriere della Sera 

 

Ma Paravidino, oltre alla padronanza di una lingua felice che all’apparenza è quella di  tutti i giorni e invece è il frutto di millimetrica costruzione, ha il dono della leggerezza. A quelle due creature (Sara Bertelà che sulle parole pare danzare e Nicola Pannelli che con piena maturità è capace di rendere l’eterna infanzia di lui) ci si affeziona presto, specchio dai toni pastello di tanti momenti della vita dello spettatore.

Gianfranco Capitta / Il Manifesto

 

La parata di situazioni canoniche è tenuta viva per i suoi 95’ da un dialogo deliziosa-mente spiritoso, dalla svelta regia dell’autore in una scenografia sintetica e cangiante di Laura Benzi, bene illuminata da Lorenzo Carlucci, e da quattro interpreti di ottima verve in chiave di levità. In sala, alto gradimento. 

Masolino D’Amico / La Stampa

 

Sara Bertelà è la moglie, molto ben disegnata nelle sue ansie, nel suo desiderio di riscatto, nella sua solitudine, Nicola Pannelli è il marito professore universitario, reso efficacemente con i tratti dell’eterno bambino con le sue debolezze, le sue bizze, la sua insicurezza, accanto a loro Angelica Leo e Davide Lorino.

Magda Poli / Corriere della Sera


Dopo avere variamente saggiato il livello delle proprie ambizioni drammaturgiche, Fausto Paravidino torna in qualche modo al minimalismo degli inizi, a quella capacità di catturare frammenti di realtà scrutati nei minimi dettagli con una sorta di distaccata oggettività. 

Renato Palazzi / Il Sole 24 Ore


Che Fausto Paravidino abbia il dono della scrittura concreta, costruita su una sintas-si semplice e asciutta, funzionale alla drammaturgia scenica, lo conferma la novità Exit. La regia orchestra l’insieme con abile maestria. Calibra il movimento degli attori, anche nei piccoli gesti, disegnando precise geometrie sceniche che danno sostanza narrativa alla leggerezza di una commedia divertente, graffiante, a tratti malinconica.

Massimo Bertoldi / Hystrio

 

ROVERETO: Teatro Melotti,  10 marzo

RIMINI: Teatro Novelli, 12 marzo

STRADELLA: Teatro Sociale, 13 marzo
PAVIA:
Teatro Fraschini14 marzo
BELLUNO:
Teatro Comunale15 e 16 marzo
ROMA: Teatro Vittoria dal 18 al 30 marzo
NAPOLI: Teatro Piccolo Bellini dall'1 al 6 aprile  
BERGAMO: Teatro Donizetti, 8 aprile
NOVI LIGURE:
Teatro Giacometti9 aprile  

La brocca rotta

La più bella commedia del teatro tedesco

di Heinrich von Kleist
traduzione Cesare Liev
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
luci Lorenzo Carlucci
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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48 la brocca rottaPatrizia Milani, Paolo Bonacelli, Carlo Simoni

 

Questa commedia nasce da una scommessa, da un gioco: e poche volte un’opera d’arte ha portato così evidenti, anche al suo interno, i segni del gioco e della scommessa. Fu in Svizzera nel 1802 che Kleist e i suoi amici Wieland e Zschokke decisero di trarre una commedia, una satira e un racconto da un’incisione di Le Veau intitolata La cruche cassée. Wie-land rinunciò all’esecuzione del suo progetto, Zschokke mise insieme un mediocre racconto, mentre Kleist, leggendo con acume ispirato le fisio-nomie e i gesti di quella piccola gente in ambiente fiammingo-olandese, ne trasse la più bella e sostanziosa commedia di tutto il teatro tedesco. Che l’autore non ci vedesse solo un’occasione di riso disimpegnato ri-sulta evidente a chiunque conosca la radicale tragicità e problematicità dell’opera di Kleist.

Adamo, il giudice del villaggio è parente dei vecchi semidei osceni e bef-fardi dal piede caprino, dalla coda villosa, dalle corna di becco, dall’ap-pendice erotica spropositata. Così come certi servi della commedia plautina, come gli Zanni della Commedia dell’Arte, come quasi tutti i per-sonaggi del Ruzante, il Falstaff di Shakespeare, l’Ubu Roidi Jarry. Commedia della piccineria umana, infestata da superstizione e corruzio-ne: la si potrebbe leggere tutta come una parodia del potere, per questa volta senza niente di cruento o irrimediabile. Il nucleo della Brocca rottaè Adamo con le sue infinite risorse di menti-tore e con quella fuga finale per i campi innevati, sotto gli occhi di tutti, la parrucca, antiquato simbolo di un’autorità abusiva e coperta di vergo-gna, che gli sbatte sulla schiena. 

Dal punto di vista artistico La brocca rottaè l’opera perfetta di Kleist. Il progressivo districarsi del nodo degli equivoci, nella parte culminante e conclusiva, qui non stona e non disturba come nelle sue tragedie, ma anzi conferisce alla commedia una magnifica struttura e uno sviluppo ascendente unitario.

Un esercizio perfetto, che ha illuso ed estasiato ge-nerazioni di amatori. Qui l’autore volle costruire nel suo “astratto furore” una commedia, forse per distrarsi dal troppo duro impegno tragico, e la costruì limpida e salda, a regola d’arte, esemplare. Dopo il successo del Malato immaginariodi Molière, Marco Bernardi diri-ge con lo stesso cast, guidato da Paolo Bonacelli, Patrizia Milani e Carlo Simoni, la più bella commedia della letteratura teatrale tedesca.


BOLZANO: Teatro Comunale (Sala Grande) dal 7 all'10 novembre 

GENOVA: Teatro della Corte dal 12 al 17 novembre

BRUNICO: Haus Michael Pacher lunedì 18 novembre  

BRESSANONE: Forum mercoledì 20 novembre 

MERANO: Teatro Puccini venerdì 22 novembre 

VIPITENO: Teatro Comunale lunedì 25 novembre  

TESERO:  Teatro Comunale martedì 26 novembre  

PERGINETeatro Comunale  mercoeldì 27 novembre

TIONE: Teatro Comunale giovedì 28 novembre

MEZZOLOMBARDO:  Teatro 2 dicembre

MILANO: Teatro Carcano dal 4 al 15 dicembre 

TRENTO: Centro S. C. Santa Chiara dal 9 al 12 gennaio

ROMA: Teatro Quirino  dal 14 al 26 gennaio 

BRESCIA: dal 29 gennaio al 2 febbraio  

 

 

 

 
 
 




L' officina - Storia di una famiglia 

Famiglia e lavoro: un’epopea lunga 80 ann

di Angela Demattè
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Giovancosimo De Vittorio
con Andrea Castelli, Angela Demattè

TEATRO STABILE DI BOLZANO/

CSC - CENTRO SERVIZI
CULTURALI S. CHIARA TRENTO

 

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la rosa bianca  3 3


Sophie e Hans Scholl

 

 

 

Una storia legata alla terra d’origine: dopo il successo di pubblico e di critica diAvevo un bel pallone rosso, spettacolo prodotto dallo Stabile di Bolzano vincitore del Premio Riccione 2009e finalista ai Palmares du theatre 2013in Francia, Angela Demattè, giovane attrice e drammaturga, porta nuovamente in scena un testo ambientato in Trentino, luogo dove è nata e cresciuta. Questa volta non è più la “grande” storia a interessarla, ma una vicenda “piccola”, particolare. è la storia di una famiglia di arti-giani in un paese del Trentino, dal 1926 ai giorni nostri. Ancora una volta un progetto rischioso, poiché l’autrice si assume la responsabilità di cer-care di parlare in modo concreto e non ideologico del tema più stringente del momento: il lavoro e i suoi mutamenti nell’arco di quasi novant’anni. A dirigere questa “materia” problematica sarà Carmelo Rifici, regista che da sempre persegue un progetto di ricerca teatrale su snodi importanti della storia contemporanea, giunto alla sua terza ollaborazione con lo Stabile dopo le belle prove di Avevo un bel pallone rossoe La rosa bianca. In questo nuovo spettacolo si parla con schiettezza delle relazioni affet-tive e anaffettive di ciò che chiamiamo “famiglia”. Si parla però, con la stessa importanza e altrettanto tecnicamente, del lavoro quotidiano. I due temi si intrecciano in modo imprescindibile ed è proprio questo l’a-spetto più interessante della vicenda. èla storia del bisnonno Giuseppe e di suo figlio Federico. Del fascismo, della guerra, del boom economico. èla storia di Giuseppe e dei suoi figli Matteo e Roberto. Degli anni ‘80 e della crisi. Tutto legato a quell’officina di fabbro sotto casa che gli uomini amano come si ama un’amante. Ed è anche la storia delle donne di casa, Maria, Caterina, Marta, Anna, Sonia, Elena. Anch’esse legate a quel ferro, a quel lavoro. La storia di
come ci si inventava il lavoro, di come si pagavano le tasse e di come si pagano ora. Di come si trattavano i figli e di come si custodivano i mariti. Di quello che è cambiato e di ciò che non è cambiato per nulla. Dell’uomo artigiano. L’autrice attinge a piene mani alla sua vicenda familiare fino a mettere in scena la maschera di se stessa, ma riesce a rispecchiare in questa piccola epopea domestica le inquietudini, le gioie, le fatiche di un intero popo-lo. Soprattutto quell’inconfessato peccato (o necessità?) che si chiama lavoro.L’officina – Storia di una famigliaè uno spettacolo progettato e realizzato dal Teatro Stabile di Bolzano e dal CSC - Centro Servizi Cultu-rali S. Chiara di Trento, nell’ambito della nuova collaborazione che vede le due più importanti istituzioni teatrali del Trentino-Alto Adige lavorare
insieme per la costruzione di una tradizione di drammaturgia del terri-torio che contribuisca a una nuova lettura della realtà storica e sociale della nostra terra.

