Cartella stampa 2015/2016

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LA PRODUZIONE DEL TEATRO STABILE "MOLIERE: LA RECITA DI VERSAILLES"  NEI PRINCIPALI TEATRI D'ITALIA

 "Molière: la recita di Versailles", la produzione dello Stabile di Bolzano che ha segnato l'apertura della stagione 2015/2016 diretta da Walter Zambaldi, sarà presentato nei maggior teatri d'Italia.

Per aprire in grande stile la nuova stagione Walter Zambaldi, nuovo direttore dello Stabile, ha scelto di far interagire la creatività di Stefano Massini, uno degli autori italiani più apprezzati e rappresentati anche all’estero, la verve del capocomico per eccellenza Paolo Rossi e l’esperienza scenica e visiva di un regista del calibro di Giampiero Solari nella riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo scritto da Molière nel 1663. Dopo il fortunato debutto bolzanino al Comunale di Bolzano, lo spettacolo farà tappa a Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Ma la tournée di Molière: la recita di Versailles non si fermerà qui: la produzione bolzanina è stata richiesta dai più importanti teatri italiani, tra i quali spicca il Teatro Strehler - Piccolo Teatro di Milano.
Ma com’è nata l’idea di riscrivere un testo di Molière come L’impromptu de Versailles?
Per Massini, uno degli autori teatrali italiani più apprezzati, basti citare Lehman Trilogy, ultimo lavoro diretto da Luca Ronconi, scrivere Molière: la recita di Versailles è stata una vera e propria avventura, una di quelle sfide irrinunciabili che solo il teatro sa porre: «A distanza di un bel po' di anni ritrovo sulla mia strada Walter Zambaldi, che mi propone l'azzardo di una scrittura - a ben sei mani - da un testo quasi impossibile di Molière» racconta Massini. «Come rifiutare? Come respingere al mittente la sfida formidabile di scrivere non un testo ma davvero un canovaccio alla maniera dei comici dell'arte, affidandolo poi alla saggezza jazzista di un anarchico scienziato della scena come Paolo Rossi, qui allenato da quel trainer pirotecnico che risponde al nome di Giampiero Solari? C'erano tutti gli elementi per imbarcarsi in questa impresa improbabile e dunque ardita, piena di meravigliosi incidenti, ovvero di strappi a norme e regole, per incendiare l'edificio e restaurarlo con piglio tutto nuovo, osando, tentando, creando e ricreando. Nel segno antico e modernissimo di quell'officina costantemente aperta che chiamiamo teatro.»70x100 Moliere B09
A questo proposito anche Paolo Rossi che interpreterà lo spettacolo capitanando una nutrita compagnia di attori e musicisti ha la risposta pronta: «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della compagnia teatrale. Spesso mi dipingono come Molière, ovvero trasgressivo e innovatore ma con ampio sguardo verso la tradizione».
Nell’Improvvisazione di Versailles Molière mette in scena sé stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull’arte drammatica e abbozzando quella Comédie des comédiens che da molto tempo aveva intenzione di scrivere. In questa pièce il grande uomo di teatro francese riassume l’esperienza del teatro comico italiano con l’intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume: era fermamente convinto che fosse necessario realizzare opere che attraessero un pubblico più vasto, non soltanto quello della corte di Parigi. «Ho sempre lavorato sull’improvvisazione, che mutuo dal mio percorso artistico e ho cercato di riproporre sempre all’interno dei miei spettacoli, sia che fossi solo sia che fossi accompagnato da colleghi attori e musicisti» prosegue Rossi che collabora per la prima volta con un teatro pubblico. «La matematica struttura sottesa all’Impromptu di Versailles, testo per diverse parti incompleto ma chiaro nel suo meccanismo comico/tragico, ha nutrito diverse idee interessanti anche grazie allo stimolo verso l’improvvisazione ».
«Uno spettacolo che è una macchina da guerra, spietato come una bomba a orologeria» incalza Stefano Massini. «Cosa accade se il Re in persona esige una commedia che debutti in sua presenza la sera stessa? Nasce il dramma del capocomico: restare lucido, sfruttare il genio, correre contro il tempo e partorire in men che non si dica un capolavoro. In questo caso la crisi è a un passo. Perché tutto filerebbe molto più liscio se il nostro monsieur Molière avesse la testa sgombra, senza le angherie dei suoi avversari, senza le sfuriate delle sue donne, senza i morsi del portafogli e delle mille quotidiane trappole. Basterebbe un po' di pace, al capocomico. E allora sì che Sua Maestà avrebbe la sua recita. O meglio: un'ipotesi di recita. Una traccia? Un'improvvisazione, ecco. Tentare è tutto. Senza paracadute».
In scena ad affiancare Rossi/Molière troveremo una nutrita compagnia composta da attori e musicisti, come Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella e Paolo Grossi.

 

nelle foto: Lucia Vasini / credit Tommaso Le Pera; Giampiero Solari, Paolo Rossi e Walter Zambaldi. Credit  Kemenater per Alto Adige

Created: 02/11/2015 12:06