Cartella stampa 2016/2017

 

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PIÚ DI CINQUECENTO PARTECIPANTI AL PREMIO PLATEA 2016.
ANTONIO PICCOLO VINCE LA PRIMA EDIZIONE CON “EMONE”

MENZIONI SPECIALI PER DAVIDE CARNEVALI, ROBERTO CAVOSI, PAOLA FRESA

Il Premio per la Nuova Drammaturgia italiana promosso dalla Fondazione P.L.A.TEA. ha registrato 504 partecipanti ed è stato assegnato a “Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato” di Antonio Piccolo. Al testo vincitore va una prestigiosa coproduzione tra Teatri Nazionali e Teatri di Rilevante Interesse Culturale, oltre alla pubblicazione per i tipi di Einaudi. Il Premio PLATEA è realizzato dalla Fondazione P.L.A.TEA. in collaborazione con Giulio Einaudi Editore e con A.R.T.I. (ex A.N.A.R.T.) – che garantirà la circuitazione della produzione – e riceve il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Più di cinquecento testi da tutt’Italia: ecco come si è svolta la selezione.
Sono 504 i testi che hanno partecipato alla prima edizione del Premio PLATEA, avviato nel giugno scorso con la pubblicazione del nuovo bando dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea. Il bando – riservato a opere mai rappresentate – può dirsi quindi ampiamente riuscito nelle sue finalità di valorizzazione della drammaturgia italiana e di rinnovamento del repertorio.
L’insieme dei partecipanti si compone per il 31% di over 50, per il 35% di autori tra i 35 e i 50 anni, e per il 34% di under 35, con provenienza da tutto il territorio nazionale: 41% dal Nord, 37% dal Centro, 22% dal Sud e Isole.

«In linea con quanto previsto dal suo Statuto, la Fondazione P.L.A.TEA. ha promosso questo concorso con l’obiettivo di valorizzare la drammaturgia contemporanea italiana offrendo uno sbocco produttivo concreto, un’importante circuitazione e un significativo approdo editoriale al testo vincitore – dichiara il Presidente Filippo Fonsatti. Ringrazio la Casa Editrice Einaudi per la prestigiosa partnership, la Compagnia di San Paolo per il prezioso sostegno economico, l’associazione A.R.T.I. (ex A.N.A.R.T.) per la convinta condivisione progettuale. Ringrazio anche i Teatri soci della Fondazione e i loro incaricati alla lettura e preselezione dei testi, che hanno svolto un lavoro di grande impegno e attenzione. Ed esprimo a nome di tutti le congratulazioni più vive e sincere ad Antonio Piccolo».

La valutazione delle opere in concorso si è sviluppata in due fasi: la preselezione (svoltasi tra luglio e novembre) – realizzata da diciotto lettori nominati dai Teatri soci della Fondazione  (fase nella quale ogni testo è stato letto da sei persone) – e la sessione finale, cui hanno avuto accesso 21 titoli, esaminati da una giuria composta da Roberto Alajmo (scrittore e giornalista, direttore del Teatro Biondo di Palermo), Mauro Bersani (editor della Einaudi, direttore della collana Collezione di teatro), Antonio Calbi (direttore del Teatro di Roma), Patrizia Coletta (direttore della Fondazione Toscana Spettacolo, rappresentante A.R.T.I.), Massimo Ongaro (direttore del Teatro Stabile del Veneto), Amedeo Romeo (regista e scrittore, direttore del Teatro della Tosse di Genova), Andrée Ruth Shammah (regista, direttore del Teatro Franco Parenti).
Il processo di ammissione dei testi e di preselezione è stato svolto con la supervisione di un Comitato Operativo composto da Franco D’Ippolito (direttore del Teatro Metastasio di Prato), Massimo Ongaro (direttore del Teatro Stabile del Veneto) e Walter Zambaldi (direttore del Teatro Stabile di Bolzano).
Gli esiti sono pubblicati sul sito web della Fondazione – www.fondazioneplatea.it – e sul prifilo facebook del Premio PLATEA.

Un vincitore e tre segnalazioni
La giuria della prima edizione del Premio PLATEA, dopo aver esaminato i 21 finalisti ha decretato all’unanimità vincitore della prima edizione Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato di Antonio Piccolo, con la seguente motivazione: «Antonio Piccolo ha scritto un’originalissima riproposta del mito di Antigone, rappresentato dal punto di vista di Emone, figlio di Creonte, cugino e promesso sposo dell’eroina sofoclea. Il testo attraversa tutti i generi teatrali, dalla commedia alla farsa, alla tragedia, sul ritmo di un fantasioso e affascinante dialetto napoletano che mescola alto e basso, registri letterari e popolari, lirismo e comicità. Il mito rivive così nella sua sostanza più autentica, specchio antico e rinnovato per parlare allo spettatore di oggi d’amore, di politica, di rapporti tra padri e figli. Un testo che sfida i parametri consueti del teatro contemporaneo riuscendo a sorprendere, divertire e commuovere».
Dal testo sarà tratto uno spettacolo che sarà coprodotto dal Teatro Stabile di Torino insieme con il Teatro di Roma, il Teatro Stabile di Napoli e altri partner in via di definizione, e successivamente programmato in diversi teatri di P.L.A.TEA. (Fondazione per l’Arte Teatrale) e nei Circuiti Regionali aderenti all’A.R.T.I. (Associazione Reti Teatrali Italiane, ex A.N.A.R.T.). Nato a Napoli nel 1987, Antonio Piccolo è attore, regista e drammaturgo. Ha studiato recitazione con Carlo Cerciello, mimo corporeo con Michele Monetta, drammaturgia con Massimo Maraviglia. Ha lavorato, tra gli altri, con Francesco Saponaro, Enzo Moscato, Teatro di Legno, Marina Confalone, Aniello Mallardo. Nel 2010 ha fondato con altri giovani colleghi il collettivo Teatro In Fabula, per cui – oltre all’attività di attore – ha curato la regia (a quattro mani con Giuseppe Cerrone) di alcuni spettacoli, tra cui 2 fratelli di Fausto Paravidino, Le 95 tesi. Una storia di Lutero (vincitore del progetto “Napoli Città Giovane: i giovani costruiscono il futuro della Città” promosso dal Comune di Napoli) e Il grigio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Dopo Emone, ha scritto anche All’apparir del vero. Dialogo di Giacomo Leopardi e della Morte.