 

 

TRENTO:  dal 7 al 10 novembre 

BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio) dal 14 novembre al 1 dicembre 

(con esclusione dei giorni 18, 19, 20, 25, 26, 27 novembre)
VIPITENO: Teatro Comunale lunedì 2 dicembre h. 20.30
MERANO: Teatro Puccini martedì 3 dicembre h. 20.30
BRUNICO: Haus Michael Pacher mercoledì 4 dicembre h. 20.30
BRESSANONE: Forum giovedì 5 dicembre h. 20.30

 

 

 

 

Il malato immaginario  

Un grande successo comico 

di Molière
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
luci Giovancosimo De Vittorio

con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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 troianeCarlo Simoni, Patrizia Milani

 

Commedia meravigliosa. Vi rintracciamo struggenti note autobiografiche, paure au-tentiche, allucinazioni perfettamente fuse in un congegno comico che Bernardi esalta con velature oniriche volte a suggerire il fondo crudele delMalato. Il quale ha in Paolo Bonacelli un interprete superbo che dà a Argante una fragilità infantile e un cinismo spaventoso. Tonina è una speziata Patrizia Milani, Beraldo ha l’ironica concretezza di Carlo Simoni. Osvaldo Guerrieri / La Stampa


La regia è di Marco Bernardi che assieme ai suoi interpreti offre al pubblico uno spet-tacolo pulito e chiaro, da una parte capace di restituirci la solita commedia comico-farsesca, motore di risate e di divertimento paradossale; dall’altra propenso a enu-cleare, dalla storia e dai caratteri, la solitudine reale, non di rado tormentosa, del drammaturgo-attore francese. Rita Sala / Il Messaggero


Marco Bernardi su questo archetipo costruisce uno spettacolo che vale la pena di vedere. Qui gli ingredienti sono mescolati come piacerebbe a Molière. Bravi tutti gli
interpreti in uno sfoggio di comicità, di ironia, di autoironia. Silvana Zanovello / Il Secolo XIX


Certo è feroce lo sguardo di Molière in punto di morte, contro i medici rapaci e contro la corte ballerina per cui lavorava (destino maledetto dell’attore), ma diventa altret-tanto feroce anche lo sguardo del Malatodi Bonacelli che si fa vittima per esercitare il potere, bisognoso per misurare le altrui capacità, cagionevole per irridere l’inade-guatezza degli altri. Gianfranco Capitta / Il Manifesto


Un allestimento tanto godibile sul versante comico quanto inquietante sotto il profilo della dimensione drammatica in cui si rovescia il senso del comico.
Enrico Fiore / Il Mattino


Gran prova per un attore, Paolo Bonacelli, che con un gusto di recitare solo suo, sguaz-za a meraviglia nel ruolo. Il suo è un Argante certo più comico che drammatico, più buffonescamente maniacale che angosciosamente smarrito nelle sue farneticazioni. Domenico Rigotti / Avvenire


èquesto sovvertire i fattori in campo, è questa lettura alla rovescia, è questa riflessio-ne amara sulla condizione umana travisata e condannata dalla retorica delle apparen-ze, il tracciato su cui scorre questa messinscena. Da un lato, come sempre, emergerà la struttura comica, efficace e forsennata, e dall’altro lato si farà strada una solitudine esistenziale che è frutto di disillusione e disincanto, specchio della biografia vissuta personalmente e artisticamente dallo stesso Molière.
Rodolfo Di Giammarco / La Repubblica



BOLZANO: Teatro Comunale  (Teatro Studio)

sabato 8 febbraio h. 20.30
domenica 9 febbraio h. 16.00

 

 

 
 
 
 
 




Il malato immaginario 

Un grande successo comico

di Molière
traduzione Angelo Dallagiacoma
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
costumi Roberto Banci
luci Giovancosimo De Vittorio
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

 

TEATRO STABILE DI BOLZANO

 

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 48 malato immaginarioPaolo Bonacelli

 

Commedia meravigliosa. Vi rintracciamo struggenti note autobiografiche, paure au-tentiche, allucinazioni perfettamente fuse in un congegno comico che Bernardi esalta con velature oniriche volte a suggerire il fondo crudele del Malato. Il quale ha in Paolo Bonacelli un interprete superbo che dà a Argante una fragilità infantile e un cinismo spaventoso. Tonina è una speziata Patrizia Milani, Beraldo ha l’ironica concretezza di Carlo Simoni.

Osvaldo Guerrieri / La Stampa


La regia è di Marco Bernardi che assieme ai suoi interpreti offre al pubblico uno spettacolo pulito e chiaro, da una parte capace di restituirci la solita commedia comico-farsesca, motore di risate e di divertimento paradossale; dall’altra propenso a enu-cleare, dalla storia e dai caratteri, la solitudine reale, non di rado tormentosa, del drammaturgo-attore francese.

Rita Sala / Il Messaggero


Marco Bernardi su questo archetipo costruisce uno spettacolo che vale la pena di vedere. Qui gli ingredienti sono mescolati come piacerebbe a Molière. Bravi tutti gli interpreti in uno sfoggio di comicità, di ironia, di autoironia. 

Silvana Zanovello / Il Secolo XIX


Certo è feroce lo sguardo di Molière in punto di morte, contro i medici rapaci e contro la corte ballerina per cui lavorava (destino maledetto dell’attore), ma diventa altret-tanto feroce anche lo sguardo del Malato di Bonacelli che si fa vittima per esercitare il potere, bisognoso per misurare le altrui capacità, cagionevole per irridere l’inadeguatezza degli altri. 

Gianfranco Capitta / Il Manifesto

 

Un allestimento tanto godibile sul versante comico quanto inquietante sotto il profilo della dimensione drammatica in cui si rovescia il senso del comico.

Enrico Fiore / Il Mattino

 

Gran prova per un attore, Paolo Bonacelli, che con un gusto di recitare solo suo, sguaz-za a meraviglia nel ruolo. Il suo è un Argante certo più comico che drammatico, più buffonescamente maniacale che angosciosamente smarrito nelle sue farneticazioni.

Domenico Rigotti / Avvenire


E' questo sovvertire i fattori in campo, è questa lettura alla rovescia, è questa riflessio-ne amara sulla condizione umana travisata e condannata dalla retorica delle apparen-ze, il tracciato su cui scorre questa messinscena. Da un lato, come sempre, emergerà la struttura comica, efficace e forsennata, e dall’altro lato si farà strada una solitudine esistenziale che è frutto di disillusione e disincanto, specchio della biografia vissuta personalmente e artisticamente dallo stesso Molière.

Rodolfo Di Giammarco / La Repubblica


BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio) sabato 8 febbraio h. 20.30 e domenica 9 febbraio h. 16.00

MONFALCONE: 11, 12 febbraio   

GEMONA: 13 febbraio  

GROSSETO: 17 febbraio  

AREZZO: 18 febbraio

S. GIOVANNI IN VALDARNO: 19 febbraio

RAVENNA: dal 20 al 23  febbraio
VENEZIA: dal 26 al 2 marzo  
COMO: 7 e 8 marzo
SASSARI: 11 e 12 marzo
NUORO: 13 marzo
MACOMER: 14 marzo
TEMPIO: 15 marzo
ROMA: Teatro Eliseo, 6-25 maggio
 
 
 




montaliAndrea Montali 

Italianesi

di e con
Saverio La Ruina 

BOLZANO: Teatro Comunale (Teatro Studio)
mercoledì 30 gennaio h.20.30

 

 


 

W IL TEATRO!

