Cartella stampa 2016/2017

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DAL 6 AL 9 APRILE AL COMUNALE DI BOLZANO FEDRA” DI SENECA, UN'APPASSIONANTE INDAGINE SUI LATI OSCURI DELL'ANIMO UMANO 

Minimale e carnale, onirica in stile lynchano, chirurgica e passionale nello stesso tempo, questa nuova rilettura della Fedra diretta da Andrea De Rosa andrà in scena dal 6 al 9 aprile (dal 6 all’8 aprile h. 20.30; 9 aprile h. 16.00) al Comunale di Bolzano nell’ambito della stagione dello Stabile. Vincitrice del Premio della Critica assegnato dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro, la Fedra splendidamente interpretata da Laura Marinoni, è una profonda investigazione sull’uomo che riguarda l’irriducibile, insondabile eros.  Nella messa in scena della tragedia di Seneca il regista e filosofo Andrea De Rosa compie un’indagine affascinante sui lati oscuri dell’animo umano, su quelle forze potenti e misteriose descritte dalla mitologia. Sposa del re di Atene Teseo, Fedra arde di passione amorosa per il suo figliastro Ippolito interpretato in scena da Fabrizio Falco. Il giovane Ippolito però, è devoto esclusivamente alla caccia e distaccato dai legami familiari, e respinge l’offerta della sua matrigna e regina. Fedra, in preda a un furore incontrollabile, mediterà contro di lui una feroce vendetta.
In questo spettacolo prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile di Torino, Fedra e Ippolito appaiono come due figure in fuga dalla gabbia di condizionamenti in cui la società vorrebbe relegarli: Fedra si allontana dai ruoli di moglie e regina, mentre Ippolito, dedito esclusivamente alla caccia, rifugge dalle incombenze politiche previste da Atene per un giovane principe. Due personaggi mossi da un eccesso di passione, due protagonisti destinati ad andare incontro a un destino rovinoso. Ed è proprio in una gabbia, o meglio in un cubo di plexiglass, disegnato da Simone Mannino e illuminato dal disegno luci di Pasquale Mari che De Rosa rinchiude Fedra. Al suo interno la regina spasima e delira, sogna di seguire Ippolito nella sue avventure di caccia e di coronare la sua passione. Il mondo circostante sembra esistere solo come proiezione della sua mente. La tragedia che De Rosa ha integrato con alcuni estratti dalle Lettere dello stesso Seneca e dall’Ippolito di Euripide, si rivela di una modernità sorprendente: non rappresenta una figura del mito, tragicamente sottomessa al Fato, ma una donna piangente, carnale, posseduta da una passione che l'autore definisce malattia. Scava nell'inconscio, porta alla luce un nucleo di pulsioni oscure, di ossessioni, sensi di colpa. «Qui l’amore è inteso, letteralmente, come qualcosa da cui si viene posseduti, qualcosa che viene da fuori, qualcosa di profondamente estraneo, come un virus che inizia a riprodursi nel nostro corpo senza il nostro assenso» sostiene De Rosa, che grazie a un percorso artistico che intreccia prosa e opera lirica, è riconosciuto oggi come un nuovo esponente di quel teatro di regia che offre sempre nuove poetiche per la scena. Completano il cast Luca Lazzareschi, Anna Coppola e Tamara Balducci.
I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano aperte dal martedì al venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19, il sabato dalle 11 alle 14 e i giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.

foto: Mario Spada