La giuria del Premio PLATEA inoltre, nel dare conto dell’ampia rosa di proposte pervenute, intende segnalare altre tre opere meritevoli di attenzione: Giulietta e Romeo prima dell’estate di Roberto Cavosi, Menelao (una tragedia contemporanea) di Davide Carnevali, e Il problema di Paola Fresa, con le seguenti motivazioni:
- «In Giulietta e Romeo prima dell’estate la parabola di due giovani che difendono il loro amore contro tutti e contro tutto rivive nelle figure di un carcerato e di una ragazza ripetutamente violentata dal padre, ricoverata in un istituto per donne disagiate. Cavosi trova nel mondo marginale dei due protagonisti un lirismo dai colori acidi e disperati».
- «Il Menelao di Carnevali è un uomo in piena depressione. Tornato da Troia e riacquisita la moglie Elena, proprio quando dovrebbe sentirsi pienamente soddisfatto, si trova invece preda di angosce e infelicità. La mitologia greca viene abilmente intrecciata all’attualità e al mondo contemporaneo per sondare gli eterni meccanismi del desiderio»”.
- «Con Il problema, Paola Fresa mette in scena la malattia di Alzheimer in maniera tanto più drammatica quanto più la scrittura dell’autrice sa essere misurata e precisa, teatralmente implacabile, rifuggendo da ogni patetismo».

La giuria ha rilevato infine che la rosa dei quattro testi selezionati “si compone di tre opere ispirate a copioni della tradizione e al mito, mentre la quarta affronta una delle malattie che più segnano il nostro tempo, scritto, forse non a caso, da una donna. Siamo lieti di assegnare il premio a un’opera prima e di aver individuato in Antonio Piccolo, giovane attore della scena napoletana, una scrittura nutrita dell’esperienza di palcoscenico”.

Gli altri finalisti
Oltre al vincitore e ai tre segnalati hanno raggiunto la fase finale i seguenti testi: Æsir di Margarita Egorova, La confessione di Luciano Colavero, La dea della disperazione di Sonia Antinori, Deposizione di Paolo Puppa, Eight di Jacopo M. Pagliari, Gemma di Giada Costa, Hai distrutto il torturabile corpo di Sergio Ariotti, Jekyll di Fabrizio Sinisi, Lullaby di Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, Mitomachia di Igor Esposito, Perché no? di Enrico Saccà, La pietra d'angolo di Flavia Gallo, Rapporti non protetti di Valerio Amoruso, Il rumore delle onde di Dario Merlini, Spin di Renato Gabrielli, Lo squalo di Eugenio Sideri, Unico di Stefano Mereu.

La fondazione P.L.A.TEA.
La Fondazione per l’Arte Teatrale P.L.A.TEA. si è costituita nel 2008 su iniziativa dei diciassette teatri stabili pubblici italiani e, nel 2015 – in seguito all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 1° luglio 2014 che ha ridefinito le funzioni del sistema teatrale italiano –, ha deliberato alcune modifiche statutarie che consentono l’ingresso di soci ordinari di origine pubblica e privata che abbiano conseguito il riconoscimento di Teatro Nazionale o di Teatro di Rilevante Interesse Culturale. La Fondazione P.L.A.TEA. è organismo di rappresentanza istituzionale degli attuali ventitre soci presso gli organi di governo, le pubbliche amministrazioni, gli enti locali nonché presso le associazioni sindacali di datori di lavoro e i prestatori d’opera. Ha sede a Roma, presso l’A.G.I.S., con la quale è convenzionata fin dalla sua nascita. Ha come scopo la formazione, la promozione e la diffusione della cultura e dell’arte, con particolare riferimento alla cultura teatrale anche tramite lo sviluppo di forme di interdisciplinarietà di linguaggio e produttive. Studia, elabora e promuove linee programmatiche relative ad aspetti legislativi, economici, organizzativi e sociali a tutela e sviluppo delle attività rappresentate e delle finalità interdisciplinari statutariamente affermati. Il primo presidente della Fondazione è stato Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro – Teatro d’Europa di Milano, cui è seguito Marco Bernardi, direttore del Teatro Stabile di Bolzano. Attualmente la Fondazione è presieduta da Filippo Fonsatti, direttore del Teatro Stabile di Torino. www.fondazioneplatea.it

 

FONDAZIONE P.L.A.TEA.
Ufficio di Presidenza
Filippo Fonsatti, presidente
Angelo Pastore, vicepresidente
Antonio Calbi, Luca De Fusco, Velia Papa, membri

 

con il sostegno di

compagnia san paolo

in collaborazione con

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