Teatro nella scuola 2013/2014

 

 viva il teatro 13 14scarica qui il programma

L’anno scolastico 2013/2014 segna la 25º edizione di W il teatro! Una tappa significativa per un progetto fondamentale che vede il teatro e la scuola gemellati per un obiettivo comune che è quello di preparare gli studenti a diventare pubblico attento e attivo.

Un percorso che si è consolidato nel tempo e che è diventato un elemento essenziale nel progetto formativo in tutte le scuole di ogni ordine e grado. La scelta degli spettacoli è da sempre molto accurata per favorire la migliore fruizione da parte di tutte le fasce d’età.

 

In questo lungo periodo di attività le presenze a teatro di pubblico giovanile  hanno raggiunto la cifra complessiva di 640.000, a conferma del grande successo di queste stagioni teatrali dedicate al mondo della scuola.

Le opere teatrali hanno la capacità di agevolare in modo piacevole l’incontro con l’arte e la cultura che riesce a creare benessere e di conseguenza rende l’individuo capace di interagire in modo positivo con il mondo che lo circonda. Il teatro nella scuola non va dunque visto come momento ludico fine a se stesso, ma come una vera e propria materia di studio che apre la mente e rende più consapevoli delle proprie scelte. Anche quest’anno si prosegue quindi con un’offerta teatrale di grande valenza didattica volta a entusiasmare il giovane pubblico degli studenti delle nostre scuole.

Gli spettacoli della rassegna, visti preventivamente da esperti del settore che fanno capo al Teatro Stabile, sono scelti tra il meglio dell’offerta nazionale di teatro dell’infanzia e della gioventù. Un settore in crescita che ha trovato da anni una sua specializzazione autonoma, mirata all’età e all’esigenze culturali dei fruitori, con il contributo determinante di pedagogisti e psicologi. Le risposte artistiche sono di alto livello, sia dal punto di vista dei linguaggi teatrali che dei temi e dei contenuti approfonditi drammaturgicamente all’interno dello spettacolo  proposto.

 

Questa venticinquesima stagione dedicata alle scuole continua a essere distribuita capillarmente sul territorio provinciale nei teatri di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Laives, Egna (con ulteriore partecipazione dai centri minori organizzata con trasporti pubblici) e può contare oggi su una massa consolidata di spettatori per anno scolastico che si avvicina ai trentamila, con un numero di rappresentazioni di spettacoli professionali differenziati per fascia d’età, pari a circa cento per ogni stagione teatrale.

 

Per mettere a punto e realizzare questo progetto, consistente anche dal punto di vista quantitativo e quindi gestionale, oltre al team composto da Teatro Stabile e Dipartimento alla cultura, scuola e formazione professionale in lingua italiana della Provincia, abbiamo istituito un tavolo di consultazione con il mondo della scuola, composto dai  docenti referenti per il teatro e, nel caso delle scuole secondarie superiori di II° grado, anche da due studenti in rappresentanza di ogni istituto.

Questo progetto di formazione del pubblico giovanile vuole fare incontrare il teatro ai nostri figli per la prima volta a sei anni e poi accompagnarli gradevolmente per tutto il tragitto scolastico, fino alla maturità, salutandoli infine come spettatori adulti, maturi, competenti e consapevoli, in grado di continuare il viaggio con le proprie gambe e la propria testa, liberi di scegliersi un percorso teatrale autonomo, con spirito critico e sensibilità affinata dall’esperienza.

Un’altra valenza insostituibile dell’iniziativa è la funzione sociale: attraverso “W il teatro!” possiamo avere la certezza che l’esperienza teatrale raggiunga tutti gli strati della popolazione, senza distinzione di censo e di nazionalità. Spesso gli spettacoli visti in questo contesto rappresentano l’unica occasione di relazione con i linguaggi della scena e questa è certamente un’ulteriore buona ragione di giustizia sociale per sostenere la necessità istituzionale del progetto.

 

Cartellone Scuole primarie:

I e II classe :

  •  Tre civette (Scenica Frammenti – Pisa)
  •   La pietra e il bambino (Teatro gioco Vita – Piacenza)

III – IV e V classe :

  • Ulisse (Tib Teatro – Belluno)
  • 24583 piccole meraviglie (Scarlattine Teatro)

Cartellone Scuole secondarie I grado

  • Un gommone carico di Europei (Elsinor Teatro Stabile d’innovazione)
  • Paladini di Francia (Cantieri Teatrali Koreja – Teatro Stabile d’innovazione del Salento)

Cartellone Scuole secondarie di II grado

  • La brocca rotta (Teatro Stabile di Bolzano)
  • L’officina – Storia di una famiglia (Teatro Stabile di Bolzano)
  • Ifigenia, dove sei? (Graziano Hueller)
  • I ragazzi irresistibili (Teatro Stabile di Genova)
  • La Rosa Bianca (Teatro Stabile di Bolzano)
  • I vicini (Teatro Stabile di Bolzano)
  • Option (Vereinigte Bühnen Bozen)
  • Tschick  (VereinigteBühnen Bozen)

 

 

 

BOLZANOOOOOOO

Mario Bianchi

Postfazione al catalogo W il teatro! 2013/ 2014

 

In un momento di estrema crisi, si badi bene non solo finanziaria, ti fa bene al cuore sapere che, di fronte alla chiusura di omologhe manifestazioni anche pluritrentennali, un’iniziativa benemerita come questa di Bolzano giunge al compimento del suo venticinquesimo anno con gli stessi intenti e lo stesso vigore che l’ha sempre contraddistinta. È cosa rarissima, infatti, che in Italia una vera e propria stagione teatrale per ragazzi, come quella bolzanina, possa aver coinvolto nel suo corso del tempo più di 630.000 ragazzi di tutte le età, raggiungendo, oltre ai grandi centri Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Laives, Egna, anche i piccoli paesi dislocati per

tutta la provincia. Condurre i ragazzi a teatro, infatti, vuole dire non solo investire nel nostro futuro, ma credere nel nostro presente, credere che la cultura abbia ancora un valore.

E proprio una cultura come quella del teatro (che immediatamente non pare vedersi), così com’è fatta da pulviscoli di emozioni – ma proprio perché è siffatta – , è assolutamente necessario che debba essere coltivata come una pianta, curata e annaffiata sin da piccola, affinché possa diventare un grande arbusto che possa resistere efficacemente ad agenti atmosferici ben più robusti di lei.

Educare al teatro vuole dire anche e soprattutto educare alla bellezza e nel contempo alla profondità di pensiero.

La bellezza innanzi tutto legata all’opera d’arte. E questo in un mondo che ha perso il senso vero della bellezza, dove ogni cosa è omologata, dove tutto è uguale a se stesso, dove regna la stupidità contrabbandata come bellezza che risulta non nascosta, anzi conclamata. Qui, infatti, nel mondo disegnato dagli adulti, la pretesa bellezza è sempre ostentata, non ha bisogno di essere compresa,

perché è alla luce del sole, nella sua profonda inconsistenza, fatta di niente. È lì che si mostra bella e piacente. Così è passata l’idea che al concetto di cultura debba essere sempre correlata quella di noia... e che dunque ai ragazzi non può essere passato in eredità nulla che in qualche modo possa farli pensare in profondità.

Nulla di più sbagliato, chi scrive ha visto la sua classe delle medie entusiasmarsi per “Il posto delle fragole” di Bergman e canticchiare arie de “La Clemenza di Tito” di Mozart: bastava solo consegnare ai ragazzi tutto ciò con amore e passione, come del resto fanno migliaia d’insegnanti sparsi per tutto il nostro paese. E così ormai è diventato luogo comune affermare che “La corazzata Potemkin sia una boiata pazzesca” d’infinita lunghezza, quando invece è un capolavoro assoluto che ha reinventato il cinema e dura come un qualunque altro film.

Ma comunque soprattutto nei ragazzi è invalso l’uso di affermare che l’opera d’arte non deve essere mai data nella sua interezza, perché la noia impererebbe sovrana. L’opera d’arte, quindi, per essere proposta deve essere sempre in qualche modo “diminuita”, inquinata da qualche altra cosa che abbia il potere di alleggerirla.

Quindi, va da sé che la vera identità della bellezza è il valore assoluto che dobbiamo preservare nella sua interezza e profondità e il teatro più d’ogni altra forma di cultura ci aiuta ad essere capaci di scoprirla sotto la spessa coltre di fango che la ricopre. Non è, infatti, facile scoprire la bellezza, anzi è difficilissimo agguantarla per bene; essa, infatti, si nasconde nel profondo delle cose e richiede da parte di tutti, e ancor più dai ragazzi, una buona dose di pazienza per percepirla integralmente.

