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Un tram che si chiama desiderio

Uno sguardo nuovo su un testo leggendario

di Tennesse Williams
traduzione Masolino D'Amico
regia Antonio Latella
scene Annelisa Zaccheria
costumi Fabio Sonnino
luci Robert John Resteghini
suono Franco Visioli
con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni

 

EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
TEATRO STABILE DI CATANIA

 

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tramLaura Marinoni e Vinicio Marchioni

 

Antonio Latella riesce sempre a dare una lettura moderna e incisiva a testi che sono diventati pietre miliari nella storia della letteratura teatrale: lo ha già fatto con Shakespeare, Pasolini e Fassbinder. Nuova è ora la prospettiva con la quale il regista quarantenne, che ha saputo conquistare fama internazionale, ha affrontato il dramma oramai leggendario di Tennessee Williams. A più di sessant'anni dal suo debutto, Un tram che si chiama desiderio, audace testo scritto da Tennessee Williams nel 1947, reso subito famoso dal film di Elia Kazan con Marlon Brando nei panni del perfido cognato Stanley Kowalski e Vivien Leigh in quelli dell'instabile Blanche Dubois, conferma tutta la sua dirompente forza. Latella ha saputo infatti ribaltarne la prospettiva, che dal realismo originario vira verso il racconto introspettivo della protagonista. "Nel testo Blanche pronuncia una battuta che credo sia rivelatrice: ‹ Non voglio realismi ›. Si capisce benissimo che l'autore intende il realismo della messinscena, non certo quello della scrittura", afferma il regista napoletano. "Questa è la chiave di lettura del mio allestimento. Ho capovolto la storia concentrandomi sulla scena finale in cui Blanche si abbandona al medico che la allontana dalla casa. Da questo punto di vista lei rivive l'intera vicenda a ritroso come in una seduta di analisi". Gli spettatori vedranno quindi l'intero dramma accadere nella testa di Blanche, come se si trattasse della memoria di una vicenda filtrata dai suoi occhi. "Credo che da questa prospettiva il testo possa assumere una dimensione contemporanea: la sua mente diventa il luogo dell'azione, lo spazio scenico", continua Latella. La casa di Blanche e dei coniugi Kowalski diventa quindi un labirinto della mente. Fondamentali in questo senso si rivelano le luci di Robert John Resteghini e il suono di Franco Visioli che ha elaborato l'importante colonna sonora dello spettacolo. In questa nuova rilettura di Un tram che si chiama desiderio, che ha riscossogrande consenso di pubblico e critica nel corso del primo anno di repliche, la figura cruciale di Blanche è interpretata da Laura Marinoni,già ottima protagonista dello spettacolo Le lacrime amare di Petra Von Kant di Fassbinder, sempre per la regia di Latella, che le è valso il premio Eleonora Duse. Al suo fianco, Vinicio Marchioni veste i panni che furono di Marlon Brando. L'attore, perfezionatosi alla scuola di Luca Ronconi, ha raggiunto la popolarità grazie all'interpretazione de 'Il Freddo' nella serie televisiva Romanzo Criminale.

 


 
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