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India è un racconto a più voci e a vari livelli: con la narrazione, la danza, il canto, la musica e con Mara Baronti, che in passato ha lavorato anche in produzioni dello Stabile di Bolzano e che il pubblico locale conosce bene, nelle vesti di una eccezionale affabulatrice che tiene perfettamente la scena, avvinghiando lo spettatore alla poltrona e portandolo nel magico mondo dell’India. Un viaggio nelle sue tradizioni, nei suoi usi e costumi, nelle sue leggende, nelle sue manifestazioni più belle e nelle sue pieghe più recondite e segrete.
La Baronti ha tratto questo lavoro da anni di letture e riflessioni sui poemi e sulle grandi opere dei miti di quella tradizione: Mahabaratha, Kalika Purana, Ramajana e altre. La passione e la voglia di raccontare la cultura sulla quale si regge la religiosità indù oltre che la vita nel paese-continente ha dato il via a questo progetto. Il testo s’incentra sulle avventure di alcune tra milioni di divinità celebrate dagli indiani, da Brama a Shiva, Vishnu e poi Sati, Parvati, Kama. Ad aiutare lo spettatore ad inoltrarsi in queste atmosfere è la musica che emerge nella recitazione con tintinnii di campanelle, mantra e canti sacri ma anche e soprattutto i video e le immagini in grado di restituirci i colori dei templi del Tamil Nadu piuttosto che scene ultrapop della Bollywood anni Settanta.
India racconta, insomma, un popolo e la sua cultura grazie alla coinvolgente e comunicativa Mara Baronti da sempre innamorata conoscitrice di questo paese semplice e complicato allo stesso tempo, dove lontananza e vicinanza sono la stessa cosa.
India è un elefante che vola e si trasforma. Immenso e leggero. È un racconto, fatto di tante storie sui miti e gli dei che ci fa entrare nella filosofia degli indiani. È un posto che ci fa rendere conto che questo modo di intendere la vita in fondo, non è poi completamente estraneo a noi europei.
Lo spettacolo, diretto da Alfonso Santagata, ruota attorno al grande carisma ed alla capacità comunicativa di Mara Baronti, ma è anche ottimamente supportato dalle atmosfere magiche e sovrannaturali create oltre che dalle immagini e dalle musiche anche dalle danze. Il tutto regala agli spettatori la sensazione di essere inebriati dagli odori di spezie orientali.
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