L’opera d’arte, e dunque la bellezza in quanto opera d’arte, è difficile da penetrare, l’opera d’arte cambia chi ha davanti, l’opera d’arte non può mai abbassare i suoi contenuti, semmai è il suo fruitore che deve innalzarsi a lei, l’opera d’arte ha dei suoi canoni che non possono essere

disgiunti dalla scientificità delle informazioni. Tutti questi concetti sono indissolubili e concatenati tra loro.

Uscendo da uno spettacolo, se lo spettacolo merita, chi ne ha goduto deve venirne in qualche modo modificato, deve avere acquisito non delle informazioni, ma delle conoscenze emotive che possano aiutarlo a vedere più profondamente in se stesso e nella realtà che ha davanti, scoprendone

lati prima impensabili e ora invece visibilissimi.

Ecco cosa dice in “Medea” di Pasolini il Minotauro Chirone all’allievo Giasone: “Tutto è santo, tutto è santo, tutto è santo! Non c’è niente di naturale nella natura, ragazzo mio, tienitelo bene in mente. Quando la natura ti sembrerà naturale, tutto sarà finito e comincerà qualcos’altro, addio cielo, addio mare. Che bel cielo, vicino, felice. Di’, ti sembra che un pezzetto solo sia innaturale

e che sia posseduto da un Dio? E così è il mare in questo giorno in cui tu hai tredici anni e peschi con i piedi nell’acqua tiepida. Guardati alle spalle, che cosa vedi? Forse qualcosa di naturale? No, è un’apparizione quella che tu vedi alle tue spalle, con le nuvole che si specchiano nell’acqua ferma e pesante delle tre del pomeriggio. Guarda laggiù, quella striscia nera sul mare lucido e rosa come l’olio, quelle ombre di alberi e quei canneti, in ogni punto in cui i tuoi occhi guardano è nascosto un Dio, e se per caso non c’è ha lasciato lì i segni della sua correlata presenza sacra: o silenzio o odore di erba o fresco di acque dolci.”

Educare al teatro vuole dire esattamente questo: rendere visibile ciò che era invisibile, una specie di rito che si avvicina alla sacralità. C’è uno spettacolo tra le ottime scelte proposte nella rassegna di Bolzano che in qualche modo riassume tutto questo: “I Paladini di Francia” del gruppo leccese Koreja. Qui, i personaggi dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, a mo’ di pupi, ritornano in vita, ognuno diverso dall’altro, raccontando attraverso le conseguenze della guerra e dell’amore il loro destino e la ricerca quotidiana della propria dignità, ma in definitiva, come accade in “Che cosa sono le nuvole” di Pasolini cui lo spettacolo scritto da Francesco Niccolini rimanda, narrando la storia di tutti noi, noi, immersi in un mondo meraviglioso di cui possiamo solo sfiorare la bellezza. Il mondo dell’Ariosto (nello spettacolo ricostruito con una scenografia quasi di raccatto, ma che sul palcoscenico acquista una luce magica) si pone davanti agli spettatori in un’atmosfera dove veramente lo splendore della bellezza regna sovrano.

Si diceva la profondità del pensiero. Il teatro è, infatti, una macchina straordinaria che per la sua perfetta sortita, quella di comunicare impalpabili emozioni, deve però fare affidamento su di un crogiolo di competenze condivise che impalpabili non possono essere, prima fra tutte la drammaturgia, elemento così caduco ai nostri giorni, composto da meccanismi forse impercettibili, che però non possono essere mai lasciati al caso e che devono intersecarsi con tutto il resto, con la forza degli attori, con le luci e i costumi e con tutti gli altri particolari che formano il miracolo della scena.

Insomma si deve avvertire un ordine assoluto matematico che non deve essere minimamente percepito come in lotta con un’essenza così metaforica come quella del teatro. In questo ovviamente la scuola deve essere di supporto, con una preparazione proficua dell’insegnante allo spettacolo e una discussione poi che, questa sì, non deve essere vista come un peso didattico.

Il Teatro Stabile, tra l’altro, ha arricchito la proposta teatrale anche con un tavolo di consultazione con il mondo della scuola che si riunisce alcune volte l’anno, composto dai docenti referenti per il teatro e, nel caso delle scuole secondarie superiori di secondo grado, anche da due studenti per istituto. Tutto ciò per ribadire il fatto che introdurre il teatro nella scuola debba essere un compito ed una missione assolutamente condivisa affinché possa raggiungere il risultato migliore.

In “W il teatro!”, l’esemplare titolo che è stato dato alla rassegna, possiamo trovare ogni tipologia di teatro: dal teatro di figura con la presenza del gruppo europeo forse più interessante di teatro d’ombra, “Teatro Gioco Vita”, alla commedia americana classica come il cult di Neil Simon “I ragazzi irresistibili”, sino allo spettacolo di uno degli autori italiani più innovativi, Fausto Paravidino.

E poi, meritoriamente, viene proposto un testo così poco rappresentato, ma che entra nel vivo di uno dei nodi della contemporaneità come la giustizia, “La brocca rotta” di Kleist, perché il teatro, anche quando è totalmente immerso in un tempo lontano, parla inequivocabilmente dell’oggi, si pensi solo ad Aristofane. E qui, vivaddio, si esce dai soliti nomi noti seppur venerabili, Goldoni, Pirandello e persino dal nostro amatissimo Bardo.

Tra gli spettacoli dedicati ai piccoli vi è infine una curiosissima creazione della compagnia “Scarlattine” che definisce benissimo il pubblico a cui il teatro che amiamo è rivolto e di cui abbiamo fin ora parlato: “24583 piccole inquietanti meraviglie”, che non sono altro che i bambini.

Sì, proprio loro, questo strano impasto, ancora certo in formazione, ma che contiene, proprio perché ancora in formazione e non ancora contaminato, tutto lo stupore e la capacità di “strabiliarsi” che dovrebbe contenere. Al centro del palcoscenico ci sono due esseri molto particolari: Pasquale, un bambino con due grandi denti sporgenti, e Lalla, una bambina dagli occhi a palla. Pasquale e Lalla sono entrambe creature fragili che la grande forza del teatro mette in scena attraverso due palloncini. Ma noi e loro, i bambini, non abbiamo mai un momento di fraintendimento, sono proprio due bambini quelli che abbiamo davanti.

Lo spettacolo è tutto giocato in rima da tre efficacissimi attori, con rimandi iconici che vanno da Burton al cinema muto. Una creazione dunque che va a collocarsi, com’era una volta, direttamente con un teatro che ricerca nuovi modi di mettersi in scena e che è capace di appassionare un pubblico di tutte le età.

Perché il vero teatro popolare di ricerca, di cui tanto si parla, che tanto si agogna, non è altro che questo. E il teatro che tanti ragazzi vedranno, per mezzo del Teatro Stabile di Bolzano, ne tocca tutte le bellezze e le sfaccettature.

 

 

MARIO BIANCHI

Mario Bianchi fonda nei primi anni Settanta Teatro Gioco-Evento, attraverso il quale crea una sorta di spettacolazione performance che tende a sgretolare le codificazioni e i miti del teatro di parola. Già redattore e programmista di Radio Como, nel 1977 è cofondatore di Teatro Città Murata, di cui è tuttora direttore artistico. Negli ultimi anni si dedica soprattutto al teatro per ragazzi e alla narrazione, con interventi critici, creazione di rassegne e di spettacoli. Consulente per il teatro ragazzi dell’Amministrazione provinciale di Como e inventore della rassegna “Il Sipario Incantato”,

è condirettore artistico del Festival di Vimercate, uno dei principali festival del teatro ragazzi italiano, e direttore del Festival nazionale della narrazione di Mariano Comense, il più importante in Italia in quest’ambito.

 

 

 

 

Cafè Philosophique

In autunno ritorna a Bolzano l’appuntamento con la filosofia sul tema Fama e Gloria.
Sei incontri a carattere divulgativo, curati da Andrea Felis, tenuti da ospiti di alto profilo che sono rivolti non solo agli specialisti, ma anche a cultori o semplici curiosi della disciplina.


Gli appuntamenti si terranno al Centro Culturale Trevi di Bolzano, via Cappuccini n°28 e sono a ingresso libero.

 

 

Theatrum Philosophicum

Dopo il successo della passata edizione, proseguirà anche per la stagione 2013/2014 l’iniziativa Theatrum Philosophicum, una serie di appuntamenti a cura di Michele Flaim, che si propone di avvicinare la lettura del teatro all’interpretazione filosofica, letteraria, storica e culturale in senso ampio. Partendo dall’opera presentata sul palcoscenico del Teatro Comunale, si proporrà un viaggio dentro e attorno al testo e all’au-tore insieme al regista, alla compagnia, a docenti e ricercatori universitari.

