7-12-2009 - UNA NUOVA STAGIONE PER "IL GABBIANO" DI CECHOV. RIPARTE DA BELLUNO LA TOURNÉE 2009/2010
Dopo il successo di pubblico e critica della scorsa stagione, riparte la tournée de Il gabbiano di Anton Cechov nella traduzione di Fausto Malcovati. Una produzione del Teatro Stabile di Bolzano, diretta da Marco Bernardi e interpretata da Patrizia Milani, Carlo Simoni, Maurizio Donadoni cui si affiancano Gianna Coletti, Gaia Insenga, Fabrizio Martorelli, Massimo Nicolini, Iolanda Piazza, Libero Sansavini, Maurizio Ranieri, Riccardo Zini.
Le scene sono di Gisbert Jaekel, i costumi di Roberto Banci, l’ambientazione sonora di Franco Maurina e le luci di Lorenzo Carlucci. Scritto nel 1895 e rappresentato per la prima volta a Pietroburgo l’anno successivo, "Il gabbiano" è certamente uno dei quattro capolavori teatrali di Anton Cechov (1860-1904) assieme a "Zio Vanja", "Tre sorelle" e "Il giardino dei ciliegi". Amato dal pubblico e dagli uomini di teatro, è forse il suo testo più rappresentato in ogni epoca e in ogni luogo per l’importanza dei temi trattati, per la profondità dell’analisi della condizione umana e per la felicità poetica della storia e dei personaggi. Al centro i conflitti generazionali nella doppia dimensione genitori/figli e artisti affermati/giovani artisti debuttanti e poi i ragionamenti appassionati sull’arte, sulla scrittura, sul teatro, il tutto condito da tonnellate di amore in tutte le forme e varianti possibili: vissuto, negato, nascosto. “Per il risalto del paesaggio, per le luci sfumate e le malinconiche atmosfere, la commedia di Cechov è vicina alla pittura russa dell’impressionismo” ha scritto Angelo Maria Ripellino, ma si può ben dire con il critico russo Baluchatyj che "Il gabbiano", per la scelta del materiale tematico, è una confessione pubblica dell’autore, stilizzata in modo drammaturgico, è una giostra artistica di materiale personale” e forse proprio per questo le speranze dei giovani artisti Nina e Kostia e le amarezze degli adulti e affermati Arkadina e Trigorin, intrise come sono di amore, rivalità e gelosia ci emozionano come se le vivessimo noi stessi, oggi. “Perché tra i quattro capolavori teatrali di Cechov, “Il gabbiano” è il più rappresentato in ogni epoca e in ogni luogo? “ si chiede il regista Marco Bernardi, che torna a Cechov otto anni dopo la fortunata prova de Il Giardino dei ciliegi. “Probabilmente i motivi sono diversi e non si possono racchiudere in un’analisi esclusivamente razionale. […] Ma non è sufficiente l’elencazione degli argomenti per capire in modo approfondito il fascino de “Il gabbiano”. C’è qualcosa di più, di magico, di malato, nel modo in cui Cechov racconta questa storia e dipinge con straordinaria precisione i personaggi che la vivono, c’è il suo stile, ci sono le sue atmosfere, c’è la capacità di ridere attraverso il pianto e piangere attraverso il riso, come nella vita, che fa di questo autore il più grande interprete moderno dei linguaggi del teatro e, allo stesso tempo, uno dei più acuti (e pietosi) conoscitori dell’essere umano, delle sue debolezze, ma anche delle sue potenzialità affettive e positivamente etiche. Il male e il bene, per così dire…” La tournée, che inizierà al Teatro Comunale di Belluno sabato 13 e domenica 14 febbraio, toccherà i seguenti teatri:
Belluno, Teatro Comunale, 13 e 14.2. Crotone, Teatro Apollo, 17 e 18.2. Cariati (CS), Teatro Comunale, 19.2. Castrovillari (CS), Teatro Sybaris, 20.2. Drapia (VV), Teatro La Pace, 21.2. Catania, Teatro Ambasciatori, 23-28.2. Napoli, Teatro Bellini, 2-7.3. Cagliari, Teatro Massimo, 10-14.3. Sassari, Teatro Civico, 15 e 16.3.