Il tenore degli incontri è per un pubblico ampio, interessato ad approfondire i linguaggi del teatro e più in generale a conoscerne meglio il contesto tematico.

Al centro dell’atten-zione saranno La brocca rotta di Heinrich von Kleist, Il teatrante di Thomas Bernhard e ITIS-Galileo di Francesco Niccolini e Marco Paolini

 

Anche in questo caso, gli incontri di Theatrum Philosophicum sono a ingresso libero e si svolgeranno al Centro Trevi di Bolzano in via Cappuccini n°28 , alle ore 17.30 (vedi schede spettacoli).

 

 

La brocca rotta
Venerdì 8 novembre alle 17.30 / Centro Trevi, via Cappuccini 28, Bolzano / Ingresso libero. 
Marco Bernardi, Paolo Bonacelli, Anna Maria Carpi e Michele Flaim presentano al pubblico 
La brocca rottadi Heinrich von Kleist.
 
Il teatrante
Venerdì 24 gennaio alle 17.30 / Centro Trevi, via Cappuccini 28, Bolzano / Ingresso libero.
Franco Branciaroli, Alessandro Fambrini, Michele Flaim e Umberto Gandini presentano al pubblico
Il teatrantedi Thomas Bernhard.
 

ITIS-Galileo

Venerdì 28 febbraio alle 17.30 / Centro Trevi, via Cappuccini 28, Bolzano / Ingresso libero 

Michele Flaim, Stefano Gattei e Marco Paolini presentano al pubblico ITIS Galileo. 

Altri Percorsi
Arte della Diversità

La stagione Altri Percorsi è una finestra aperta sul teatro contemporaneo di ricerca, una rassegna che da anni offre allo spettatore il valore dell'incontro con i nuovi linguaggi, con i giovani, con le nuove drammaturgie e le possibili contaminazioni, ospitando quanto di meglio si produce in Italia in questo settore. La rassegna Arte della Diversità è una finestra aperta sul teatro che si interroga sui temi della diversità e dell'alterità, su come l'arte del teatro racconti la diversità e come la diversità sia capace di farsi arte in teatro. Le due rassegne in questa stagione 2012/2013 si incontrano, si mescolano, per offrire agli spettatori creazioni teatrali che sono autentiche eccellenze nel panorama italiano ed europeo. Spettacoli che più di altri hanno saputo coniugare l'innovazione della scena con l'incontro della vita umana nelle sue eccezioni più grandi. Una stagione con grandi interpreti, con una grande umanità, che ribadisce il valore insostituibile del teatro anche in senso sociale ed inclusivo. Un esempio di collaborazione concreta e possibile, anche in termini di razionalizzazione della spesa pubblica, tra realtà teatrali apparentemente distanti che, tuttavia, condividono il desiderio di far incontrare pubblici diversi ma certamente curiosi e aperti a nuove esperienze ricche di linguaggi e contenuti da esplorare.

 

Marco Bernardi
Antonio Viganò


Vedi il cartellone

Nel cerchio dell'arte

Nel cerchio dell’arte è un percorso multimediale dedicato alla storia dell’arte, che utilizza le nuove tecnologie per presentare e approfondire opere, movimenti, stili e tecniche artistiche in maniera coinvolgente e interattiva.


In autunno 2014 verrá inaugurata negli spazi del Centro Trevi la terza edizione del Cerchio. In occasione del centenario della Grande Guerra e in collaborazione con il Mart di Rovereto, il percorso si concentrerà sul tema del conflitto: una selezione di opere dalla produzione artistica del ‘900 permetterà di assumere la prospettiva e la sensibilità degli artisti che si sono confrontati con un tema tanto delicato quanto ampio e sfaccettato.


A partire dal mese di novembre un fitto e vario programma di eventi collaterali consentirà di approfondire il tema del conflitto in diverse declinazioni e sotto varie luci. In questo ambito due appuntamenti saranno dedicati al teatro: autori, registi ed esperti dialogheranno con il pubblico, partendo dall’opera presentata dal TSB nella propria stagione e dalle tematiche inerenti il conflitto e la conflittualità.


Con il coordinamento di Alessandra Limetti saranno presentati

Sanguinare inchiostro. Cronache dalla Grande Guerra di Andrea Castelli, mercoledì 26 novembre 2014

e Voci nella tempesta regia di Elena Marino, mercoledì 18 febbraio 2015. 

Gli incontri si svolgeranno al Centro Trevi, Via Cappuccini 28, alle ore 18.00 (vedi schede spettacoli).

 

Ulteriori informazioni saranno disponibili alla pagina internet www.provincia.bz.it/nelcerchiodellarte

 

 

 

 

W IL TEATRO!

Teatro nella scuola 2012/2013

 

W il teatro01

Avvicinare ed appassionare i nostri studenti e le nostre studentesse al linguaggio del teatro: questo l'obbiettivo di "W il teatro!".

Un progetto avviato ventiquattro anni fa e che con l'anno scolastico 2012 | 2013 abbiamo voluto rinnovare ed aggiornare a partire dalla  denominazione. In questo lungo periodo di attività le presenze a teatro di pubblico giovanile hanno raggiunto la cifra  complessiva di 600.000, a conferma del grande successo di queste stagioni teatrali dedicate al mondo della scuola.
Introdurre alla conoscenza del teatro e dei suoi linguaggi espressivi la popolazione scolastica di lingua italiana della nostra provincia, con cicli di spettacoli professionali di teatro d'arte ai massimi livelli qualitativi, differenziati in funzione dell'età della fruizione, è l'obbiettivo
primario di questa importante iniziativa. Favorire inoltre il processo di affrancamento dalle così dette "schiavitù mediali", attraverso una disciplina eminentemente di gruppo e non tecnicamente riproducibile come quella teatrale, diventa un'esperienza dialettica, socializzante e, soprattutto, agita da esseri umani in carne e ossa che rappresentano uno spettacolo dal vivo, dando vita così a uno dei riti artistici collettivi simbolicamente più significativi della nostra tradizione culturale.
Gli spettacoli della rassegna, visti preventivamente da esperti del settore che fanno capo al Teatro Stabile, sono scelti tra il meglio dell'offerta nazionale di teatro dell'infanzia e della gioventù. Un settore in crescita che ha trovato da anni una sua specializzazione autonoma, mirata all'età e all'esigenze culturali dei fruitori, con il contributo determinante di pedagogisti e psicologi.e le conseguenze negative della crisi economica confermando gli oltre 100.000 spettatori delle ultime stagioni.

Le risposte artistiche sono di alto livello, sia dal punto di vista dei linguaggi teatrali che dei temi e dei contenuti approfonditi drammaturgicamente all'interno dello spettacolo proposto.
Questa stagione dedicata alle scuole è distribuita capillarmente sul territorio provinciale nei teatri di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Laives, Egna (con ulteriore partecipazione dai centri minori organizzata con trasporti pubblici) e può contare oggi su una massa consolidata di spettatori per anno scolastico che si avvicina ai trentamila, con un numero di rappresentazioni di spettacoli professionali differenziati per fascia d'età, pari a circa cento per ogni stagione teatrale.
Per mettere a punto e realizzare questo progetto, consistente anche dal punto di vista quantitativo e quindi gestionale, oltre al team composto da Teatro Stabile e Dipartimento alla cultura, scuola e formazione professionale in lingua italiana della Provincia, abbiamo istituito un tavolo di consultazione con il mondo della scuola che si riunisce alcune volte all'anno, composto dai docenti referenti per il teatro e, nel caso delle scuole secondarie superiori di II grado, anche da due studenti in rappresentanza di ogni istituto.
È un modello gestionale al quale si guarda con attenzione da più parti del paese, sia per l'esperienza maturata, grazie alla continuità, che per la qualità dell'offerta degli spettacoli, per i risultati quantitativi e la diffusione capillare del progetto sul territorio.
Certamente "W il teatro!" è diventato nel tempo uno dei punti di riferimento, in campo nazionale, nell'ambito delle proposte teatrali dedicate al mondo della scuola, oltre a rappresentare una delle stagioni più ambite dai centri di attività teatrale rivolta all'infanzia e alla gioventù e dalle altre compagnie che storicamente si occupano di questo settore della produzione teatrale. Ci piace pensare che questo progetto di formazione del pubblico giovanile faccia incontrare il teatro ai nostri fi gli per la prima volta a sei anni e poi li accompagni gradevolmente per tutto il tragitto scolastico, fino alla maturità, salutandoli infi ne come spettatori adulti, maturi non solo per affrontare la vita, ma anche quel magico mistero che è il teatro. Spettatori ormai competenti e consapevoli, in grado di continuare il viaggio con le proprie gambe e la propria testa, liberi di scegliersi un percorso teatrale autonomo, con spirito critico e sensibilità affi nata dall'esperienza.
Un'altra valenza insostituibile dell'iniziativa è la funzione sociale. Solo attraverso "W il teatro!" possiamo avere la certezza che l'esperienza teatrale raggiunga tutti gli strati della popolazione, senza distinzione di censo e di nazionalità. Spesso gli spettacoli visti in questo contesto rappresentano l'unica occasione di relazione con i linguaggi della scena e questa è certamente un'ulteriore buona ragione di giustizia sociale per sostenere la necessità istituzionale del progetto.
Il pubblico dei bambini è forse il più difficile da affrontare a causa della sua immediatezza priva di filtri sociali e culturali, ma è anche il pubblico che può restituire le emozioni più forti, con il suo stupore autentico, la sua capacità di immedesimarsi nei personaggi e nelle storie più fantastiche e con la formidabile energia del suo sorriso. Quello che cerchiamo di fare con questo progetto è di non deluderlo.

 

Assessore alla cultura, scuola e formazione

professionale in lingua italiana

Christian Tommasini

 

Sovrintendente scolastica
Nicoletta Minnei

 

Direttore Teatro stabile
Marco Bernardi

 

scarica qui il libretto della stagione W IL TEATRO / Teatro nella Scuola 2012/2013

 

 

UN PUNTO ESCLAMATIVO

di Mafra Gagliardi
Oggi il teatro non è più il luogo esclusivo della finzione, i media producono finzione a getto continuo contaminandola con la realtà al punto di confondere i due termini.
Le ultime generazioni, cresciute a latte e cartoons, consumano video, films, sceneggiati che gareggiano in mirabolanti effetti speciali. Che senso ha proporre ancora al popolo bambino e adolescente una forma di spettacolo come quella teatrale: un prodotto artigianale, dalle origini arcaiche, povero di tecnologia, privo di effetti speciali, che oltrettutto obbliga a uscire dalla comoda penombra del soggiorno domestico e dal protettivo spazio dell'aula scolastica?
Perché il Teatro Stabile di Bolzano continua a proporre da ventitré anni a questa parte rassegne di spettacoli che hanno come target specifico un pubblico giovane, nelle varie gradazioni d'età, dalle Elementari alle Superiori? Sono domande intriganti, alle quali proverò a rispondere, riflettendo sui materiali emersi dalle mie trentennali ricerche sulla ricezione teatrale. Se il rapporto scuola-teatro va inserito nel tema più ampio della relazione tra scuola e arte in generale, la fruizione di uno spettacolo teatrale è il momento in cui una forma artistica fa irruzione nel processo educativo e si pone come esperienza diversa, provocatoria, suscitatrice di stupore, in grado di alterare gli abituali schematismi cognitivi. Può venire qualche dubbio sul fatto che la produzione di teatro/ragazzi raggiunga sempre esiti artistici assoluti (ma questo non si verifica sempre nemmeno nel teatro ufficiale). Però talvolta è vero il contrario: siamo di fronte a spettacoli che si apparentano con le ricerche più avanzate del teatro d'avanguardia e sono dei veri capolavori (il teatro/ragazzi è per definizione un teatro di sperimentazione e di ricerca). Per cui si può correttamente ritenere che questo genere di teatro, nella sua produzione media – che nel caso delle rassegne bolzanine viene accuratamente selezionata – faccia parte di un valoroso artigianato sorretto da una forte tensione verso l'arte, che pratica quindi i processi propri del fare artistico: con l'effetto di introdurre comunque i suoi spettatori in un universo comunicativo differente da quello della prassi scolastica: sostituisce un sapere narrativo a uno scientifico, pratica un linguaggio multicodice, usa la connotazione con preferenza per il simbolo e la metafora. Al significante corrisponde una pluralità di significati, per cui è massima l'interpretabilità e l'ambiguità dei termini. In questo modo, mette in moto nello spettatore processi psichici legati alla percezione e all'emozione, che chiamano in causa l'emisfero destro più che quello sinistro del cervello. Ma mentre le competenze dell'emisfero sinistro, deputato all'elaborazione logico-formale dell'informazione, al calcolo e alla consequenzialità, sono ritenute in genere dalla scuola fondamentali, quelle proprie dell'emisfero destro sono considerate poco significative, perché nel loro complessorimandano ad attività alle quali la nostra cultura attribuisce scarso valore: la capacità d'immaginazione, la creatività, il senso estetico, l'attitudine a comunicare e a sintonizzarsi con l'emotività dell'altro non sono "spendibili" in un panorama culturale come il nostro che privilegia l'efficienza e il produttivismo a tutti i costi. Ma sono valori fondamentali per un'armoniosa crescita del soggetto in fase evolutiva, perché permettono – per così dire – l'allargamento dell'Io, la liberazione dallo stereotipo, un profondo senso di benessere psichico, uno stimolo forte alla creatività soggettiva. Comincia a diffondersi nelle contemporanee teorie dell'apprendimento proprio questo principio: che esista una forma di creatività "passiva", propria di chi fruisce di un'esperienza estetica e ne venga stimolato in tutte le sue potenzialità immaginative, emotive, razionali. E allora: io non parlerei tanto di educazione al teatro ma di educazione e teatro: cioè della relazione che può (dovrebbe) stabilirsi tra una forma d'arte (il teatro) e una pedagogia intesa nella sua forma più alta come educazione capace di accogliere in sé la valenza altamente formatrice dell'estetica. Aggiungerei che almeno nella parte più avvertita del teatro per ragazzi e giovani vi è, accanto alla vocazione estetica sicuramente perseguita, una sotterranea e radicata vocazione antropologica: un desiderio, cioè, di soddisfare i bisogni profondi e diffusi di comunicazione, conoscenza, gioco, socialità di un popolo bambino e adolescenziale, sentito come parte integrante della società civile. Non tanto (o non solo) per quello che potrà diventare il futuro spettatore adulto abilitato a sottoscrivere l'abbonamento alla stagione di prosa della sua città, ma proprio in quanto bambino e ragazzo, che fa esperienza qui e ora di quel fatto complesso e plurale che è il teatro e ne fa un elemento significativo della propria maturazione emozionale e intellettiva. Sì, anche intellettiva: perché "nell'esperienza estetica le emozioni funzionano cognitivamente; quanto conosciamo attraverso l'arte è sentito nelle nostre ossa, nervi, muscoli, come è afferrato nella nostra mente, e tutta la sensibilità e la capacità di risposta dell'organismo prende parte nell'invenzione e nell'interpretazione dei simboli" (Neil Postman). Lo stimolo estetico insomma apre orizzonti sorprendenti, dove le molte diverse intelligenze che possediamo vengono stimolate e integrate le une con le altre. ... Quello che è stato definito "il lavoro dello spettatore" (anche dello spettatore bambino) è costituito infatti da un intreccio di operazioni percettive, valutative,mnemoniche, cognitive, emozionali, intellettive che interagiscono e interferiscono fra loro. Per cui quando parliamo di creatività non ci riferiamo solo a un campo prettamente artistico, ma a qualcosa che ha a che fare anche col pensiero scientifico che crea corto circuiti tra ordini di pensiero diversi e utilizza l'immaginazione per prospettare ipotesi nuove. E "stare a teatro è come stare nella bocca dell'immaginazione", secondo la folgorante metafora inventata da uno spettatore dodicenne. Ma voglio citare anche un'altra definizione di teatro, che mi piace particolarmente, creata da una spettatrice di otto anni: "il teatro è come un punto esclamativo". Se ci pensate, l'abituale rapporto che intratteniamo con la realtà si svolge – per così dire – su un piano orizzontale, come la forma paratattica nel discorso. L'esperienza artistica è l'irruzione di qualcosa che produce non soltanto una pausa, ma un sobbalzo, un cambiamento di prospettiva, una messa a fuoco dello sguardo: è uno choc percettivo, una sottolineatura del reale, una – sia pur momentanea e impercettibile – rivelazione che introduce un mutamento nella relazione con il quotidiano. E tutto questo avviene in uno spazio, quello teatrale, che è un vero luogo, contrapposto alla miriade di non-luoghi (Augé) che costellano il nostro quotidiano. Si inscrive a buon diritto – soprattutto per quel che riguarda l'infanzia – nella categoria dei luoghi antropologici: costruzione concreta e simbolica nello stesso tempo, spazio esistenziale, dove nel qui e ora dell'evento teatrale, l'io dello spettatore si estende, si dilata, si accresce nel sociale mentre si sottopone nello stesso tempo a un processo di identità, legato alla risposta soggettiva che ogni spettatore dà alla domanda di senso posta dallo spettacolo. Il teatro diventa il luogo in cui il corpo singolo si apre a un corpo collettivo, con effetti di rivitalizzazione, di scambio e accrescimento d'energia. Un luogo continuamente rifondato dallo stesso evento che vi si svolge, caratterizzato da una connotazione festiva. Non occorre citare P. Brook e "il teatro come cultura della relazione", per percepire come si stabilisca a teatro un momento alto di vissuto comunitario, una tensione tra gruppo e individuo, un'autentica interazione affettiva tra chi sta sulla scena e chi siede in platea, e anche tra gli stessi spettatori. Significative sono le testimonianze raccolte tra loro a questo proposito.

Nei confronti del teatro, la scuola può svolgere la funzione di alfabetizzazione, offrendo a tutti i bambini, ragazzi, adolescenti, la possibilità di un approccio, senza nessuna discriminazione di status culturale e/o economico (e si sa invece quanto sia elitaria, per questi motivi, la frequentazione teatrale dello spettatore adulto). Questa è opera preziosa, che solo la scuola può svolgere: e consiste, al di là della mera funzione di accompagnamento, nella costante educazione alla visione e all'ascolto, e nel coltivare sensibilità e attitudini che rischiano sempre più di essere travolte e soffocate dall'impero dei media elettronici. Purché si eviti di "scolarizzare" il teatro, di strumentalizzare cioè gli spettacoli in funzione didattico/istruttiva. Il teatro è formativo, lo si sa da sempre: ma dobbiamo intendere questa formazione nel senso in cui si dice che è salutare una nuotata, non un'iniezione di calcio. Parola di Gian Renzo Morteo, grande studioso di educazione e teatro.

 

 

 

 

 

W IL TEATRO! XVI EDIZIONE

Teatro nella scuola 2014/2015

 


L’inizio dell’anno scolastico segna anche la partenza della XXVI edizione dell’iniziativa “W IL TEATRO!”, dedicata alla formazione culturale e artistica delle nuove generazioni, voluta dall’Assessore alla Cultura e alla Scuola in lingua italiana Christian Tommasini, dalla Sovrintendente Scolastica Nicoletta Minnei e dal direttore del Teatro Stabile di Bolzano Marco Bernardi.Lacrime del principe wLe lacrime del principe

Rivolto a un pubblico di giovani dai 6 ai 19 anni, questo progetto di avvicinamento alla conoscenza dei linguaggi teatrali ha visto succedersi, nel corso degli anni, decine di migliaia di studenti delle scuole di ogni ordine e grado entrando a pieno titolo a far parte del curriculum scolastico e diventando anche un modello per le altre regioni d’Italia.  Si tratta di un percorso di preparazione alla visione delle rappresentazioni teatrali che si snoda lungo i 13 anni delle scuole primarie e secondarie, con proposte che seguono lo sviluppo e la crescita degli studenti. Il teatro ha una valenza formativa interdisciplinare e multidisciplinare e favorisce il processo di affrancamento dalle così dette “schiavitù mediali”: un’esperienza dialettica, socializzante e, soprattutto, agita da esseri umani in carne e ossa che rappresentano uno spettacolo dal vivo, creando in questo modo uno dei riti artistici collettivi simbolicamente più significativi della nostra tradizione culturale. DSC 3145b limportanza  Gleijeses Poli bargilli copiaL'importanza di chiamarsi Ernesto, Il Tartufo e Il giardino dei ciliegi

 

Durante l’anno scolastico 2013/2014 l’iniziativa “W IL TEATRO!” ha registrato 25.686 presenze nelle recite dedicate alla scuola italiana.

A partire dal prossimo 7 ottobre e per l’intero anno scolastico, le migliori compagnie di “Teatro ragazzi” presentano i loro spettacoli sui palcoscenici di Bolzano, Merano, Brunico, Bressanone, Vipiteno, Egna e Laives. Una stagione firmata da Marco Bernardi e Paolo Bonaldi, responsabile del settore Scuole e Formazione del Teatro Stabile che si compone di 14 titoli per un totale di 90 rappresentazioni distribuite in maniera capillare sul territorio e selezionate appositamente per ciascun ciclo formativo. “W IL TEATRO!” può contare oggi su una massa consolidata di spettatori per anno scolastico che si avvicina ai trentamila studenti.

Per gli alunni delle scuole primarie del primo ciclo “W IL TEATRO!” propone spettacoli e storie semplici e coinvolgenti che affrontano tematiche importanti come l’isolamento sociale e la discriminazione: è il caso di Le lacrime del principe della Compagnia Teatrale Mattioli e Biancanera di Teatrimperfetti.

Nato ieri di Giacomo Ferraù e Cenerentola di Tonio De Nitto sono i due spettacoli scelti per il II ciclo delle primarie. Entrambi coniugano un’attenta ricerca teatrale che spazia all’interno di diversi linguaggi, dal teatro alla danza.

Alle Scuole secondarie di I grado sono dedicati due spettacoli di narrazione ideati per catturare l’attenzione del pubblico attraverso l’ironico racconto delle prime immersioni nel mondo dei sentimenti di Vita da Timidi di Guido Castiglia o di roccambolesche avventure in tempo di guerra di La Tregua di Natale di Giuseppe Di Bello.

Stagione di classici quest’anno, per le Superiori con Cechov, Molière e Pirandello a cui si affiancano due novità come Sanguinare inchiostro di Andrea Castelli, spettacolo dedicato alla tragedia della I Guerra Mondiale e Soap Opera di Cesare Lievi sul tema donna e potere.

La vita che ti diedi di Luigi Pirandello è forse l’unica tragedia scritta dal grande autore di Agrigento che ci  narra di una maternità esasperata e delirante. Con questo spettacolo, mai messo in scena a Bolzano, Marco Bernardi, Patrizia Milani e Carlo Simoni chiudono il cerchio di una lunga e fruttuosa collaborazione che ha dato vita ad alcuni degli spettacoli più riusciti della scena italiana; Il Giardino dei ciliegi, l’opera più lirica di Cechov viene riletta in chiave mediterranea dal regista Luca De Fusco che ha individuato una profonda analogia tra l’indolenza della società russa di inizio Novecento e quella napoletana. Dal ritratto di un’epoca a quello di un singolo, viscido individuo: la stagione dedicata alle Scuole secondarie di II grado prosegue con Il Tartufo, commedia di Molière che scandalizzò la Francia di fine Seicento nell’esilarante versione diretta da Marco Sciaccaluga e intepretata da Eros Pagni e Tullio Solenghi. Dalla Francia all’Inghilterra vittoriana del genio irriverente di Oscar Wilde: vero e proprio capolavoro teatrale, L’importanza di chiamarsi Ernesto diretto e interpretato da Geppy Gleijeses, mostra quanto Wilde fosse convinto che la pungente comicità sia un ottimo paravento dietro il quale celare gli argomenti più scomodi.

I due spettacoli in lingua tedesca prodotti da Vereinigte Bühnen Bozen saranno quest’anno Michael Kohlhaas, il celebre racconto narrato da Heinrich von Kleist e ispirato a un fatto realmente accaduto nella Germania del Cinquecento e Stillbach oder Die Sehnsucht, tratto dal quarto romanzo di Sabine Gruber, apprezzata scrittrice sudtirolese.

 

 

Stagione 2015 / 2016

Affronto l’incarico di dirigere questa prestigiosa istituzione con grande gioia, determinazione e immenso senso di responsabilità nei confronti della mia città. Considero questa nomina come una partenza, un inizio, un avvio che prevede molti compagni di viaggio. Questi compagni saranno artisti, registi, attori, autori, scenografi, costumisti, musicisti, una comunità da sempre e per sempre in via d’estinzione che prova incessantemente a fare del proprio lavoro un capolavoro; saranno le persone che lavorano con passione e dedizione quotidiana negli uffici; saranno i tecnici che custodiscono con sapienza artigiana millenaria la complessa struttura degli spettacoli. Il compagno di viaggio essenziale però, sarà il pubblico cioè le persone che parteciperanno a questo magico, fragile e irripetibile rito che è il teatro. Vorrei che ognuno avesse confidenza fraterna col nostro teatro.

Il primo Teatro Stabile nasce quasi settant’anni fa, non soltanto come un teatro ma come un organismo che crede all’impegno sociale, alla coscienza etica, alla maturità civile del fare spettacolo. In questo senso vorrei ascoltare, costruire e condividere, realizzare al meglio, scegliere e battermi, se necessario, per un teatro di tutti e per tutti. Perseguirò questo ambizioso intento e sono certo che con l’aiuto e la partecipazione di ognuno il nostro teatro sarà vivo, divertente, commovente, poetico, irriverente, profondo, universale, confidenziale, popolare, colto, sussurrato, raffinato, urlato, insomma necessario, vitale e libero.

 

Ringrazio di cuore il Direttore Marco Bernardi per il teatro che ci consegna, sano e prestigioso, per la generosità dimostrata e per aver guidato questa istituzione con grande professionalità. Lavorare con lui è stato un privilegio.

Ringrazio il Presidente Giovanni Salghetti Drioli, il Vicepresidente Carlo Corazzola e il Consiglio di Amministrazione per la fiducia e la collaborazione e i Soci per il sostegno.

 

 

Walter Zambaldi

 

 



 

W IL TEATRO! XXVII EDIZIONE

Teatro nella scuola 2015/2016

L’inizio dell’anno scolastico segna anche la partenza della XXVII edizione dell’iniziativa “W IL TEATRO!”, dedicata alla formazione culturale e artistica delle nuove generazioni, voluta dall’Assessore alla Cultura e alla Scuola in lingua italiana Christian Tommasini, dalla Sovrintendente Scolastica Nicoletta Minnei e dal direttore del Teatro Stabile di Walter Zambaldi. 

Rivolto a un pubblico di giovani dai 6 ai 19 anni, questo progetto di avvicinamento alla conoscenza dei linguaggi teatrali ha visto succedersi, nel corso degli anni, decine di migliaia di studenti delle scuole di ogni ordine e grado entrando a pieno titolo a far parte del curriculum scolastico e diventando anche un modello per le altre regioni d’Italia. Si tratta di un percorso che si snoda lungo i 13 anni delle scuole primarie e secondarie, con proposte che seguono lo sviluppo e la crescita degli studenti. Il teatro ha una valenza formativa interdisciplinare e multidisciplinare e favorisce il processo di affrancamento dalle così dette “schiavitù mediali”: un’esperienza dialettica, socializzante e, soprattutto, agita da esseri umani in carne e ossa che rappresentano uno spettacolo dal vivo, creando in questo modo uno dei riti artistici collettivi simbolicamente più significativi della nostra tradizione culturale.

Durante l’anno scolastico 2014/2015 l’iniziativa “W IL TEATRO!” ha registrato 25.000 presenze nelle recite dedicate alla scuola italiana.

A partire dal prossimo 13 ottobre e per l’intero anno scolastico, le migliori compagnie di “Teatro ragazzi” presentano i loro spettacoli sui palcoscenici di Bolzano, Merano, Brunico, Bressanone, Vipiteno, Egna e Laives. Una stagione firmata da Walter Zambaldi, da Paolo Bonaldi e Irene Vitulo, responsabile del settore Scuole e Formazione del Teatro Stabile, che si compone di 14 titoli per un totale di 90 rappresentazioni distribuite in maniera capillare sul territorio e selezionate appositamente per ciascun ciclo formativo. “W IL TEATRO!” può contare oggi su un consolidato di spettatori per anno scolastico che si avvicina ai trentamila studenti.

Per gli alunni delle scuole primarie del primo ciclo “W IL TEATRO!” propone spettacoli e storie lineari e coinvolgenti che affrontano tematiche importanti come la nascita e la perdita di una persona cara come Il cielo degli orsi della Compagnia Teatro Gioco Vita di Piacenza e B come Babau di Guido Castiglia per Nonsoloteatro di Torino, che affronterà il tema della paura.

Il Volo di Icaro del TIB teatro di Belluno e Che viaggi Mr.G! della Compagnia ABC MusicaTeatro sono i due spettacoli scelti per il II ciclo delle primarie. Entrambi parlano di viaggi: se Il Volo di Icaro porta i giovani spettatori a contatto con la mitologia, Che viaggi Mr.G! li condurrà nel mondo fantastico di Gulliver! Tematiche fondamentali e sempre di grande attualità sono affrontate dai due spettacoli dedicati alle Scuole secondarie di I grado. Come sorelle della Compagnia Teatrale Mattioli parla dell’olocausto visto attraverso gli occhi dei bambini di allora, ma allo stesso tempo mette in scena lo sguardo dei bambini di oggi su questo argomento, essendo nato da un laboratorio teatrale con ragazzi che hanno scritto gran parte della trama. OZ-Storia di un’emigrazione rilegge la celebre fiaba “Il mago di OZ” di Frank Baum, come metafora del tema dell’immigrazione. Lo spettacolo della compagnia Eco di Fondo infatti, mette in scena la protagonista Dorothy e i vari personaggi incontrati durante il suo viaggio avventuroso alla ricerca di una vita migliore.

La commedia Molière: la recita di Versailles, aprirà la nuova stagione per le scuole secondarie di II grado. Lo spettacolo, scritto a sei mani da Paolo Rossi, Stefano Massini e Giampiero Solari, è un viaggio nel teatro, nelle opere e nella biografia di Molière. Intepretato da Paolo Rossi, Molière: la recita di Versailles mette a confronto in un gioco di specchi temporali ed esistenziali il lavoro e la vita del capocomico Molière e del capocomico Paolo Rossi.

La nostra storia, grande o piccola che sia, è al centro del plot narrativo di altri due spettacoli selezionati per le scuole secondarie di II grado, prodotti dallo Stabile bolzanino e diretti da due giovani registi il trentino Andrea Brandalise e il bolzanino Andrea Bernard: La scelta di Cesare scritto da Pino Loperfido e interpretato da Andrea Castelli, delinea il rapporto tra un padre e un figlio di oggi dietro ai quali si aggira, alla vigilia del centenario della sua morte, il fantasma di Cesare Battisti, figura importante e controversa della storia del Trentino-Alto Adige. Brattaro mon amour è un noir tragicomico scritto dal giornalista Paolo Cagnan e ambientato attorno a un chiosco di würstel (in slang: brattaro) in quelle “zone di abitazioni popolari intensive” che a bolzano venivano etichettate Shanghai.

Tra le proposte per le scuole secondarie di II grado troviamo due attori carismatici come Franco Branciaroli, che si confronterà con l’Enrico IV, capolavoro di Luigi Pirandello in uno spettacolo nato dalla collaborazione tra Teatro Stabile di Brescia e Teatro degli Incamminati e Eros Pagni, chiamato a intepretare Don Antonio Barracano nella commedia di Eduardo De Filippo Il sindaco del rione Sanità, una coproduzione tra Teatro Stabile di Genova e Teatro Stabile di Napoli, capace di mescolare mirabilmente il comico e il tragico .

Torno indietro e uccido il nonno della compagnia Arditodesío affronta una delle domande più profonde di tutti i tempi: Dove va il tempo che passa? Lo spettacolo, presentato nel 2014 al Festival della Scienza di Genova, ha come obiettivo quello di stimolare l’interesse attorno alla scienza in modo del tutto nuovo, sviluppando curiosità e senso di meraviglia.

Per quanto riguarda i due spettacoli in lingua tedesca prodotti da Vereinigte Bühnen Bozen la scelta si è orientata su Bombenjahre e  Ein Sommernachtstraum. Bombenjahre racconta gli anni degli attentati terroristici in Alto Adige. Autonomia o autodeterminazione? Ein Sommernachtstraum porterà gli spettatori nelle atmosfere incantate del capolavoro shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate, con le musiche di scena di Felix Mendelssohn Bartholdy e l’adattamento e regia di Georg Schmiedleitner.

Cartellone Scuole primarie:

I e II classe :

  • Il cielo degli orsi (Teatro Gioco Vita)
  • B come Babau (Nonsoloteatro)

III

– IV e V classe :

  • Il volo di Icaro (TIB teatro )
  • Che viaggi Mr.G! (ABC MusicaTeatro)

 

Cartellone Scuole secondarie I grado

  • Come sorelle (Compagnia Teatrale Mattioli)
  • OZ - Storia di un’emigrazione (Eco di Fondo)

Cartellone Scuole secondarie di II grado

  • Molière:la recita di Versailles (Teatro Stabile di Bolzano)
  • La scelta di Cesare (Teatro Stabile di Bolzano)
  • Brattaro mon amour (Teatro Stabile di Bolzano)
  • Enrico IV (Teatro Stabile di Brescia -  Teatro degli Incamminati)
  • Il sindaco del rione sanità (Teatro Stabile di Genova – Teatro Stabile di Napoli)
  • Torno indietro e uccido il nonno (Compagnia Arditodesìo)
  • Bombenjahre (Vereinigte Bühnen Bozen)
  • Ein Sommernachtstraum (Vereinigte Bühnen Bozen)